Carrara Sono davvero tanti gli spunti significativi emersi dal secondo rapporto “Osservatorio Marmo”, presentato mercoledì 14 gennaio alla sede di Carrara della Camera di Commercio della Toscana Nord-Ovest. Lo studio, lo ricordiamo, è frutto della sinergia tra il Comune di Carrara, la

Camera di Commercio, il Consorzio Zona Industriale Apuana e Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, con il supporto dell’Istituto Studi e Ricerche, presieduto da Sergio Chericoni.

Forniamo alcuni dati non ancora scritti nei precedenti articoli, articoli che potete ritrovare come link anche in questo servizio.

Partiamo dal costo per lavoro per addetto (aggiornato al 2023), specificando che si tratta di una media: i lavoratori in cava costano all’impresa di estrazione il 30% in più circa di un addetto alla lavorazione: 81mila euro l’anno in cava contro i 57mila annui di un operatore al piano. Il costo del lavoro, lo sappiamo, non significa che 81mila euro l’anno sono il guadagno lordo del cavatore, perché ci sono oneri a carico delle imprese che non finiscono nel lordo della busta paga, ma insomma, sicuramente il salario di un cavatore si può dire che è all’incirca di un 30% superiore a quello di un addetto al piano. Il costo medio di un addetto del settore commercio è di 51mila euro l’anno, per le aziende tech e abrasivi 44mila, per le imprese di trasporti 58mila. Il costo medio per addetto del settore lapideo è di 58mila euro, a fronte dei 36mila euro annui della media provinciale. Un addetto del lapideo costa alle aziende, in media il 38% in più di un addetto degli altri settori produttivi della provincia.

Già, ma di quanti dipendenti stiamo parlando? Nel 2023 i dipendenti del settore lapideo erano 3.466: 2214 operai, 1069 impiegati, 21 “quadro”, 134 apprendisti, 22 dirigenti. Rispetto all’anno precedente, + 32 dipendenti, -0,8% rispetto al 2015.

https://www.brandcarrara.it/carrara-cresce-la-lavorazione-del-marmo-diminuisce-lestrazione-dei-blocchi-ai-mini-da-50-anni-ecco-i-dati-dellosservatorio/

I numeri sono diversi se si parla di addetti del settore lapideo, inserendo quindi anche i proprietari, soci ecc. Si sale a 4.243 addetti in provincia di Massa-Carrara nel 2023, dei quali 2.809 a Carrara, 1.124 a Massa, 156 a Montignoso; rispetto al 2010, meno 484 addetti, ma +48 rispetto al 2022. Questa la suddivisione degli addetti (siamo sempre nel 2023, non sono stati forniti dati più aggiornati): attività di estrazione, 789; taglio, modellatura e finitura, 1.364; tecnologie e abrasivi, 543; commercio 1.546. La dimensione media aziendale è di 4 addetti: 7 nell’estrattivo, 6 nella lavorazione, tecnologie e abrasivi, 2 addetti di media nelle ditte di commercio.

Quante le imprese del lapideo? Poco più di mille: 704 a Carrara, 284 a Massa, 23 a Montignoso, 10 Aulla, 6 a Villafranca e altre in altri Comuni, totale 1.046 (erano 1.126 nel 2015). Le imprese di estrazione sono 109; taglio, modellatura e finitura 245; 82 tecnologie e abrasivi; 613 le ditte del commercio.

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Vediamo altri dati sull’export: è emerso innanzitutto un forte aumento del valore medio a tonnellata del marmo grezzo, salito in dieci anni da 241 euro la tonnellata a 409 euro (dato 2024); addirittura raddoppiato il valore medio del marmo lavorato in dieci anni: dai 1.049 euro a tonnellata del 2014, ai 2.159 del 2024.

Quanto ai blocchi estratti, come scritto in precedenti articoli, nel 2025 si è raggiunto il minimo da 50 anni a questa parte a quota 600mila tonnellate, circa la metà rispetto al massimo storico del 1995. Meno marmo in blocchi, venduti a un prezzo più alto.

https://www.brandcarrara.it/carrara-21-cave-non-sono-vicine-a-raggiungere-il-50-della-filiera-la-sindaca-pronti-a-valutare-correttivi/

Ma come è emerso dai dati della filiera corta forniti dal dirigente comunale Giuseppe Bruschi, ci sono aziende di estrazione, ben 21 sulle 48 tenute già in questo biennio al rispetto del 50% della lavorazione in loco, in difficoltà rispetto al raggiungimento dell’obiettivo. Nel biennio ora in corso si sono aggiunte all’obbligo di filiera le cave con certificazione ambientale Emas, 17, mentre ci sono sette cave completamente di beni estimati, che quindi non necessitano di concessione e non hanno obbligo di filiera e articolo 21 (progetti per la città). Rispetto alle cave in difficoltà, la sindaca si è detta pronta a valutare correttivi per non lasciare indietro nessuno. (M.B.)


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