Carrara Il giorno dopo, il derbissimo di Pasquetta del 2026 – il 3-1 della Carrarese allo Spezia – è già entrato nella mitologia (gran parte delle foto sono gentilmente concesse dalla Carrarese Calcio o dal profilo social). Una partita epica, che probabilmente senza la scivolata di Abiuso sul dischetto si sarebbe trasformata in una passeggiata, ma che invece si è complicata e forse alla fine è anche più bello così, d’altra parte a Carrara e alla Carrarese non piacciono le cose facili. A memoria, abbiamo stravinto con congruo anticipo “solo” due campionati, nel 77-78 e nell’81-82, poi la storia è fatta di sofferenze, di rincorse, di playoff, di campionati vinti all’ultima giornata.

Lo spettacolo della Curva Nord (immagine dal profilo social della Carrarese)

E allora, prima una doverosa premessa sul responso del giudice sportivo: una giornata di squalifica a Belloni, al mister in seconda Giuseppe Padovano e al fisioterapista Andrea Biagini; ammenda di 1.500 euro alla società Carrarese “per avere suoi sostenitori, al 27° del primo tempo, lanciato un fumogeno nel recinto di gioco; sanzione attenuata”. Per dovere di cronaca: in casa Spezia, due giornate a Bonfanti, una ciascuna a Valoti e Adamo; particolarmente brutta, dobbiamo dirla, la gomitata di Bonfanti a Schiavi, un gesto incomprensibile (è stato il Var ad accorgersene).

https://www.brandcarrara.it/carrarese-mister-calabro-parla-di-playoff-il-vescovo-mi-sono-divertito-in-curva-il-doppio-successo-contro-lo-spezia-mancava-dal-93-94-4-0-allandata-1-0-al-ritorno-sfilata-festosa-di-auto/

Un doppio successo andata e ritorno che ci riporta indietro, come già scritto, di 32 anni, nel 93-94 l’andata fu al Dei Marmi con il memorabile 4-0 e il ritorno al Picco, con Superbi in tuffo a timbrare il gol partita. Le tre espulsioni ai danni degli spezzini (e una in casa azzurra) non possono non rimandare ai tre cartellini rossi che l’arbitro Meschini di Perugia sventolò a Manica, Bonni e Podestà il 18 novembre ’79, ma in quell’occasione le espulsioni non arrivarono a risultato quasi acquisito sul 3-1 (all’85’ Valoti, al 90′ Adamo e Belloni, al 91′ dopo revisione Var Bonfanti), tutt’altro: con gli azzurri in vantaggio dal 5′ del primo tempo con un gol di mancino da lontanissimo di Giansanti, è nella ripresa che Meschini si scatena. All’11’ fuori Manica, la Carrarese regge; al 18′ della ripresa rosso a Podestà e allo spezzino Sassarini, in 10 contro nove lo Spezia pareggia 4′ dopo con Bongiorni; non è finita, al 39′ fuori anche Bonni, praticamente espulsa tutta la difesa (e che difesa, Podestà era un professore sulla corsia mancina, Manica e Bonni due colossi insuperabili, nonostante quella giornata no la Carrarese subì 25 gol in 34 partite…), e non c’erano certo le cinque sostituzioni di oggi; al 31′ sull’1-1 mister Lembi aveva sostituito un tuttocampista come Pirin Menconi con Cini per cercare di vincere (rimase in panchina il jolly Racchetta, cursore di fascia o di mediana). Al 42′ della ripresa, la rete di Rossinelli provocò il finimondo, invasione di campo ecc…

Ma torniamo ad oggi. Proviamo a fissare con delle istantanee il derby storico di Pasquetta, il primo vinto al Dei Marmi contro lo Spezia in serie B, terza vittoria di fila dopo Samp e Bari, con gli azzurri catapultati a meno due dai playoff.

Facciamo un gioco. Raf cantava “Cosa resterà degli anni ’80”, noi proviamo a dire la nostra sulle immagini che a nostro avviso resteranno impresse nella memoria degli sportivi.

