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Carrara Centinaia e centinaia di persone hanno affollato il paese di Colonnata oggi pomeriggio, lunedì 25 maggio 2025, per stringersi ai familiari di Alvise Lazzareschi, testimoniare il loro profondo dolore e cordoglio. E’ stato anche organizzato un servizio di bus navetta, proprio per facilitare l’accesso al paese. Il feretro dell’imprenditore, molto amato e apprezzato, è stato portato sulle spalle dalla casa fino alla chiesa, stracolma, come lo era la piazzetta antistante ma anche il resto del paese. E’ stato don Piero Albanesi a celebrare la funzione.

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Un abbraccio collettivo, un estremo omaggio a una persona che ha fatto della generosità, della condivisione, dei valori dell’amicizia e della valorizzazione delle eccellenze, la sua stella polare. Aveva poi un legame speciale con le Apuane, le cave, il marmo, Colonnata.

La figlia Fabiola l’ha voluto ricordare così: “Aspetto la “bancata buona” – diceva mio padre – quella perfetta, quella che cambia la vita… Ma forse il punto non è quella bancata, è quello che succede mentre l’ aspetti. Perché chi vive aspettando la giocata giusta sviluppa un rapporto particolare con il tempo: osserva, studia, immagina scenari, sente il rischio addosso, impara a perdere, a frenarsi, a non fidarsi troppo dell’entusiasmo. Vive sospeso tra controllo e caos. E in quella sospensione, paradossalmente, si sente vivo. Ma c’è una verità scomoda: non esiste la bancata buona, esiste solo il movimento nell’ attesa. l’incertezza non è un difetto della vita, è il suo motore. Chi aspetta la bancata buona non sta aspettando soldi e fortuna, sta solo aspettando che il futuro possa ancora sorprenderlo .E allora forse il senso non è vincere davvero, forse il senso è restare dentro il gioco. Restare capaci di aspettare senza spegnersi, di dubitare senza arrendersi, di immaginare un colpo di scena anche dopo cento errori. Mio padre Alvise ha vissuto così, senza sapere cosa sarebbe successo, ma comunque alzandosi ogni mattina, come se potesse arrivare, da un momento all’ altro, la “bancata buona”.

E la sorella Lucrezia: “AD-DIO, FRATELLO. Hai avuto una vita intensa e un cuore buono e generoso. Il distacco è doloroso ma mi piace ricordarti con questo tuo scritto, ora che “il furo” lo hai attraversato per davvero, e non solo nel simbolo dei tuoi ricordi di bambino. E in fondo al tunnel, la Luce”; ed a seguire ha riportato un brano del suo eccezionale libro “La casa del Colonnello”.

Impossibile riportare quanti hanno voluto scrivere un suo ricordo. A partire dalla sindaca Serena Arrighi, che ha scritto di lui: “Cavatore, scrittore, carrarino vero e uomo dal cuore grande. In questo giorno triste voglio esprimere le più sincere condoglianze alla famiglia, agli amici e alle tantissime persone che hanno avuto modo di conoscerlo e volergli bene”.

L’assessora Gea Dazzi: “Ciao Alvise, cavatore scrittore, grande uomo, una “tonnellata” di grazie per quello che hai saputo donare a tanti che hanno avuto la fortuna di conoscerti, sedere alla tua tavola, chiacchierare con te di filosofia e soprattutto amarti, come era impossibile non fare. Ti saluto con un pensiero che ti dedicai per quel mitico tuo sessantesimo, in cui anche mia figlia Sole, di spalle in foto, si innamorò di te. Vola alto sopra i tuoi monti insieme al tuo cudurzin. Un abbraccio grande alle tue figlie, alla cara Emanuela e a chi resta senza di te”.

“Con la scomparsa di Alvise Lazzareschi, Carrara perde un imprenditore illuminato, uno scrittore appassionato e soprattutto un uomo profondamente legato alla sua terra e alla cultura del marmo apuano”, dice la senatrice di Fratelli d’Italia Susanna Donatella Campione. “Ho avuto la fortuna di conoscerlo e di visitare con lui la sua cava, mi aveva regalato il suo libro “La casa del colonnello”. Alvise – prosegue la parlamentare di FdI – ha saputo raccontare con autenticità il mondo delle cave, il sacrificio dei cavatori, le tradizioni e l’identità di Colonnata e delle Alpi Apuane, trasformando storie di vita quotidiana in patrimonio culturale condiviso. Le sue opere e il suo impegno resteranno una testimonianza preziosa di un territorio unico e della sua gente”.
E ancora: “Il Pd di Carrara esprime un profondo cordoglio per la prematura scomparsa di Alvise Lazzareschi, cavatore dall’animo profondo, capace di tradurre in parole il suo amore per le Apuane, Carrara e la vita che qui ha vissuto intensamente. Ha richiuso “la sua scatola di latta”lasciandoci tutta la magia dei suoi ricordi.”

