I funerali di Giacomo Bongiorni, sabato 17 aprile (foto Ufficio Comunicazioni Sociali della Diocesi)

Carrara Si terrà anche a Carrara una manifestazione di ricordo e commemorazione per Giacomo Bongiorno, il 47enne ucciso in piazza Palma a Massa, omicidio per il quale ci sono cinque indagati, due maggiorenni e tre minorenni. Una iniziativa promossa da Alessio Gabrielli, operatore di protezione civile, “a titolo personale”, come spiega a Brand Carrara, e che ha già raccolto decine di adesioni.

La fiaccolata si terrà martedì 21 aprile dalle 21 alle 23, con partenza da piazza Alberica, poi via Loris Giorgi, via Verdi, piazza D’Armi, via Monterosso e arrivo in piazza Sacco e Vanzetti, L’organizzatore chiede ai partecipanti di portare striscioni di omaggio e memoria, ma, puntualizza, “non si accettano insulti o teatrini politici”, quindi “solo solidarietà”. Un’idea, ribadisce, “nata spontaneamente”.

Intanto, da segnalare sulla gravissima tragedia di Massa, l’intervento di Salvatore Calleri, Presidente della Fondazione Antonino Caponnetto, Fondazione per il contrasto alle infiltrazioni delle criminalità organizzata nelle imprese, il quale sottolinea che “il problema delle gang è reale”.
Scrive Calleri: “Morire in pochi secondi per nulla.
Morire in pochi secondi per nulla davanti al proprio figlioletto di 11 anni che rimarrà segnato a vita è una cosa assurda. Dolorosa. Aberrante. A prescindere dalle singole responsabilità. L’omicidio è avvenuto a Massa, in pieno centro. In una piazza con ben cinque telecamere ma, come appreso dalla stampa, nel fascicolo ci sono solo le immagini di una delle due poste nel palazzo comunale.
Quanto è accaduto è da inserirsi in un contesto di vera e propria emergenza sociale nazionale e con questo omicidio, Massa si pone quindi al centro delle discussioni nazionali e regionali in materia di sicurezza e criminalità da un lato e, dall’altro, impone delle domande sulla questione giovanile e sul tasso di violenza che si respira nelle piazze per un nonnulla. A prescindere dal caso in questione, in Italia e nella nostra regione il problema delle gang è reale è preoccupante e probabilmente in crescita”.

E spiega: “Nel rapporto 2025 dell’Osservatorio Regionale della legalità del Consiglio regionale toscano si afferma che “in Toscana si stima l’esistenza di almeno 200 gang, delle quali oltre 40 nella sola città di Firenze” e che “le gang hanno una struttura complessa e molto diversificata e, di conseguenza, è articolata anche l’analisi del fenomeno. Le gang sono una attualità ormai da molti anni e alcune rappresentano una vera e propria forma di criminalità di strada organizzata. Se non si interviene in tempo, il rischio, concreto, è che si trasformino in gruppi narcomafiosi. Alcune sono composte da italiani, altre da stranieri e altre ancora sono gruppi misti. Alcune sono più sofisticate, violente e pericolose. Anche la composizione è varia: ci sono gang di poveri e gang costituite da ricchi. Le gang sono quindi di vario tipo e spesso composte sia da minorenni sia da maggiorenni. Le modalità di intervento e di contrasto devono naturalmente tener conto delle diverse tipologie di gang: si passa dall’inasprimento delle sanzioni penali nei confronti delle gang potenzialmente narcomafiose (in particolare per contrastare l’uso di armi da fuoco e per ridurne quanto meno il numero) all’intervento preventivo da un punto di vista sociale, con un’educazione alla cultura della legalità. È senza dubbio necessario un maggior controllo del territorio”.
E aggiunge: “Il controllo del territorio, unitamente ad una maggiore cultura della legalità, si conferma come punto fondamentale da perseguire anche nella provincia di Massa Carrara, oggetto – tra l’altro – di numerosi report dell’OMCOM (Osservatorio Mediterraneo Criminalità Organizzata e Mafia) e più volte nel tempo indicata nei verbali della Commissione Parlamentare antimafia, non tralasciando le 14 interdittive antimafia emesse a carico di imprese dalla Prefettura. Come Fondazione Caponnetto non possiamo non notare come negli ultimi 20 anni la tecnologia della comunicazione abbia gravato sugli aspetti educativi dei giovani tramite i social sui quali passano liberamente e senza alcun controllo messaggi e immagini di violenze. È nostra intenzione impegnarci a monitorare con la massima attenzione questo bellissimo territorio ed auspichiamo che questo triste accadimento sia l’occasione per dire: “mai più”, conclude Salvatore Calleri, Presidente Fondazione Antonino Caponnetto.

https://www.brandcarrara.it/massa-in-migliaia-ai-funerali-di-giacomo-bongiorni-il-vescovo-ha-fatto-la-cosa-giusta-ora-la-comunita-non-si-lasci-vincere-dallodio/

Ricordiamo che i funerali di Giacomo Bongiorni si sono svolti, con imponente partecipazione di persone, nella giornata di sabato 17 aprile. Fra i presenti anche il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, il quale ha scritto sui social: “È stato un momento di grande dolore e commozione. Una vicenda che colpisce nel profondo, soprattutto pensando a un figlio che ha vissuto una tragedia così grande. Di fronte a tutto questo si prova sgomento, tristezza. Alla famiglia va l’abbraccio sincero e la vicinanza di tutta la Toscana.

Non possiamo restare indifferenti: da qui deve nascere un impegno ancora più forte, di tutti”.

A Massa intanto oggi, domenica 19 aprile, si tiene regolarmente “Massa in Fiore”, dedicata proprio a Giacomo Bongiorni. In piazza Palma l’installazione floreale realizzata dai floricoltori, “Un piccolo gesto, un segno, di vicinanza alla famiglia”.

Inoltre sempre oggi domenica alle 16 i floricoltori consegneranno al Comune di Massa un ulivo che, scrivono, “auspichiamo diventi una testimonianza di non violenza e rispetto”.


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