
La Casa dell’Artista la Ruota Circolo Culturale “Carlo Finelli del presidente Roberto Nicoli organizza la mostra del pittore Liano Luciano Nicoli nel centenario della nascita. La personale si terrà a Carrara, presso il Palazzo Binelli, dal 5 giugno 2026, fino al 27 giugno 2026. Come spiega il promotore e figlio, “l’intento è quello di illustrare una parte importante della storia Carrarese e come Maestro Liano Luciano Nicoli ha convissuto all’interno della sua Carrara la sua vita artistica in modo dirimente dal 1925 sino al 2014”. E ancora: “Questa Associazione, Casa dell’artista la Ruota Circolo Culturale “Carlo Finelli”, mira a valorizzare la costanza del nostro concittadino, Maestro Nicoli, il quale ha costruito il suo rapporto con la sua città a 360 gradi, una vera devozione nei confronti di Carrara. Ha tessuto rapporti umani e artistici con molte personalità Italiane, ma il suo punto di riferimento era la gente di Carrara, e in questa città ha tracciato rapporti indelebili”. Parlando al presente: “Nicoli ama la Poesia, la lirica, la scultura e la pittura, utilizzando quest’ultima per esprimere la sua personalità artistica, infatti, ancora oggi il maestro Nicoli è ricordato dai Carraresi con stima e simpatia”.
Si ricorda che “L’associazione, Casa dell’Artista la Ruota Circolo Culturale “Carlo Finelli” si è assunta l’onore di ricordare il valore Artistico di Liano Luciano Nicoli ed ha voluto rendergli omaggio ricordandolo nel centenario dalla sua nascita. Hanno dato il patrocinio la Regione Toscana, il Comune di Carrara, la Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara che ha messo a disposizione il bellissimo storico Palazzo Binelli. E’ stato inoltre preparato un Catalogo storico artistico, del Maestro Nicoli, un lavoro di ricerca e di qualità, nelle 260 pagine, sono evidenziate, fotografie, recensioni, e ricordi di personalità Carraresi e non solo. Inoltre per elevare ulteriormente il livello di questo evento, inviteremo persone di spicco dell’arte, e abbiamo in agenda di invitare persone anche del mondo politico che pur differenziandosi politicamente amano l’arte nello stesso modo. In questo modo di fare concordiamo con l’affermazione, di Fëdor Dostoevskij che sintetizzava questo concetto scrivendo: “La bellezza salverà il mondo “”.
E ancora: “La nostra Associazione, vuole esprimere con questo evento anche una continuità artistica locale. Il nostro obbiettivo e di sedimentare nella nostra città un percorso artistico che nasca in loco e si sviluppa nel territorio Carrarese per estendersi sul territorio nazionale. In questo agire è importante far conoscere il valore dei nostri artisti i quali con fatica hanno fatto molto per l’arte e lo hanno fatto con il fine di far diventare Carrara un approdo artistico. In questa ottica propositiva desideriamo proseguire quel percorso umanista che nei fatti è stato fatto nell’ottocento dal nostro concittadino scultore Carlo Finelli. In questo contesto lo sforzo del pittore Luciano Nicoli è stato proprio quello di proseguire il cammino di Carlo Finelli, diventando un grande promotore artistico, infatti a Carrara ha organizzato 70 eventi nazionali, portando numerosi artisti in città rendendola ancora più famosa nel mondo”.
LA BIOGRAFIA (curata dal figlio Roberto Nicoli)

Liano Luciano Nicoli, Carrara il 4-8-1925, Carrara 18-3-2014. Fin dalla giovane età Luciano ha un’inclinazione per l’arte che si trasforma da subito in una vera passione, nonostante le ristrettezze dell’epoca cerca nei colori e sulla tavolozza quegli impulsi che gli permettano di esprimere quella vocazione artistica che presto manifesta. Durante la seconda guerra mondiale scampò alla deportazione perché fu considerato dal le forze di occupazione germaniche un giovane promettente “artista”. In vario modo egli partecipò alla Resistenza e terminato il conflitto mondiale, a vent’anni, Nicoli, armato di tela e pennelli cominciò a dipingere in modo costante spostandosi da una città all’altra. Conobbe così alcuni degli artisti più importanti del suo tempo, dal concittadino Arturo Dazzi a Ottone Rosai, Antonio Ligabue, Della Vedova, Dino Ferrari, Renzo Sommaruga, Luciano Bencreati e tanti altri. Nel dopoguerra dette vita ad una compagnia teatrale locale; si hanno pochi riscontri di questo evento ma i meno giovani ancora la ricordano. In quel di Ascoli Piceno conobbe Gina che sposò restandole a fianco fino a quando un male incurabile la colpì nel 1979. Nicoli non aveva un lavoro fisso, si guadagnava da vivere dipingendo, non privo di irOnia si prendeva in giro dicendo “Sono un imbratta tele”. Un imbratta tele che tuttavia cominciò a girare per l’Italia ed anche