Massa-Carrara Nel primo semestre 2026 le esportazioni delle tre province della Toscana Nord-Ovest hanno raggiunto i 6.373 milioni di euro, in crescita del 13,6% rispetto allo stesso periodo del 2025 e del 10,9% rispetto al primo semestre 2024. La forte crescita è però quasi interamente spiegata dall’eccezionale risultato di Massa-Carrara (+74,9%), determinato soprattutto dall’impennata dell’export della meccanica. Lucca ha registrato un calo del 2,4% e Pisa una crescita dell’1,3%. Escludendo questo comparto apuano, l’export dell’area sarebbe infatti diminuito dello 0,3%. L’export verso il Medio Oriente è invece diminuito, ma nei dati relativi al primo semestre non emergono ancora effetti evidenti delle tensioni nell’area e, in particolare, della crisi legata allo Stretto di Hormuz. Si tratta di un elemento, come si spiega in una nota, da monitorare nei prossimi mesi, considerato il rilievo strategico dell’area per i traffici internazionali e i possibili effetti sulle catene logistiche e sui costi di trasporto. Il quadro nazionale è risultato in crescita del 4,5% in valore, con un aumento assai più contenuto in volume (+0,7%), mentre la Toscana si è collocata tra le regioni più dinamiche (+23,8%), sostenuta dall’oro aretino e dalla farmaceutica fiorentina. Questi, in sintesi, i principali risultati dell’analisi dei dati Istat sul commercio internazionale relativi al primo semestre 2026, elaborati dalla Camera di Commercio della Toscana Nord-Ovest e dall’Istituto Studi e Ricerche (ISR).

“I dati del primo semestre confermano quanto l’export della nostra area dipenda da pochi grandi comparti e da poche grandi commesse – afferma Valter Tamburini, Presidente della Camera di Commercio Toscana Nord-Ovest. È una forza quando il ciclo è favorevole, ma è anche un elemento di fragilità: per questo il lavoro della Camera continua a essere quello di allargare la base delle imprese esportatrici e di diversificare i mercati di sbocco. Accanto al Piano Export per la singola impresa, che analizza l’azienda, individua i mercati più promettenti e definisce una strategia per conquistarli, offriamo assistenza, formazione e voucher per esportare. La Camera conferma anche quest’anno il proprio impegno a fianco delle imprese nel percorso di internazionalizzazione.”

La provincia di Massa-Carrara segna un forte incremento delle esportazioni nel primo semestre 2026, con una crescita del 74,9% raggiungendo 1 miliardo e 890 milioni di euro. Il risultato conferma ancora una volta il forte legame dell’export locale con il ciclo di fatturazione delle grandi commesse della meccanica: le altre macchine di impiego generale, destinate all’industria chimica, petrolchimica e petrolifera, sono risalite a 855 milioni di euro dopo il crollo del primo semestre 2025, quando si erano fermate a 75 milioni, e da sole rappresentano il 45,3% dell’export provinciale. Al netto di questo comparto la crescita dell’area apuana sarebbe stata del 2,9%. Hanno contribuito alla crescita anche le macchine di impiego generale (431 milioni, +26,7%) e i motori e generatori elettrici, quintuplicati a 72 milioni. Il lapideo, che con 302 milioni di euro vale il 16% dell’export provinciale, è cresciuto sia nel lavorato (199 milioni, +2,6%) sia nel grezzo (103 milioni, +12,9%). In forte ridimensionamento invece la nautica da diporto, altro settore soggetto ai cicli di fatturazione delle commesse, scesa a 8 milioni di euro contro i 136 del primo semestre 2025, quando il dato era stato sostenuto da consegne eccezionali verso le Isole Cayman, e inferiore anche ai 19 milioni del 2024, in un contesto segnato dalle difficoltà di una delle principali imprese del settore. Sul piano geografico gli Stati Uniti si confermano primo mercato con 761 milioni di euro (+336,5%), superando del 50% anche i valori del primo semestre 2024, seguiti dalla Cina (213 milioni, +256,4%) e dagli Emirati Arabi Uniti (117 milioni, +79,5%), grazie a meccanica e lapideo. Le importazioni provinciali sono calate dell’8,6% nel complesso.

