Carrara Successo e anche commozione a Palazzo Binelli, sede della Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara, per la presentazione del libro “L’Istria alza il sipario! – Storie teatrali dell’Esodo” di Tiziana Sauco (Eclettica Edizioni), nell’ambito delle iniziative per il “Giorno del Ricordo”. Come spiega l’autrice, “A seguito dello sviluppo del teatro di narrazione, un “quasi-genere” caratterizzato prevalentemente dalla presenza in scena di un attore solista, ho mosso i miei passi per analizzare come alcuni artisti si siano cimentati con un argomento storico che ad oggi non ha ancora studi teatrali accreditati ma che rappresenta nel panorama italiano una novità degna di attenzione: l’esodo istriano che ha coinvolto le popolazioni delle comunità italiane dell’Istria, Fiume e Dalmazia alla fine della seconda guerra mondiale”. E aggiunge: “Il mio interesse per questo tema nasce non solo dal voler affrontare uno studio che nessuno ad oggi ancora ha intrapreso, ma soprattutto dall’amore che mi lega alla terra istriana ed alla sua storia. Mio padre, con i miei nonni, visse l’esodo insieme a tutti gli italiani che decisero di lasciare le loro case dopo il trattato di pace di Parigi che, nel febbraio del 1947, sancì la cessione alla Jugoslavia dell’Istria. Il mio percorso di studio parte dall’analizzare “…Quell’enorme lapide bianca”, un’opera di radioteatro di Paolo Logli e Luca Violini. Questo spettacolo, ideato nel 2005, è stato il primo in Italia ad affrontare la realtà delle foibe e dell’esodo. A raccontarci la loro storia sono due amici: lo sloveno Ive e l’italiano Enrico in una conversazione intima e privata, caratterizzata da un dialogo molto intenso.

“La verità oltre la storia” di Romano Bosich, la seconda opera analizzata, è una produzione che ben si inserisce nel teatro partecipativo.

Romano, nato a Pola nel 1950, è un esule vero perché l’esodo lo ha vissuto in prima persona e, nel suo spettacolo, decide di far parlare proprio i protagonisti della vicenda: gli esuli, come lui, veri.

La terza opera analizzata “Mili muoi – l’esodo dei miei”, scritta ed interpretata da Carlo Colombo, figlio di esuli, fa parte del teatro musicale contemporaneo perché porta in scena un monologo con accompagnamento al pianoforte: un viaggio sonoro attraverso i ricordi di un mondo che c’era e che si è spostato altrove”. E prosegue: “L’ultima opera di questo studio, “Magazzino 18” scritto da Simone Cristicchi e Jan Bernas ed interpretato da Simone Cristicchi, è un musical civile, termine quest’ultimo coniato proprio dall’artista romano. Qui il racconto è affidato a due personaggi apparentemente contrapposti: l’archivista Persichetti, spedito al porto vecchio di Trieste dal Ministero dell’Interno con il compito di archiviare le pratiche di quello che fu l’esodo del popolo giuliano, e lo Spirito delle Masserizie che, a differenza di Persichetti, conosce bene la storia perché l’ha vissuta insieme ai protagonisti di quel biblico esodo.

https://www.brandcarrara.it/carrara-giorno-del-ricordo-intitolata-a-norma-cossetto-la-pineta-martiri-delle-foibe-di-via-bassagrande-viale-galilei/

Queste quattro opere, seppur nella loro diversità stilistica, hanno un filo conduttore comune: portano sul palcoscenico la storia dei vinti e dei dimenticati rinnegando però qualsiasi tentativo di polemica o rivendicazione ma lanciando invece un messaggio universale di speranza ed amore”.

L’autrice. Tiziana Sauco, laureata in “Scienze e tecnologie delle arti, dello spettacolo e del cinema” (il libro è l’evoluzione della sua tesi di laurea), ha lavorato come giornalista e conduttrice del telegiornale per le emittenti locali Teleriviera e Tele Toscana Nord; oggi lavora nel campo della qualità e sicurezza presso un’ azienda leader nel settore della logistica.

L’idea di trasformare in libro la sua tesi di laurea “La memoria nel teatro di narrazione: l’esodo istriano invade il palcoscenico” – osserva – “nasce dal desiderio di far conoscere la storia della terra nativa di suo padre, attraverso delle opere teatrali che hanno afforntato il delicato tema dell’esodo istriano, giuliano e dalmata con una nuova voce.

La dedica a suo padre, che da bambino con la sua famiglia ha vissuto il dramma dell’esodo, è una freccia lanciata diretta verso il cielo da dove, sicuramente, lui starà guardando ed aspettando, insieme agli altri, che l’Istria alzi il sipario!”.

La presentazione. Come detto, molto partecipata la presentazione, iniziata con un saluto del presidente della Fondazione Cassa di Carrara, Enrico Isoppi, il quale ha sottolineato l’importanza di iniziative come queste per coltivare la memoria e soprattutto fare in modo che certe tragedie non si ripetano.

Il consigliere comunale Massimiliano Manuel, di Fdi, ha ricordato che è grazie a una sua mozione che il giorno dopo (cioé oggi martedì 10 febbraio, la presentazione si è tenuta lunedì 9 alle 18) sarebbe stata intitolata a Norma Cossetto – uno dei tragici simboli delle foibe, Medaglia d’oro al valor civile – la Pineta Martiri delle Foibe a Marina.

Sergio Tabanelli, presidente provinciale dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia Dalmazia (Anvgd) ha ricordato come le foibe e il dramma degli esuli siano stati circondati per decenni da un colpevole silenzio, e ha affermato che gli esuli sono italiani due volte: nati italiani e sono voluti rimanere in Italia.

L’onorevole Alessandro Amorese di Fdi, che è anche l’editore del libro, ha annunciato che spera che il prossimo anno il Treno del Ricordo possa fare tappa anche a Carrara quale sede del campo profughi (il treno, partito oggi 10 febbraio da Trieste, farà undici tappe fino a Siracusa, ed è alla terza edizione).

Lanmarco Laquidara, nelle vesti di storico, ha elogiato il libro per la sua capacità di raccontare quei drammatici eventi attraverso una nuova chiave di lettura.

L’autrice ha spiegato fra l’altro le difficoltà nel far accettare questa sua idea come tesi di laurea, dal momento che non esisteva una bibliografia, ma che poi con passione e cuore, come riconosciuto dalla sua docente, è riuscita a farla approvare. Ed oggi è anche un libro.

Massimo Braglia


Una risposta a “Carrara, successo e commozione per la presentazione del libro “L’Istria alza il sipario””

  1. Avatar Maria Gasparrelli
    Maria Gasparrelli

    Un lavoro meritevole sotto molti profili…prima di tutto frutto di un amore profondo delle proprie origini ed un rispetto doloroso delle vicissitudini sofferte dai suoi cari!
    Per non dimenticare lo sforzo di rendere visibile questa realtà attraverso un racconto teatrale e non dimensione che rende maggiormente comprensibile il tutto!!!!

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