I Repubblicani di Carrara “esprimono il loro profondo cordoglio per la prematura scomparsa di Alvise Lazzareschi, unendosi al dolore dei familiari e degli amici più stretti. In questi giorni abbiamo apprezzato come l’intera comunità carrarese ricordi con affetto la sua figura di imprenditore e scrittore; noi ci teniamo a sottolinearne anche le straordinarie qualità umane: la capacità di dialogare con chiunque, dai cavatori alle personalità di maggior fama e notorietà; la sua cultura raffinata e la spiccata sensibilità; il valore che attribuiva alla convivialità e all’ospitalità, elevate quasi a regola di vita. In particolare, vogliamo celebrarne il profondo amore per Carrara, per la sua Colonnata, per il marmo e per gli uomini che lo lavorano. Oggi non sono solo i suoi cari e gli amici intimi a sentirne dolorosamente l’assenza, ma un’intera città che perde un cittadino conosciuto e apprezzato da tutti, sia personalmente che attraverso la sua reputazione, un uomo che non poteva lasciare indifferenti. Desideriamo ricordarlo prendendo a prestito le parole dell’avvocato Andrea Baldini che, in occasione della presentazione de “La casa del Colonnello”; a Pontremoli, lo definì “l’Omero delle cave”. Così anche noi, Repubblicani carraresi, commossi e grati, vogliamo rendere omaggio alla sua memoria”.

Confartigianato Imprese “Caro Alvise, ho avuto il privilegio di cenare qualche volta con te e per me è stato bellissimo. Le tue cene non erano occasione per riempirsi lo stomaco, ma eventi più o meno formali che riempivano la mente e il cuore. Straordinarie occasioni di amicizia, confronto e promozione della cultura gastronomica e non solo. Con la sua scomparsa, la terra apuana perde un prezioso punto di riferimento umano, culturale e imprenditoriale, una figura che ha saputo raccontare con sensibilità e autenticità il mondo del marmo e le sue radici.”

Simone Caffaz: “Sei stato anche tanto altro, imprenditore e sportivo ad esempio, e io stesso ho avuto il piacere di incontrarti in altre vesti. Per me però sarai sempre il padrone di casa di quelle serate, che non ho dimenticato e che, oggi più di ieri, porterò nel cuore”.

I 5 Stelle di Carrara: “Ci stringiamo attorno alla famiglia di Alvise Lazzareschi per il grave lutto che li ha colpiti. Mancherà a loro, ai suoi collaboratori, a tutta la città. Buon viaggio Alvise”.

Matteo Martinelli: “Ho appena saputo della scomparsa di Alvise Lazzareschi. Mi mancano, in questo momento, le giuste parole per descrivere la persona che ho avuto la fortuna di conoscere. Buon viaggio Alvise, che la terra ti sia lieve”.

L’Asd Veloce Club Pradaccio: “Ci ha lasciato un Uomo schietto e genuino che ci ha sempre sostenuto, fin dalla nascita del nostro Gruppo Sportivo. Alvise Lazzareschi, Cavatore Scrittore Imprenditore… Semplicemente Grazie”.

Anche Italia Nostra sezione Massa-Montignoso lo ha ricordato con affetto.

La Beran srl, per omaggio e ricordo, è rimasta chiusa per lutto per tutto il giorno di oggi 25 maggio.

La Pro Loco Colonnata Aps: “Tu la chiamavi “Casa mia”. Imprenditore raro, scrittore autentico, persona generosa e ironica. Ascoltare i tuoi racconti e le tue avventure era un onore. Ci lascia troppo presto una bellissima persona. La tua Colonnata perde un pezzo di storia! Ti ricorderemo sempre!! Che la terra ti sia lieve grande Alvise”.

Da parte nostra, ricordiamo con ritagli d’epoca (1988-89) l’esperienza di Alvise Lazzareschi come presidente e tifoso dell’Olmo Colonnata. Una squadra a cui teneva molto, come d’altra parte teneva ad ogni attività che affrontava, sempre con passione e intelligenza.

Massimo Braglia


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