Ed ora il focus dettagliato

L’ANDAMENTO DELL’EXPORT DELLA PROVINCIA DI MASSA-CARRARA
L’andamento generale
I dati relativi al primo semestre 2026 come detto hanno evidenziato una crescita del 74,9% delle esportazioni della provincia di Massa-Carrara rispetto allo stesso periodo del 2025. In termini assoluti, l’incremento è stato di circa 809 milioni di euro, portando il valore complessivo dell’export a circa 1 miliardo e 890 milioni. Come spesso accade nel territorio apuano, il risultato complessivo è fortemente condizionato dal comparto della meccanica, che nel semestre rappresenta oltre il 72% del totale delle vendite estere provinciali.
Il settore è caratterizzato da un andamento altalenante, strettamente collegato al ciclo di fatturazione di grandi commesse: nei primi sei mesi del 2026, infatti, la meccanica ha messo a segno un risultato molto elevato, trainato in particolare dal comparto delle altre macchine di impiego generale, le cui esportazioni sono risalite a 855,4 milioni di euro dopo il crollo del primo semestre 2025, quando si erano fermate a 74,8 milioni. Al netto di tale settore la crescita dell’export apuano si sarebbe fermata al 2,9%.
Sul fronte delle importazioni il dato si è confermato negativo. Il valore degli acquisti dall’estero della provincia di Massa-Carrara è sceso a 458,3 milioni dai 501,4 milioni di euro del primo semestre 2025, registrando una diminuzione di circa 43 milioni di euro, pari all’8,6%.
Gli andamenti settoriali
Il risultato del primo semestre 2026 risulta fortemente influenzato dalla crescita delle esportazioni delle altre macchine di impiego generale, che includono macchinari e apparecchiature destinate all’industria chimica, petrolchimica e petrolifera: le vendite estere sono salite a oltre 855 milioni di euro, con un incremento di circa 781 milioni di euro in valore assoluto rispetto al pari periodo del 2025 nel quale però si era registrato un valore particolarmente basso. Il comparto, che ora rappresenta il 45,3% dell’intero export
provinciale, ha da solo contribuito per 72,3 punti percentuali alla crescita complessiva delle esportazioni apuane, risultando il principale motore della crescita registrata nel semestre. Si tratta, come già osservato, di una dinamica che risente dell’altalenante ciclo di fatturazione di grandi commesse, che può determinare forti oscillazioni dei valori esportati tra un semestre e l’altro. Il balzo del comparto è quasi interamente riconducibile alla forte ripresa delle vendite verso gli Stati Uniti, che con 533 milioni di euro assorbono il 62,3% dell’intero export del settore. Si tratta di un recupero pieno: dopo essere crollate
a poco più di 9 milioni di euro nel primo semestre 2025 (in forte flessione rispetto ai 384 milioni del primo semestre 2024), le esportazioni verso gli Stati Uniti sono tornate abbondantemente sopra i livelli precedenti. In forte crescita anche la Cina, che da un valore pressoché nullo nel 2025 è balzata a quasi 102 milioni di euro. In aumento anche gli Emirati Arabi Uniti (83,5 milioni di euro), l’Algeria (61,3 milioni), la Nigeria (40 milioni, da un valore quasi nullo nel 2025) e la Corea del Sud (25 milioni). Dopo il forte rimbalzo registrato nel primo semestre 2025, le vendite all’estero di macchine di impiego generale (turbine, pompe, accessori ed altro) hanno proseguito la crescita anche nel primo semestre 2026, raggiungendo i 431 milioni di euro, in aumento del 26,7% (+91 milioni)
rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il comparto si conferma il secondo per rilevanza nell’export apuano, con un’incidenza del 22,8% sul totale e un contributo di 8,4 punti percentuali alla crescita complessiva. Il mercato statunitense è il principale sbocco del comparto, con 107,3 milioni di euro (24,9% del totale) grazie a un incremento del 150% nel semestre (+64 milioni). In flessione, invece, la Corea del Sud, che dopo essere
stata il primo mercato di sbocco nel 2025 (quasi 100 milioni di euro) è scesa a 51 milioni (- 48,8%). Segue l’Indonesia, nuovo mercato nel semestre, con oltre 43 milioni di euro. In recupero la Norvegia (36,4 milioni, +141%) che supera i livelli del 2024, mentre crescono Australia (27,3 milioni) e Algeria (24 milioni, sui livelli del 2024). Tra gli altri segmenti della meccanica spicca il balzo dei motori, generatori e trasformatori elettrici, il cui export è quintuplicato raggiungendo i 71,9 milioni di euro. La crescita si è concentrata su Cina (25 milioni), Nigeria (24,2 milioni) e Corea del Sud (16 milioni), mentre gli Stati Uniti, primo mercato un anno fa, hanno quasi azzerato gli acquisti. In marcato calo invece le vendite estere di macchine per la formatura dei metalli, il cui export è sceso a 11,3 milioni di
euro, con una flessione del 26,1% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. In controtendenza rispetto al primo semestre 2025, le altre macchine per impieghi speciali hanno segnato una battuta d’arresto, con l’export sceso a 4,9 milioni di euro (-53,4%).