all’estero partecipando a mostre e concorsi. A Marina di Ravenna, presenti artisti anche di nome, vince un premio internazionale. Nell’occasione incontra Ligabue con il quale intreccia rapporti di amicizia. Nicoli ha carattere ed incontri ed affermazioni di questo tipo, rafforzano la fiducia in sé stesso. Se Van Gogh è pittore per disperazione – si sente dire nel suo entourage – Nicoli lo è per convinzione; vivace e creativo, nel ‘60, non avendo un luogo dove esporre le sue opere, porta i cavalletti con i propri dipinti in piazza Matteotti, già Piazza Farini. E’ la sua prima esposizione personale all’aperto: le cronache locali gli danno spazio e lo definiscono l’ultimo bohémien. Nicoli visto il consenso popolare prende spunto da quella sua originale proposta per organizzare mostre, invitando artisti anche di fuori provincia, taluni importanti come il Maestro Dino Ferrari di Ascoli Piceno, nome di rilevanza nazionale. Intanto esplode in lui la passione per il gioco della dama e l’inquieto, e sempre dinamico artista, diventerà un abilissimo giocatore. Alla fine degli anni 60 apre nella Carrara vecchia ad un passo dal Duomo, una propria Galleria “La Ruota”, nella quale allestisce mostre e promuove concorsi di Pittura, Scultura, Poesia e Prosa. Agli inizi degli anni 70 collabora con le contrade del folclore toscano e riesce a portare sbandieratori di varie città a Carrara. Nessuno aveva espresso fino ad ora una capacità organizzativa così spiccata, e suscita sorpresa ed entusiasmo la periodica presenza nelle strade cittadine di centinaia di figuranti vestiti con abiti d’epoca medioevale accompagnati da altrettanti alfieri che fan no rimbombare nelle strade il suono dei loro tamburi, attirando una folla entusiasta. Uno spettacolo unico. Sempre negli anni 70 organizza con i Vigili Urbani una manifestazione di acrobazia con le moto; i Carraresi assistono piacevolmente anche a questo evento sostenuto dal Comune e per esso dall’assessore Battistini. Nella Galleria d’arte “La Ruota” si costituisce un comitato artistico; forse Nicoli voleva diventare quell’animatore d’Arte, nello stesso modo che aveva pensato Van Gogh, quando pensò di creare ”la Scuola del Mezzogiorno”. Molti furono i collaboratori impegnati a promuovere Arte e Cultura; da ricordare lo scultore Sparapani, il critico d’arte Mario Cagetti, Borzone, i pittori Cherubino Binelli e Nino Veronica, Papini, il poeta Manrico Viti, il poeta e mecenate Mario Balloni. La “Ruota” ebbe fra gli estimatori Chiappuella che ricoprendo un ruolo importante nella Cassa di Risparmio di Carrara, contribuì a far finanziare alcune le iniziative ritenute più valide. Negli anni ottanta Nicoli organizza il gioco della Dama con pedine viventi ed una grande scacchiera in tela posta sulla piazza del Duomo, e partecipò alla partita dettando le mosse; l’evento fu un vero spettacolo di creatività e di animazione. In quel periodo partecipa a tornei simultanei in contemporanea contro 12 giocatori. Cultura ed arte sono gli incentivi che caratterizzano tutte le sue iniziative. Tra queste dà 7 vita ad una Marguttiana che gli permette di far conoscere artisti giovani ed emergenti. Implicito il desiderio che Carrara, da capitale del marmo, assuma un ruolo importante anche nella pittura e nelle arti in genere. Ed ecco allora la creazione di una Banda di suonatori composta da ragazzi del centro storico che suonano tamburelli, flauti e tamburi. Nella galleria d’arte i giovani si esercitano e si divertono; la “Banda” è arricchita da sbandieratori, i colori delle bandiere sono quelli della Carrarese. Dopo varie uscite Luciano crea e organizza una “Tifoseria” tutta particolare sostenuta dalla Società sportiva: quando la Carrarese gioca in casa, allo Stadio dei marmi, la banda incoraggia la squadra col rullo dei tamburi. Diverse volte prima dell’inizio della partita sfila all’interno del campo sportivo, lo stesso Nicoli, a ritmo del suo tamburo detta i tempi musicali. Un vero successo! Negli anni 70 e fino al 2010 la sua ‘Marguttiana delle arti’ rimarrà popolare e seguitissima in città. Luciano desidera un’arte semplice e comunicativa che coinvolga ed entri nel cuore della gente, e diventa di fatto regista di queste manifestazioni popolari dove la strada è il punto d’incontro, nel centro storico si respira arte. L’Accademia di Belle Arti collabora alla Marguttiana durante il concorso di Pittura e Scultura; oltre a pubblicizzare l’iniziativa, mette a disposizione per le mostre 150 grandi cavalletti collocati da via Santa Maria a via Finelli e Piazza Duomo. Gli artisti al lavoro con le loro opere ed il pubblico coinvolto costituiscono un suggestivo gioioso scenario