
Carrara Non si conosce ancora la data di arrivo al porto di Marina di Carrara della Sea Watch con a bordo 84 persone, arrivo inizialmente previsto per giovedì 20 marzo 2026, le condizioni del mare stanno costringendo la nave a restare in Sicilia. Questo l’ultimo comunicato dell’organizzazione umanitaria: “A seguito del salvataggio di 93 persone in difficoltà in acque internazionali il 15 marzo e dell’evacuazione medica in Italia di nove superstiti, tra cui un bambino di due anni in condizioni critiche, la nave di soccorso Sea-Watch 5 sta attualmente cercando rifugio al largo delle coste siciliane con 84 superstiti a bordo. Le avverse condizioni meteorologiche nello Stretto di Sicilia, con onde alte fino a tre metri, rendono pericoloso per la nave proseguire il viaggio verso il porto designato di Marina di Carrara, nel nord Italia. Il porto designato dista oltre 1.100 chilometri dal luogo del salvataggio e richiederebbe diversi giorni di navigazione. Poco dopo le 13 di oggi, il Tribunale dei Minori di Palermo, in Sicilia, ha stabilito che tutti i 23 minori e le loro famiglie debbano sbarcare nel porto italiano più vicino possibile. Nonostante il peggioramento delle condizioni, la particolare vulnerabilità delle persone a bordo e la decisione del tribunale, le autorità italiane insistono ancora sull’assegnazione del porto distante e non hanno designato un porto sicuro più vicino”.
E ancora: “Gli 84 superstiti a bordo della nave di soccorso soffrono di gravi ustioni da carburante, spossatezza e mal di mare dopo la pericolosa traversata del Mediterraneo e i due giorni trascorsi a bordo della nave di soccorso civile. Sea-Watch chiede al governo italiano di rispettare il diritto internazionale e di assegnare alla nave il porto sicuro più vicino per lo sbarco di tutti i superstiti. L’ordine di attracco in un porto lontano a nord, in queste circostanze, prolunga inutilmente le loro sofferenze ed li espone a ulteriori pericoli. Il governo tedesco deve intervenire con urgenza a favore della nave di soccorso, che batte bandiera tedesca, e per la protezione di tutte le persone a bordo”.
Secondo Chiara Milanese, responsabile delle operazioni di Sea-Watch 5, “Le autorità italiane stanno deliberatamente ostacolando i nostri sforzi di salvataggio. Sono pienamente consapevoli delle condizioni mediche delle persone a bordo e delle condizioni meteorologiche che stiamo affrontando, eppure ci costringono a rimanere in mare”. (B.C.)

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