LA COREOGRAFIA: Straordinaria, curva Nord strapiena e gradinata unite in continuità, una meraviglia: il simbolo dell’Indiano che scende dalla Curva in un tripudio di gialloazzurro e la scritta Carrarese lunga 90 metri

IL VESCOVO: il derby sarà ricordato anche come la partita del vescovo Mario Vaccari in curva Nord, vescovo che, ci ha assicurato, si è divertito

L’OCCASIONE DI AURELIO: abbiamo tutti trattenuto il fiato, Aurelio solo che si avviava a impattare la palla sull’uscita di Bleve (bravo a stringergli lo specchio), sembrava quasi una sentenza, poi il sospiro di sollievo nel vedere la sfera sfilare fuori sul palo opposto

LA CORSA DI CALABRESE: che bella, un minuto dopo, la corsa sorridente dopo l’1-0 di Calabrese di testa (sul palo di Radunovic), di questo giovane cresciuto così in modo esponenziale, quasi timido a inizio stagione, adesso straripante, convinto, il primo gol in serie B è stato cercato e meritato.

LA FUGA A SINISTRA DI ZANON: la fuga di Zanon sulla sinistra, lanciato da Rouhi, sugli sviluppi di un corner per lo Spezia, è già leggenda, poi alza la testa, cinque azzurri contro uno ad attaccare la porta, Zanon sceglie Finotto che non sbaglia, e la curva esulta.

LA CORSA DI FINOTTO: un’altra corsa, ancora sorridente, di Mattia Finotto dopo il raddoppio. Lo stadio in delirio, un Finotto rinato con due gol in tre partite

LA SCIVOLATA DI ABIUSO: ognuno ha la sua teoria, la rincorsa troppo elaborata, il pallone messo male… fatto sta che quel pallone alle stelle e Abiuso a terra è un’immagine difficile da dimenticare. Ma è stato bello anche il pronto incoraggiamento di Zanon e Finotto, fra i primi a consolare Abiuso.

L’EUROGOL ANNULLATO AD ABIUSO

Il pallonetto millimetrico di Abiuso che si insacca beffardo è un’immagine che purtroppo non resterà negli almanacchi, ma il gesto tecnico resta intatto nella nostra memoria. Non siamo convintissimi della bontà dell’interpretazione: Valoti con quel tocco di petto all’indietro perché non lo rimette in gioco? Sicuramente c’è una spiegazione da regolamento, ma non ci convince lo stesso.

IL PALO DI HASA

In certi frangenti di gioco, Hasa sembra praticare un altro sport rispetto agli avversari. Troppo forte. Quando si accentra per colpire il palo, con due finte manda a spasso i giocatori spezzini con una facilità disarmante, poi incrocia un destro velenoso, palo pieno; stava per irrompere Rouhi come a Bari, ma gli passa davanti Abiuso e l’occasione sfuma, ma è impressionante quanti azzurri fossero in agguato.

L’ASSIST DI HASA PER IL TRIS

Tra la poesia e la visione, da cineteca: bravissimo anche Ruggeri, ad andare a dettare il passaggio e a portare scompiglio, ma Hasa con il radar ha già visto il movimento di Abiuso sul secondo palo, lo serve alla perfezione. Un gioiello (e poco prima, con un altro tracciante illuminante, aveva servito cambiando campo Parlanti, tocco ad Abiuso che aveva sfiorato il palo)

L’URLO LIBERATORIO DI ABIUSO

Dopo il gol del 3-1, la corsa sotto la curva, l’abbraccio dei tifosi al bomber azzurro (a quota 11) Fabio Abiuso, poi raggiunto da quasi tutta la squadra e la panchina, ecco un’altra istantanea da tenere fra i ricordi. Insieme all’urlo di Abiuso: “Andiamo!”, ripetuto tre volte. Sì, andiamo a prenderci questi tre punti e poi, chissà…

LA GAMBA ALTISSIMA DI VALOTI

Una brutta immagine, Valoti in ritardo, sul 3-1, in una zona di gioco non “calda”, alza malamente la gamba, accettando il rischio di far male all’avversario (Rubino). Non c’è cattiveria, ma non va bene.