Il lapideo, che con circa 302 milioni di euro nel complesso rappresenta il 16% dell’export della provincia di Massa-Carrara, ha segnato una crescita delle vendite oltre frontiera sia delle merci grezze che di quelle lavorate. Nel dettaglio, nel primo semestre 2026 le esportazioni di pietre tagliate, modellate e finite (marmo lavorato) si sono attestate a circa 199 milioni di euro, segnando un aumento del 2,6% rispetto allo stesso periodo del 2025 (+5 milioni), per un contributo di 0,5 punti percentuali alla crescita complessiva dell’export provinciale. Il mercato statunitense continua a rappresentare il principale
punto di riferimento per il settore: le vendite verso gli USA, che da sole assorbono oltre la metà dell’export del comparto (54,1%), sono salite a 107,8 milioni di euro, in crescita del 6,7% sul 2025. Seguono gli Emirati Arabi Uniti, saliti a 18,3 milioni di euro per un incremento del 22,3%. In controtendenza l’Arabia Saudita, che ha proseguito il rallentamento avviato l’anno precedente: le esportazioni sono scese a 9,8 milioni di euro, segnando una flessione del 42,2%. Tra gli altri mercati di rilievo si segnalano l’Australia, in recupero a 8,2 milioni di euro (+20,8%), e il Regno Unito, salito a 8,1 milioni di euro (+17,8%). Segnali positivi anche per l’estrattivo (materiali lapidei grezzi), che nella prima metà del 2026 ha registrato una crescita delle esportazioni del 12,9%, salendo a quasi 103 milioni di euro, con un contributo di 1,1 punti percentuali alla crescita complessiva. La Cina, principale mercato di destinazione dei blocchi estratti, ha rafforzato la propria
posizione salendo a 58,6 milioni di euro (56,9% del totale, +14% nel semestre). In forte crescita anche l’India, con 12,8 milioni di euro (+66,6%), e Hong Kong salito a 4,1 milioni di euro (+157,2%). In calo, invece, la Francia, scesa a 2,2 milioni di euro (-13%), e soprattutto l’Arabia Saudita, che si è fermata a 2,1 milioni di euro segnando una flessione del 37,8%.
Nella filiera lapidea è da segnalare anche il calo dell’export di prodotti abrasivi, che nel primo semestre 2026 si è fermato a circa 5,4 milioni di euro (-36,5%).

