
Massa-Carrara La Diocesi di Massa-Carrara e Pontremoli informa che il 12 gennaio 2026 è stato promulgato il provvedimento con in quale si dispone «la proroga della sospensione, per un ulteriore triennio, dell’ufficio di padrino e madrina nel battesimo dei bambini, nella confermazione degli adolescenti e degli adulti, nonché nell’iniziazione cristiana degli adulti», «considerato che nella diocesi dall’inizio dell’anno pastorale è stato avviato il processo di sperimentazione di un nuovo percorso di Iniziazione cristiana, più rispondente alle esigenze spirituali e culturali del nostro tempo».
Infatti, si ricorda nella nota, in base al decreto vescovile del 3 dicembre 2023 venivano sospesi ad experimentum per un triennio gli uffici di cui sopra.
In dettaglio, scrive ora il vescovo Mario Vaccari (nella foto): “Visto il Nostro Decreto del 03/12/2023, con il quale veniva sospeso «ad experimentum», per la durata di un triennio, l’ufficio di Padrino e Madrina nel Battesimo dei bambini, nella Confermazione degli adolescenti e degli adulti, nonché nell’Iniziazione Cristiana degli adulti; e considerato che nella Diocesi, dall’inizio di questo Anno Pastorale, è stato avviato un processo di sperimentazione di un nuovo percorso di Iniziazione Cristiana, più rispondente alle esigenze spirituali e culturali del nostro tempo, nel solco del Magistero della Chiesa, delle indicazioni della Conferenza Episcopale Italiana e del cammino sinodale che coinvolge tutte il le Diocesi”, aggiunge che appunto è disposta “la proroga della sospensione, per un ulteriore triennio, dell’ufficio di Padrino e Madrina Battesimo dei bambini, nella Confermazione degli adolescenti e degli adulti, nonché nell’Iniziazione Cristiana degli adulti. Con il presente Decreto si intendono prorogate tutte le disposizioni contenute nel Nostro Decreto sopra richiamato, al quale integralmente si rimanda”.
E nel Decreto del 2023 scriveva fra l’altro, monsignor Vaccari: “Il mutato contesto sociale e religioso del mondo contemporaneo ha portato a interrogarci sulla figura del Padrino e della Madrina nella Celebrazione del Battesimo e della Cresima. Spesso i legami affettivi o di convivenza sociale prendono il sopravvento nella scelta delle persone chiamate a svolgere il compito di Padrino e Madrina, riducendone la portata educativa di accompagnamento nel cammino della vita cristiana e relegando questa istituzione alla semplice presenza liturgica. Questo comporta che ci si possa trovare in aperta contraddizione con le disposizioni richieste per svolgere tale compito, creando non pochi disagi e, talvolta, persino tensioni tra ciò che la Comunità cristiana chiede e le esigenze delle famiglie. Il desiderio con cui ci apprestiamo a decretare quanto segue è quello di studiare le forme più adatte per restituire a questa istituzione il valore e la forza con cui la Chiesa l’ha pensata ed istituita e contestualmente restituire nuovo impulso alla prassi sacramentale. Gli Uffici Liturgico e Catechistico, insieme al Servizio Catecumenale, in costante collegamento con il Consiglio presbiterale, hanno mandato di monitorare e verificare, durante questo triennio, l’andamento della nuova prassi е, contemporaneamente, di studiare possibili nuove forme di accompagnamento che richiamino e recuperino il vero senso ecclesiale dell’ufficio del padrino e della madrina”.
La Diocesi, nel video pubblicato su Youtube per spiegare la decisione, nel 2023 aggiungeva: “Spesso i legami affettivi o di convivenza sociale mettono in ombra i criteri di scelta dei candidati a ricoprire questo ruolo che è finalizzato all’accompagnamento del Cammino di vita cristiana; in altre circostanze ci si è trovati in contraddizione con le norme previste per lo svolgimento di questo incarico, creando talvolta disagi e persino tensioni e contrasti, tra ciò che la comunità cristiana chiede e le esigenze delle famiglie”.

E sempre nel 2023, il Vicario Generale Don Marino Navalesi (nella foto, con il vescovo) aveva esplicitato: “E’ una scelta condivisa dal consiglio presbiterale e con monsignor vescovo, una scelta che nasce dalla richiesta e dalla ricerca di tante parrocchie nelle tante difficoltà di rileggere in chiave moderna questo ruolo del padrino e della madrina; nessuno abolisce il padrino e la madrina, che sono previsti. Chiediamo però una revisione di questo ruolo, insieme a una rivisitazione della iniziazione Cristiana: ha bisogno di tempi lunghi, avrà bisogno di tante attenzioni, di un coinvolgimento delle persone; il padrino e la madrina spesso sono visti in relazione affettiva con chi riceve il battesimo o la cresima; ma padrino e madrina sono anzitutto un dono di trasmissione, di accompagnamento della Fede; se questo viene a mancare per lontananza, per tante cose, forse abbiamo da ripensare almeno il modo in cui accompagnare questi ragazzi; certamente non li lasciamo soli, non possiamo dire: “non servono più padrino e madrina, non ci sono più”, ci saranno altri modi di ripensare questa presenza; i catechisti che accompagnano i ragazzi nella catechesi e nell’iniziazione, la comunità, qualche referente della comunità, gli stessi parroci, i diaconi in servizio in quella parrocchia, possono farsi garanti e accompagnatori della fede”. E ancora, spiegava fra l’altro: “Noi chiediamo un ruolo nuovo, che vuol dire ripensare una vicinanza forte per aiutare in questo processo di crescita anche nella fede. Come si cresce nella vita e in tutte le cose della vita, anche la Fede è un cammino che ha bisogno davvero di sostegno, e il sostegno è una base e se mancano le basi difficilmente si sta in piedi”.
Aggiungeva il Vicario don Marino: “Il consiglio presbiterale ha previsto anche, affidata al vicario per la pastorale, una commissione per una rivisitazione proprio del processo della iniziazione, non fermandoci solamente sull’età della Cresima, che anche questo comincia a essere un problema soprattutto nelle zone di confine, ma in questo gruppo, dove saranno coinvolti anche i parroci e penso anche le diocesi vicine, troveremo la possibilità per riprovare a leggere anche il sacramento della Cresima come un dono, un dono importante, un dono che non solo ti qualifica ma un dono che ti rende forte nel portare la bellezza della fede; ci sarà tempo, non sarà una cosa immediata”.
Era previsto che l’ufficio liturgico e l’ufficio evangelizzazione e catechesi insieme al servizio catecumenale monitorassero e verificassero durante questo triennio l’andamento della nuova prassi e l’adozione di nuove forme di accompagnamento “che richiamano il vero senso ecclesiale dell’ufficio di padrino e madrina”; i parroci infine, si leggeva nel decreto, “hanno la responsabilità di ottemperare alle presenti disposizioni ed illustrare adeguatamente ai fedeli le ragioni pastorali che hanno indotto a questa decisione”.
Un tema al centro della riflessione, quindi: adesso la proroga in attesa di una definitiva soluzione. (M.B.)

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