LA GOMITATA DI BONFANTI

Un’altra brutta immagine del derby, la gomitata di Bonfanti a Schiavi, a tempo praticamente scaduto. Perché?

LE BRACCIA ALZATE DI CALABRO

E’ un’esultanza speciale quella del derby stravinto per mister Calabro, braccia alzate al triplice fischio; non può abbracciare il fido Padovano, espulso da pochi minuti, ma abbraccia idealmente tutta la città e poi va a godersi lo spettacolo della festa, della curva

LA SQUADRA SOTTO LA CURVA

Gli azzurri fanno festa sotto la curva, mentre lo Spezia esce a testa bassa sotto il coro “Serie C” (possiamo dirlo? Non ci piace irridere gli avversari, quel coro insistito non ci è piaciuto: molto meglio l’immancabile e doveroso “Chi non salta è uno spezzino”), quella festa, i cori, Zanon che afferra il megafono, è un abbraccio ideale, la conferma di un legame speciale che si è creato tra squadra azzurra, società, tifoseria, città.

L’ABBRACCIO AL PRESIDENTE GEMIGNANI

In tribuna, giustamente, in tanti abbracciano il presidente Manrico Gemignani e si complimentano. Se siamo a questi punti è soprattutto per merito suo. Come ha raccontato nell’intervista in “Cuore Azzurro”, la promozione in serie B è stato il coronamento di un percorso partito con Silvio Baldini, perché Baldini ha instillato il concetto di percorso, della necessità di avanzare passo dopo passo, di cultura del lavoro. E la cultura del lavoro è un altro concetto chiave di mister Calabro, ripetuto anche in sala stampa dopo il trionfo, l’unico segreto per arrivare a certi risultati, ovviamente grazie anche alle capacità di scouting di una società che pesca e rilancia giocatori come Zanon o riesce a farsi prestare talenti incredibili come Hasa, ne citiamo due ma dovremmo citare tutti i componenti di una rosa, una rosa eccezionale; come ha ribadito Calabro alla vigilia del match, “Questi giocatori non li cambierei con nessuno”.

LA FOTO RICORDO NELLO SPOGLIATOIO

E’ la foto con cui apriamo questo articolo: i sorrisi di un gruppo straordinario che fa festa tutto insieme nello spogliatoio.

I CAROSELLI PER LE STRADE

Non abbiamo foto disponibili, per noi più che un’immagine sono un suono, i clacson a festa coronano una serata da raccontare

Un’ultima annotazione: il derby con lo Spezia ha visto nell’undici iniziale il minimo storico di reduci dalla promozione in B, solo quattro: Bleve, Zanon, Zuelli e Finotto, con Schiavi e Belloni subentrati a gara in corso, Illanes squalificato, Imperiale indisponibile; ed ha anche visto la presenza in campo di ben otto millennials, il doppio di quelli dello Spezia. Per gli azzurri, Zanon e Zuelli 2001, Abiuso 2003, Calabrese, Ruggeri, Hasa, Rouhi e Parlanti 2004; fra gli ospiti, Aurelio 2000, Artistico 2002, Bonfanti 2003, Romano 2006. La conferma, semmai ce ne fosse bisogno, che in campo non vanno i nomi o l’esperienza, ma vanno l’organizzazione, la classe, la voglia, il temperamento, la grinta, la determinazione, un intero ambiente che trascina. Non è un caso che la nuova Curva Nord ha visto solo due sconfitte contro Monza (azzurri beffati da un calcio di punizione) e Palermo (due pali clamorosi di Finotto e Torregrossa), due 1-0 ampiamente immeritati. Vamos azzurri, ora testa alla Reggiana fanalino con lo Spezia, ma un derby speciale andava celebrato con un album della memoria.

Massimo Braglia


Una risposta a “Carrarese, istantanee di un superderby memorabile: proviamo a riassumere per immagini la sfida di Pasquetta stravinta contro lo Spezia”

  1. Avatar Federico Pianadei
    Federico Pianadei

    Ciao Maurizio,
    articolo stupendo

    Forza Azzurri

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