Massa Empatica, professionale, capace di trasmettere emozioni, suggestioni, ma anche concreta, con un filo conduttore: sinergia territoriale, Massa come baricentro e player principale di una squadra di tutta la provincia apuana. “Insieme”, come ha più volte ripetuto il sindaco Francesco Persiani, per un Rinascimento Apuano.

A chi scrive la presentazione della candidatura di Massa capitale italiana della Cultura 2028 è molto piaciuta. E’ piaciuta la proposta complessiva, come è stata argomentata, e soprattutto ci ha convinto il fatto che si tratti di un progetto articolato su più livelli, con il filo conduttore della cultura certamente, ma che prende in considerazione l’inclusione, l’ambiente, l’enogastronomia, il lavoro, la valorizzazione delle eccellenze, la prospettiva di medio lungo periodo; e con un occhio di riguardo ai giovani, perché partendo da questa opportunità possano trovare e ritrovare validi motivi per restare qui, e non ascoltare solo le sirene dell’estero o della grande città.

Il sindaco di Massa Francesco Persiani

E’ vero, questa testata giornalistica che – perdonate il riferimento personale – ho lanciato tre mesi fa, e che ora è regolamente iscritta al pubblico registro della stampa, si chiama “Brand Carrara”, perché il dna è quello di guardare ai fatti carrarinini e alla Carrarese. Ma ritengo doveroso segnalare l’audizione di Massa, una delle dieci finaliste, perché Massa condivide con noi la denominazione della provinca e ne è stata per decenni l’unico capoluogo. E poi perché, come accennato, questa candidatura si basa moltissimo sulle specificità di Massa, a partire dal Castello Malaspina, il teatro Guglielmi, e le nuove infrastrutture in via di realizzazione, come il “Marte” (al Pomario Ducale, un importante centro culturale per musica arte e teatro che prevede tra l’altro la creazione di un Auditorium da 300 posti) o l’iconico teatro all’aperto in una cava dismessa della Brugiana e altro ancora.

Il programma lo potete leggere a questo link https://www.comune.massa.ms.it/massa2028/ ma ha anche importanti propaggini sia a Carrara, a partire dall’Accademia di Belle Arti, le cave, il festival Con-vivere, che in Lunigiana. E una propaggine nella vicina Luni. Non a caso, fra gli intervenuti ad illustrare la candidatura, c’è stato anche Luciano Massari, artista, ex direttore dell’Accademia, componente del Club Unesco Carrara dei Marmi, che ha sottolineato la vocazione all’inclusione della nostra città e la vocazione alla formazione dei giovani. Carrara figura nel comitato dei promotori: Provincia di Massa-Carrara, Comune di Massa, Ufficio Scolastico Provinciale di Lucca e Massa-Carrara, Camera di Commercio Toscana Nord Ovest, Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara, Curia Vescovile – Diocesi di Massa-Carrara-Pontremoli, Deputazione di Storia Patria per le Antiche Provincie Modenesi – Sezione di Massa e Carrara, Archivio di Stato di Massa, Istituto Valorizzazione Castelli, Parco Regionale delle Alpi Apuane, Club del Territorio di Massa del Touring Club Italiano. E Carrara figura fra i main partner: Regione Toscana, Evam spa (Ente Valorizzazione acque minerali), Cermec (Consorzio ecologia e risorse Massa e Carrara spa), Fondazione Marmo, Club per l’UNESCO “Carrara dei Marmi”, Care S.r.l.

Il professor Umberto Broccoli è stato il sapiente regista dell’audizione, con maestria ha dettato i tempi e fatto lui stesso un importante intervento, “cucendo” le varie relazioni.

Il sindaco Francesco Persiani ha detto fra l’altro: “Spesso ci siamo considerati una terra di confine, ma in realtà non siamo un margine, piuttosto una cerniera, questa terra non è mai stata una periferia, ma un passaggio, una connessione, un crocevia naturale tra Nord e Sud e tra Europa e Mediterraneo. Siamo uno sbocco sul mare ma anche una via di comunicazione antichissima, di qui passavano le legioni romane di ritorno dalle guerre germaniche, passato il valico dell’Appennino si trovavano nella terra della Luna e si sentivano a casa; siamo stati frontiera tra il mondo longobardo e il mondo bizantino, e la Cisa è stato il nodo cruciale della via Francigena percorsa per secoli da migliaia di pellegrini; siamo anche la via Vandelli, luogo del cuore Fai, che conduce da Modena a Massa e quindi sbocca al mare; e siamo la via del Sale, quella via che durante l’ultima guerra era percorsa dalle donne apuane per barattare la farina con il sale e il pane con gli agrumi; e siamo la linea Gotica che ha causato tante sofferenze alla popolazione”.

E ancora: “Siamo orgogliosamente la terra dei Malaspina, dei cento castelli, Massa di Lunigiana, la candidatura non è un mero esercizio di celebrazione, ma un atto di responsabilità e consapevolezza; ha risvegliato un orgoglio a lungo sopito, e un desiderio di riscatto, quello di creare il nostro Rinascimento apuano, partendo dalle origini più antiche; siamo discendenti dai Liguri apuani, dai costruttori delle statue stele, un territorio fondato sulla pietra che ha sempre guardato alla Luna; una meravigliosa terra abbracciata dalle Alpi Apuane che si specchiano nel mar Tirreno che poeti come Pascoli e D’Annunzio hanno saputo sublimare nelle loro opere”.

Il professor Umberto Broccoli ha osservato tra l’altro: “Io non sono di Massa sono romano con ascendenze napoletane, una vita in Accademia, una vita al Ministero dei Beni Culturali come sovrintendente di Roma e poi prestato ai media da quasi 50 anni; mi sono innamorato di questo territorio; tutta Italia è bella, lo sappiamo, ma qui c’è un riassunto esistenziale, le Alpi Apuane alle spalle, il mare vicinissimo, un riassunto di quella che è la bellezza del nostro Paese; non devo spiegare io alla commissione quanti letterati quanti artisti quanti poeti quanti scrittori si sono affacciati su questo territorio, L’Eroica bellezza splendente delle Apuane ne parlava D’Annunzio, Shelley, Byron mi vengono in mente un paio di nomi. Ecco Tobia Smollett, siamo nel Grand Tour del turismo; Massa è un luogo che non alza la voce ma resta nella memoria; ecco vogliamo questo forse, restare nella memoria; un’altra persona parla di Piccola capitale che vive nella sua posizione, era un sacerdote un irlandese che viene da queste parti e vive queste parti. Ho dichiarato la mia estraneità fisica però una cosa che mi ha colpito oltre il territorio, è la partecipazione; si sono messi insieme 17 comuni della Lunigiana, la terra della Luna; la Luna, la Pietra, questa partecipazioine indica “uniti nelle differenze”; l’Italia è terra dei campanili, ma i campanili si guardano e fanno rete, fanno solidarietà. Siamo nella zona che ha esportato in tutte le parti del mondo, quale parte del mondo non ha il marmo delle Apuane? Quand’ero sovrintendende di Roma, all’Ara Pacis restaurata feci mettere le Res Gestae di Augusto, che diceva: ho trovato una città di legno e l’ho ricostruita con il marmo; proprio questo marmo”. Ed ha aggiunto: “Siamo terra delle pievi, dei castelli di Dante, troverete raro l’uso dell’inglese nel progetto. Nella terra di Dante il crowdfunding mi piace poco, mi piace poco il brainstorming”. E ancora: “Qualche esempio del progetto, la Cava di Brugiana; immaginate la notte a Ferragosto la luna che illumina questa cava che diventa un teatro dove si può rappresentare tutto, da Shakespeare a Zucchero Fornaciari che peraltro vive nelle nostre parti. Marte, è un centro per le arti visive gli spettatori giovani formazione teatrale artistica; da sovrintendente lanciai lo slogan che i monumenti devono rendere dal punto di vista del patrimonio, e devono rendere anche dal punto di vista culturale, l’arte può curare e questo è nei progetti di Massa. Museo archeologico, questi progetti sono in parte anche finanziati; Palazzo Bourdillon; le statue Stele che hanno millenni, che ci guardano e noi le guardiamo, sono praticamente i padri dell’arte contemporanea, sono datate però qualche millennio fa”.

Il riferimento a Pietro Alessandro Guglielmi: “300 anni fa nasceva questo grandissimo musicista contemporaneo di Cimarosa di fatto meno conosciuto ma bisogna evidenziarlo perché uno dei maestri di cappella in Vaticano; il teatro diventa il centro per poter esporre questa nostra bellezza”. Ha poi parlato, con un brillante excursus soprattutto sulla Lunigiana, Emanuele Bertocchi, presidente dell’Istituto Valorizzazione dei Castelli; “Anche Dante portatore di pace trovò ospitalità in Lunigiana e forse il miele che anche allora vi si produceva ha reso meno amaro l’esilio, quel miele primo in Italia e in Europa a ricevere la denominazione di origine protetta; la pietra ci ha insegnato a restare, a costruire con pazienza, a unire differenze senza cancellarle perché in questa terra di confini, ciò che davvero unisce non è il potere, non sono i castelli, i campanili, è la pietra stessa, umile, resistente, eterna; e dentro questa pietra c’è la nostra storia”.

L’economista della cultura Irene Sanesi ha tratteggiato “l’architettura del dossier”, partendo dal titolo, “coerente e programmatico”. La sintesi: “Massa crea, Massa cura, Massa accoglie, Massa rigenera, Massa imprende”.

Insomma, come poi emerso dalle risposte alle domande dei commissari, una candidatura robusta, frutto di un lungo lavoro, pronta a investimenti definiti prudenziali per cinque milioni. Comunque vada, una importante presa di coscienza per tutto il territorio, perché il Rinascimento apuano può davvero partire da qui, dalla sinergia, dalla valorizzazione dei tesori apuani, ciascuno con la propria specificità. Il dossier è un bel riassunto, un bel vademecum, non solo un traguardo ma soprattutto un punto di partenza, da cui prendere spunto.

Massimo Braglia


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