teatrale. Luciano in Piazza Duomo organizza concerti; a fianco del Duomo, un palco, un pianoforte a coda, il Maestro, e intorno vari orchestrali impegnati in brani di musica colta e popolare. Luciano si prodiga anche nel trovare premi acquisto per garantire agli artisti una giusta ricompensa; il centro storico, in questo amalgamarsi di iniziative si nutre di cultura, di scultura, di poesia, di letteratura. Ancora nella memoria dei fortunati presenti il duetto tra il nostro tenore, Francesco Figaia e una nota soprano nazionale. L’Infaticabile e creativo Luciano elabora un progetto artistico nuovo “La Carovana dell’Arte”; l’obiettivo è quello di compiere, con la partecipazione di pittori e poeti Italiani e stranieri un’esposizione itinerante. Con una città, Port de Buc (nel mezzogiorno francese), s’instaura una collaborazione artistica reale e continua, nell’occasione Nicoli stringe fraterna amicizia con Santoro, noto per essere un grande organizzatore e promotore della cultura transalpina. La Carovana fa tappa a Ingolstadt, città gemellata con Carrara, anche qui amicizie preziose per il successo della manifestazione. Ogni anno a Carrara intanto prende il via il “Premio di Natale” di Pittura, Poesia, Scultura. Il clima invernale suggerisce la collocazione delle opere nelle vetrine dei negozi del centro storico; un modo per coinvolgere sempre più la città nelle iniziative culturali e folcloristiche. Tutto questo grande lavoro realizzato con entusiasmo da Luciano Nicoli è rimasto nel cuore e nel ricordo degli ormai meno giovani ma esso ha avuto molta importanza per la crescita culturale della città, prezioso anche ai fini turistici. Le manifestazioni artistiche a lui attribuibili sono state più di sessanta, rallentate, per motivi di salute, solo nel 2006. Ma pure in quell’anno, con il nipote Davide Nicoli, porta le sue opere nell’America del Sud ed organizza una personale in Brasile. Fin qui abbiamo parlato di Luciano Nicoli più come promotore ed organizzatore culturale che come artista. Ma Nicoli è stato un pittore importante; autodidatta con una sensibilità straordinaria ed un senso del colore non comune. Disegnava anche a china quando gli errori non erano tollerati ed un graffio sbagliato buttava all’aria tutta l’opera. Fonte d’ispirazione la natura, i monti ed il mare, le cave e le barche dei pescatori, i fiori, i volti umani spiati dal suo osservatorio naturale: dalla “Ruota” e nella strada. Quadri e opere, le sue, che potevi e puoi ammirare in case popolari, case di amici, ma anche in salotti borghesi ed intellettuali, opere capaci di suscitare ammirazione e commenti in tutti i cultori d’arte. Altra prerogativa di Nicoli era il rispetto e la considerazione nei confronti dei colleghi e dei giovani artisti di cui si circondava. Si impegnava per aiutarli in ogni modo ed ai consigli …pittorici univa l’impegno nel trovare per loro clienti ed acquirenti; chi gli è stato vicino afferma che probabilmente ha venduto più quadri di altri artisti che propri, come possono testimoniare Luciano Bencreati, Romeo Buffoni, Paolo Neri. Nicoli descriveva le opere dei colleghi con grande partecipazione e quando riusciva a vendere l’opera dell’amico pittore si lanciava talvolta in teatrali commenti “Gli ho salvato la vita! Se non fossi riuscito a vendergli questo quadro avrebbe perso fiducia e forse avrebbe addirittura smesso di dipingere. Il Papa Giovanni Paolo II preparando il giubileo del 2000, nel 1999 scrisse una lettera agli artisti che iniziava : “A quanti con appassionata dedizione cercano nuove «epifanie» della bellezza per farne dono al mondo nella creazione artistica”. Nicoli si immedesimava in quelle parole e ad esse fece riferimento in alcune delle manifestazioni da lui organizzate; era entusiasta della considerazione che il Santo Padre mostrava per gli artisti e in galleria teneva affisso un brano di Papa Wojtjla :” Nessuno meglio di voi artisti, geniali costruttori di bellezza, può intuire qualcosa del pathos con cui Dio, all’alba della creazione, guardò all’opera delle sue mani”. Quando nel 2009 si ritirò a “vita privata”, il Comune, nella persona del sindaco Angelo Zubbani (assessore alla cultura Giovanna Bernardini) gli riconobbe un Premio speciale per l’intensa attività artistica prodotta nella città di Carrara. Durante la cerimonia Giovanna Bernardini ricordò con emozione i trascorsi artistici del Pittore illustrando con quanta maestria fosse riuscito a interpretare sulle tele le Bancate di marmo delle nostre montagne, l’azzurro del mare, insomma il suo e ‘nostro’ mondo, avendo anche lei alcune opere dell’Artista in casa.

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