E ancora. Il comparto della chimica ha registrato una dinamica in gran parte positiva. I prodotti chimici di base hanno invertito il calo dello scorso anno segnando un recupero del 64,8% (oltre 12 milioni in più)
e raggiungendo i 31,4 milioni di euro, poco sopra i livelli del 2024. La ripresa è stata trainata soprattutto dalla Cina, salita a 5,8 milioni di euro (18,6% del totale), che ha contribuito da sola per 23,8 punti percentuali alla crescita del comparto. In forte crescita anche il Giappone, salito a 3,3 milioni di euro, e gli Stati Uniti, a 3,8 milioni di euro.
Aumento più contenuto per la Germania, secondo mercato per quota (14,1%), salita a 4,4 milioni di euro (+18,5%). Anche gli altri prodotti chimici hanno proseguito la crescita, con un incremento del 7,5% che ha portato l’export a oltre 92 milioni di euro. La Germania, storicamente primo partner commerciale del comparto, ha ridotto gli acquisti scendendo a 29,4 milioni di euro (31,9% del totale, -16,8%). La Francia si è mantenuta sostanzialmente stabile a 14,6 milioni di euro (+0,9%), mentre la Spagna ha mostrato un calo del 7% scendendo a 9,2 milioni. In forte crescita, invece, la Turchia, balzata a 8,6
milioni di euro (+282,1%), il Belgio salito a 7,2 milioni di euro (+22%) e l’Azerbaigian in crescita a 6,2 milioni (+173%). Tra i settori di specializzazione si segnala invece il forte ridimensionamento nel semestre della nautica da diporto (navi e imbarcazioni), il cui export è crollato a poco più di 8 milioni di euro nel primo semestre 2026, contro i quasi 136 milioni dello stesso periodo del 2025 (-94,1%), un livello inferiore anche ai 19,1 milioni del primo semestre 2024. Come spesso accade nel settore della cantieristica navale, la forte variabilità legata ai cicli di produzione e fatturazione determina oscillazioni significative nei valori dei singoli semestri: nel 2025 il dato era stato sostenuto dalla
consegna di natanti nelle Isole Cayman, elemento che non si è ripetuto nel 2026. Il settore presenta inoltre elementi di fragilità legati alla situazione di crisi di uno dei principali gruppi industriali del territorio.
I mercati di destinazione
Gli Stati Uniti, con un’incidenza del 40,3% sul totale, si confermano ampiamente il primo mercato di sbocco per le aziende apuane, seguiti a distanza dalla Cina (11,3%) e dagli Emirati Arabi Uniti (6,2%). Le esportazioni verso gli Stati Uniti sono balzate a oltre 760 milioni nel primo semestre 2026 (+336,5%) grazie alla meccanica, recuperando pienamente il crollo registrato nel 2025 e superando del 50% i valori della prima parte del 2024. Molto positiva anche la dinamica verso la Cina, salita da 60 a 213 milioni di euro (+256,4%) grazie all’incremento delle vendite registrate per meccanica e lapideo, e forte
espansione anche degli Emirati Arabi Uniti (117 milioni di euro, +79,5%). Tra gli altri mercati si segnalano forti espansioni per Algeria (90 milioni, +369,5%), Nigeria (84 milioni, +753,9%), Indonesia (47 milioni, +707,3%), Norvegia (44 milioni, +169,2%) e Australia (36 milioni, +99,9%), tutti significativamente determinati dalla dinamica delle consegne dell’industria meccanica. Per la Germania (64 milioni, +31,7%), l’andamento risulta ancora
determinato in positivo dalla meccanica, che compensa la flessione delle vendite degli altri prodotti chimici (-16,8%), primo settore sul mercato tedesco. In controtendenza la Corea del Sud, dove l’export è rappresentato quasi interamente dal comparto della meccanica, che registra un lieve calo (-7,3%) scendendo a 94 milioni di euro, con una ricomposizione delle vendite tra i singoli settori.


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