Carrara No alla mozione di parte della minoranza finalizzata all’esproprio di Villa Ceci per trasformare l’area in un parco pubblico; e ancora, ipotesi Gessi dell’Accademia alle Poste, il punto sul Marble Hotel. Sono alcuni degli spunti emersi dal consiglio comunale di ieri, mercoledì 25 marzo.

Rispetto a Villa Ceci, la proposta avanzata da Rigoletta Vincenti e Matteo Martinelli, attraverso una mozione, era di impegnare l’amministrazione a stanziare le risorse necessarie come detto per acquisire l’area Villa Ceci e trasformarla in un parco pubblico. Gianmaria Nardi ancora capogruppo del Pd, ha spiegato che però non è il momento di assumere un simile impegno: “L’argomento merita un dibattito approfondito, di sicuro non vediamo ulteriore edificazione, di fatto ormai è una cassa d’espansione del Carrione. Però non ci sono risorse per l’esproprio e neanche per gestire un parco pubblico così grande. Un’idea potrebbe essere suddividere il complesso in parco agricolo e parco pubblico, una funzione mista. Vale la pena ragionarci”. Matteo Martinelli ha osservato che non è accettabile dopo quattro anni di consigliatura sentire dire che c’è ancora bisogno di riflettere su un tema più volte affrontato”. Guido Bianchini della Lista Serena Arrighi: “Io fui tra i promotori del referendum per Villa Ceci parco pubblico, non fu capito dai cittadini e non raggiunse il quorum. Ma ora concordo, bisogna fare un’analisi di realtà, ora non siamo in grado di procedere all’esproprio e poi un parco urbano. Abbiamo proposto il parco agricolo urbano, proposta condivisa dalle associazioni ambientaliste, ma scelta consapevole e adeguata. Il no alla mozione è perché non sussistono le condizioni”.

Molto realista Andrea Vannucci: “Io dico no a idee improbabili… ci vuole un po’ di serietà. Innanzitutto, ormai la proprietà è frammentata, non c’è più solo il conte Misciattelli. Ma poi bisogna essere realisti: l’unico modo per ottenere qualcosa è consentire una striscia di edificazione. Altrimenti, tutto resterà così com’è da cinquant’anni”.

Morale: mozione respinta, solo tre sì, Vincenti, Martinelli e Mattei, astenuti Manuel e Tosi, gli altri contrari.

Per quanto riguarda i Gessi dell’Accademia, è stata Maria Mattei a chiedere lumi rispetto a una voce che aveva raccolto, e cioé che si era ipotizzato il Palazzo delle Poste, di recente acquisito da privati (il gruppo di Paolo Borghini). La sindaca ha risposto che sì, alla luce dell’impossibilità di destinare a Palazzo Rosso un simile grande patrimonio, ha avuto un’interlocuzione con la proprietà e l’Accademia, propedeutica ad avviare poi un discorso con la Sovrintendenza, sono in corso valutazioni”. Maria Mattei ha commentato: “Peccato averlo saputo di rimbalzo, quanto a Palazzo Rosso, ho presentato richiesta di accesso atti “. L’assessore Gea Dazzi ha poi chiarito: “Ci siamo mossi nel momento in cui la nuova proprietà ha annunciato che lo spazio non destinato alle Poste l’avrebbe reso disponibile per l’ambito espositivo e culturale”.

https://www.brandcarrara.it/carrara-il-palazzo-delle-poste-allimprenditore-carrarese-paolo-borghini-ledificio-era-gia-passato-di-mano-almeno-altre-due-volte/

Sul Marble ha chiesto informazioni Massimiliano Manuel. La sindaca ha chiarito, sulle voci di progetti, che ha avuto incontri con la proprietà, che le ha prospettato di avere acquirenti, le hanno portato avvocati che si dicevano già pronti per definire una convenzione, ma al tirar delle somme, non è stato definito nulla. “Ho chiesto: portatemi un preliminare di vendita, così si può ragionare”. Quindi, in attesa di capire se l’attuale proprietà si decida davvero a cedere o meno al gruppo da tempo interessato a subentrare, resta in piedi l’ipotesi esproprio: “Ma per farlo – ha ricordato la sindaca – servono risorse e un progetto di pubblica utilità. Se avremo fondi, lo valuteremo”.

Massimo Braglia


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