
Carrara Si avvicina la data della riapertura di un Ristorante iconico per tutto il territorio, “Venanzio” a Colonnata. A riaccendere la luce e soprattutto i fornelli sono la figlia di Venanzio Vannucci (nella foto), Elisabetta, con la mamma, e moglie di Venanzio, Lena Guadagni. Venanzio Vannucci, scomparso nel 2023, in realtà aveva già lasciato la gestione del locale da una ventina d’anni allo storico cameriere Roberto Ferlini e all’aiuto cuoco Alessio Lucchetti; poi il primo è andato in pensione, il secondo ha aperto a Carrara centro l’Eden in via Verdi, e così il ristorante di Colonnata era rimasto chiuso.
La figlia Elisabetta con la madre Lena Guadagni, che hanno sempre aiutato fattivamente Venanzio nello storico locale, ora sono impegnate con grande entusiasmo a preparare l’inaugurazione, in programma per sabato 21 marzo alle 15,30. Il ristorante resterà poi chiuso ancora per qualche giorno, per definire gli ultimi dettagli, e così il “la” vero e proprio sarà il venerdì successivo, 27 marzo, pranzo e cena. Come da tradizione, il ristorante resterà chiuso il giovedì tutto il giorno e la domenica sera.

Da Venanzio (nella foto) aprì nel 1970 e come ricorderanno i non più giovani, inizialmente era al piano di sopra, e quindi le portate arrivavano dalla scalinata esterna; successivamente, è stato sistemato il bar sottostante, trasformato in un locale accogliente, frequentato per decenni anche da grandi nomi.
Venanzio Vannucci aveva imparato a cucinare e a scegliere abbinamenti doc nelle esperienze a Monaco di Baviera e a Parigi e in più è stato fra i grandi ambasciatori del lardo di Colonnata nel mondo, con il prelibato salume preparato nella sua larderia.

Come aveva ricordato il compianto Vittorio Prayer, profondo conoscitore di Colonnata e tra i fondatori della sagra del lardo, qui sono passati “Liza Minnelli famosa attrice e cantante col marito Mark Gero scultore in cerca di marmi da plasmare. La regista Lina Wertmuller col marito Enrico Job scenografo, artista e scrittore. Lo scrittore Mario Soldati. Carlo Verdone, attore e regista ed infiniti altri blasonati. Ministri della Repubblica e politici di gran fama, persino la Regina della Tailandia (…). Sirio Maccioni grande “chef” e fondatore di “Le Cirque” a New York e di una catena di ristoranti di lusso in tutto il mondo, veniva a Colonnata ad acquistare il lardo fatto e stagionato bene nelle conche di marmo dei “Canaloni” dal suo amico Venanzio”.
Non sarà facile ricreare l’atmosfera magica che si respirava varcando la soglia del Ristorante Da Venanzio, ma la figlia insieme alla mamma e ai collaboratori neo assunti, di sicuro ce la metteranno tutta, con impegno ed entusiasmo.
“Era un po’ che ci pensavo – racconta Elisabetta – insieme alla mamma ci siamo dette che era il momento di ripartire. Ora sono felice, anzi felicissima, super attiva, anche in agitazione perché abbiamo l’obiettivo di dare il meglio, e c’è anche tanta emozione”.
Quando c’era papà Venanzio, Elisabetta si alternava fra sala e cucina, adesso? “Adesso dovrò stare solo in cucina, non potrò muovermi da lì, insieme alla mamma e a un altro ragazzo che abbiamo assunto; per la sala abbiamo assunto un cameriere molto bravo e c’è anche un’altra persona a darci una mano sempre in cucina. Partiremo – aggiunge – con 38-40 coperti in sala, c’è anche un dehors esterno, ma almeno inizialmente non pensiamo ai grandi numeri, al primo posto c’è il benessere del cliente, e io devo tornare a saper gestire lo stress dietro i fornelli, è su quello che bisogna riprendere l’abitudine; ma non ho dubbi che come succedeva in passato, tutto presto tornerà naturale”.
I piatti? “Quelli di sempre, quelli amati dai clienti, ripartiamo dalle nostre polpettine, dalla pasta fresca fatta da noi, con i tordelli, sia al pomodoro che al ragù, le lasagnette, ma anche il roastbeef, il maialino, il coniglio, la faraona, il petto d’anatra all’arancia, la nostra torta di mele. E ovviamente, il lardo di Colonnata, presente dagli antipasti ai secondi”.
Ma ci sono ricette scritte? “No – risponde Elisabetta – abbiamo sempre fatto, come si dice, “a occhio”, ormai sapevamo a memoria le proporzioni, i tempi di cottura. Il grande segreto è sempre stata la qualità delle materie prime, la base è essenziale per proporre i nostri piatti”.
E i vini? Venanzio era anche sommelier… “Al momento, si riparte con una carta “semplice”, completa certo, ma soprattutto con vini locali, anche se certamente i clienti troveranno anche vini toscani, del Piemonte, qualcosa del Veneto. Mio babbo aveva una carta vastissima, ma noi abbiamo dovuto ricominciare da zero e per ora crediamo che sia ampiamente all’altezza”.
Una “forchetta” dei prezzi? “Dipende da ciò che si vuole mangiare… noi proponiamo un menù degustazione completo da 40 euro bevande escluse, ma appunto è una proposta”.
Le prenotazioni come vanno? “Bene direi, c’è grande interesse. Sono contenta. Abbiamo un nome e una tradizione importanti, ma crediamo di essere pronti. Come detto, preferisco aspettare ancora qualche giorno per l’apertura vera e propria, perché mancano dettagli ma secondo me anche quelli sono importanti”.
Insomma, per tornare a pranzo o a cena bisognerà aspettare il 27 marzo.
Che aggiungere? Intanto, appuntamento all’inaugurazione del 21 marzo alle 15,30, chi invece volesse già prenotare un pranzo o una cena può telefonare ai numeri 335 390265 o 0585758033. Di sicuro, è sempre una bella notizia sapere che c’è ancora chi vuole investire sul nostro territorio. Colonnata certo è una meta di grande richiamo, ma la scommessa vera è la quotidianità, la continuità. Non resta che aspettare qualche giorno. Il “nuovo” Venanzio parte a ridosso delle festività di Pasqua, le premesse sono ottime e il nome… una garanzia.
Massimo Braglia

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