Carrara Sta facendo molto discutere l’acquisizione del Palazzo delle Poste di Carrara da parte del gruppo Marbo dell’imprenditore carrarese del marmo Paolo Borghini, definito anche, a ragione, re del Calacatta. Bisogna sottolineare per altro che lo stabile, imponente, era già passato di mano altre volte; nel 2013, ad esempio, quando era stato acquisito – come avevamo riferito sul Tirreno – da una holding finanziaria immobiliare, quest’ultima a sua volta l’aveva già rilevato da una società di investimenti immobiliari. Ora l’acquisizione sarebbe stata formalizzata con un altro importante gruppo nazionale, Prelios, al quale quindi nel frattempo lo stabile era stato ceduto.

Il segnale lanciato da Paolo Borghini è importante: l’edificio interamente in marmo, uno dei simboli della città, all’ingresso del centro, torna ora, dopo almeno due passaggi, in mani carrarine, e, di concerto con la Soprintendenza, potrà essere soggetto a un restauro per valorizzarlo. Il vincolo dell’affitto alle Poste, a quanto emerge, non è in discussione: le Poste centrali resteranno al loro posto. Ma gli altri spazi potranno essere al servizio della città, soprattutto, così è stato detto, per progetti artistici e culturali, da concordare con la Soprintendenza e il Comune. Qualcuno ricorderà che nel piano interrato c’era il dopolavoro, un vasto locale-bar, che potrebbe essere recuperato, e così anche il piano superiore, oltre alla terrazza.

Il Palazzo delle Poste fu progettato dal celebre Architetto carrarese Giuseppe Pantaleone Boni. Due piani più uno interrato,  2.500 mq circa , costruito nel 1932, è unico nel suo genere; il salone ottagonale è centro dell’intero complesso. Si fa notare per l’alternarsi dei marmi Carrara bianco ordinario, bianco venato, bardiglio scuro venato. E’ arricchito da sculture e bassorilievi di Sergio Vatteroni.
La pianta si sviluppa partendo dallo scalone d’ingresso all’incrocio tra via Don Minzoni, via Aronte e via Mazzini, si accede al salone a forma ottagonale che è a doppia altezza, dominato da un velario con vetri bianchi e azzurri. Ai due lati del corpo centrale si aprono le ali dell’edificio dedicate agli uffici. Anche lo scalone di rappresentanza, come l’esterno, è ricoperto di marmo, mentre i pavimenti sono disegnati con quadrati alternati in marmo chiaro e scuro di grandezza diversa a seconda degli ambienti.

Una breve parentesi sull’architetto Giuseppe Pantaleone Boni, morto a soli 50 anni nel 1936; si era laureato al Politecnico di Milano nel 1910, a Carrara ha progettato anche la Casa del Balilla (la ex Gil, oggi cinema Garibaldi e liceo Artistico), a Salsomaggiore nel 1911 il Grand Hotel Regina e nel 1912 la gabbia del pozzo Scotti. Suoi anche il Monumento ad Antonio Maceo a L’Avana (Cuba), 1915, la Fontana monumentale dedicata a Marco Polo a Tientsin (Cina) e varie altre opere nel nostro Paese.

Torniamo alle Poste.

A Tirreno e Nazione, Paolo Borghini ha spiegato che sarà realizzato un percorso espositivo; inoltre ha raccontato di apprezzare molto le due grandi sculture all’ingresso, il Cavatore e lo Scultore. Appena possibile quindi partiranno i lavori, nelle intenzioni anche realizzare un ascensore per rendere accessibili gli spazi, compresi la terrazza panoramica. Arte e cultura avranno una nuova casa.

Questo il commento di Susanna Donatella Campione, senatrice di Fratelli d’Italia eletta in Toscana.«Il trasferimento dell’ex palazzo di Poste italiane di via Mazzini al gruppo Marbo, che lo destinerà a fini culturali e espositivi, è una bella notizia per la città di Carrara. L’azienda carrarina, oltre a rappresentare un’eccellenza italiana nel settore del marmo con il marchio Calacata Borghini promuove infatti da anni iniziative finalizzate alla promozione dell’arte, sostenendo attività artistico-culturali. Va sottolineato che l’ex palazzo delle Poste di Carrara è un vero e proprio capolavoro dell’architettura razionalista. Realizzato, tra il 1932 e il 1934, su progetto dell’architetto Giuseppe Boni, vanta l’impiego di una impressionante varietà di marmi, in un raro equilibrio decorativo. Il passaggio dell’ex palazzo di Poste italiane al gruppo Marbo, concesso dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio, costituisce un’occasione importante di riqualificazione urbana, un segnale positivo per quanti hanno a cuore la città di Carrara».

Ricordiamo che la Marbo di Paolo Borghini, attraverso l’articolo 21, costruirà nuove aule per il Liceo delle Scienze Umane; alla ex Unimin, in zona industriale, realizzerà un impianto dedicato all’economia circolare, per il riciclo del 100% di ciò che esce dalle cave; e in centro, in piazza De André, nella ex sede della Banca Commerciale, sta portando avanti una importante ristrutturazione.

Massimo Braglia


Una risposta a “Carrara, il Palazzo delle Poste all’imprenditore carrarese Paolo Borghini. L’edificio era già passato di mano almeno altre due volte”

  1. Avatar Simonetta
    Simonetta

    Trovo come al solito inutili e sinonimo di ignoranza tutte queste critiche e discussioni sull’acquisizione.
    Dobbiamo solo ringraziare ed essere contenti che un palazzo così importante sia ritornato in “mani carrarine” ed apprezzare tutto quanto il gruppo Marbo farà per rivalorizzare questo bene e di conseguenza la città di Carrara.
    Ho avuto modo di ammirare questa costruzione in tutta la sua bellezza quando ancora il piano superiore era accessibile e personalmente non ci troverei niente di male neppure nello spostare le poste in un altro edificio (a Carrara c’è solo l’imbarazzo della scelta per chi cerca un fondo o parte di un edificio vuoti).
    In conclusione….. ben fatto al gruppo Marbo!!!!!
    Inoltre, come diceva sempre mio marito “chi non fa non sbaglia” ma è sempre pronto a criticare ….. come ho già detto ritengo che il gruppo Marbo abbia fatto più che bene ma in ogni caso fare qualcosa è sempre meglio di non far niente…. continuate così

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *