Massa-Carrara “Il referendum sulla giustizia – Le ragioni del sì”: è il titolo del convegno in programma venerdì 13 febbraio alle 15,30 nella sala consiliare del Comune di Massa (nella foto, il Comune di Massa). Come si spiega in una nota, “Nell’ottica di favorire la conoscenza anche per il cittadino comune di tematiche che potrebbero apparire meramente tecniche e non coinvolgenti la vita quotidiana, la Camera Penale di Massa

Carrara ha organizzato un convegno aperto a tutti ed avrà ad oggetto la tematica della separazione delle carriere vista dal punto di vista di due celebri studiosi del diritto, il prof. avv. Giovanni Maria Flora, già ordinario di diritto penale all’Università degli Studi di Firenze, ed il prof. Giorgio Spangher, professore emerito di diritto processuale penale presso l’Università La Sapienza di Roma e presidente del Comitato Pannella Sciascia Tortora per il sì alla separazione delle carriere”, i quali, si aggiunge, “saranno ben lieti di rispondere alle domande del pubblico tecnico e non”.

E ancora: “Il motivo della presenza di due professori è dettato dal far comprendere a tutti che per l’Unione delle Camere Penali la battaglia per il Sì alla separazione delle carriere è una battaglia tecnica non politica, di civiltà non di schieramento”.

Come moderatore parteciperà Massimo Braglia, giornalista, già capo servizio della Redazione di Massa-Carrara del Tirreno, attualmente ideatore e curatore del sito www.brandcarrara.it.

Il convegno è accreditato ai fini della formazione con 3 crediti dal Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Massa-Carrara.

Si aggiunge fra l’altro nel comunicato di presentazione dell’evento: “Separare chi accusa (pubblico ministero) da chi giudica (giudice) vuol dire rendere più credibile il “giusto processo”: in un sistema accusatorio moderno l’accusa e la difesa si devono confrontare ad armi pari, mentre il giudice deve restare davvero terzo, senza legami funzionali o culturali con la parte che sostiene l’accusa.

È la Costituzione che ci impone un “giusto processo” davanti a un giudice terzo e imparziale e con tempi ragionevoli. La separazione delle carriere eviterà che il giudice abbia legami di funzione, arriera o valutazione con chi accusa, rafforzando la fiducia dei cittadini nella giustizia. Questo approccio è già nello spirito del nostro processo penale: le funzioni sono divise, la prova si forma in udienza, nel confronto tra le parti, davanti al giudice, e una condanna è possibile solo se la colpevolezza è provata oltre ogni ragionevole dubbio. Solo la separazione delle carriere renderà effettiva e visibile questa terzietà”. (B.C.)


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *