Carrara Carrarese ultimissima dopo cinque giornate. La Sampdoria con un pizzico di fortuna ha ribaltato il Catanzaro (calabresi in vantaggio, dopo l’1-1 del solito Insigne, Pecorino ha avuto la palla clamorosa del vantaggio, poi nel finale, con la Samp in 10, il Catanzaro ha letteralmente regalato il gol con uno sciagurato passaggio a mezza strada fra difensore e portiere), il Palerno in rimonta ha battuto il Padova, anche l’Ascoli in rimonta ha steso l’Avellino 3-1 (quanto rammarico per il pareggio di Ascoli…), 0-0 dell’Entella a Cremona.

https://www.brandcarrara.it/carrarese-mister-cioffi-sono-mortificato-ma-la-crescita-ce-stata-il-pareggio-ci-sarebbe-stato-stretto-schiavi-sostituito-perche-infortunato-sento-ancora-la-fiducia-della-societa-la-societ/

Risultati quinta giornata: Juve Stabia-Cesena 1-1, Carrarese-Benevento 0-1, Palermo-Padova 2-1, Ascoli-Avellino 3-1, Cremonese- Entella 0-0. Domenica 20 settembre ore 15 Arezzo-Sudtirol, Verona-Vicenza; 17,15 Mantova-Pisa, 19,30 Modena-Empoli.

La classifica Palermo 13, Mantova * e Ascoli 10, Sudtirol *8, Avellino, Modena * 7, Cesena, Padova e Benevento 7, Pisa *, Empoli *, Arezzo 6, Entella, Vicenza * e Cremonese 5, Verona * e Sampdoria 4, Juve Stabia ** e Catanzaro 3, Carrarese 1. * una partita in meno, ** due punti di penalizzazione

Prossimo turno, sesta giornata: 9 ottobre 20,30 Avellino-Sampdoria; 10 ottobre ore 15 Benevento-Cesena, Empoli-Palermo, Entella-Juve Stabia, Sudtirol-Ascoli, Vicenza-Psa, Arezz-Cremonese; 11 ottobre ore 15 Catanzaro-Mantova, 17,15 Padova-Carrarese, 19,30 Modena-Verona.

La nostra analisi (un po’ lunga)

Ribaltando il famoso incipit di Anna Karenina, «Tutte le famiglie felici si somigliano; ogni famiglia infelice è invece infelice a modo suo», nel caso della Carrarese invece, tutte le stagioni infelici si somigliano. Ci spieghiamo meglio: per trovare una partenza così choc, bisogna risalire al 2012-2013, serie C1, cinque sconfitte di fila nelle prime cinque partite, stagione per molti versi con varie analogie con queste. Gigi Buffon infatti cambiò molto, rimasto da solo alla guida della società dopo la bella promozione del 2010-2011 e il campionato importante del 2011-2012. Cambiò il ds, affidandosi a Sandro Federico, e l’allenatore, inserì vari giovani e qualche giocatore d’esperienza, tenne alcuni protagonisti come Benassi, Corrent, Mancuso, Merini, Orlandi, Bregliano, Belcastro, Vannucci, ma a cambiare maglia erano stati Nocchi, Anzalone (che poi tornò a gennaio), Sacha Cori, Antonio Gaeta (rispettivamente 10 e 11 gol nella stagione precedente…), Beppe Giovinco, Gabriele Pacciardi, Nicola Pasini, Cristiano Piccini, Andrea Russotto, Massimiliano Taddei. Insomma, qualcosa di simile ad oggi.

L’inizio fu choc: cinque sconfitte di fila, 1-0 a Frosinone (gol beffa al 94′ dopo aver retto discretamente), poi 0-1 in casa con l’Avellino (gol di Biancolino al 76’…), a Sorrento 2-0, due reti nell’ultimo quarto d’ora. La società interviene, prende Pestrin: 1-3 contro il Viareggio in casa, dopo aver agguantato il pareggio, due gol dei bianconeri nel recupero, sullo 0-0 al 57′ rosso a Lanzoni. Corsi e ricorsi storici, alla quinta giornata, 30 settembre 2012, 0-3 contro il Benevento, tracollo (0-2 nel primo tempo).

In quel caso niente sosta, Sabatini si dimette, con un gesto di signorilità. Interregno al secondo Stefano Turi, sconfitta in Coppa con la Reggiana, panchina a Nello Di Costanzo, alla sesta sconfitta a Pisa per 3-1, finalmente alla settima la prima vittoria stagionale contro il Prato per 1-0, grazie al gol di Venitucci. Poi altre due sconfitte a Perugia e Pagani, un 2-2 in rimonta dallo 0-2 contro il Gubbio di Sottil, Caccavallo e Galabinov (doppietta), con il debutto e gol di Makinwa; altro pareggio ad Andria, in casa con il Catanzaro , e una vittoria all’ultimo minuto con la Nocerina. La squadra sembra essersi ripresa, ma riecco tre stop di fila; arriva l’illusorio 5-0 al Sorrento, doppietta di Makinwa e tris di Belcastro, ma poi altre 4 sconfitte di fila. Dopo la terza, 2-3 in casa con il Pisa, ecco Ivo Iaconi, che debutta con uno stop a Prato, bissato dallo 0-1 con il Perugia (gol all’88’), la sconfitta di Pagani, il successo di Gubbio, a cui seguono lo 0-0 interno con l’Andria, e il bel blitz con doppietta di Orlandi a Catanzaro. Il tracollo è alla terzultima, nello scontro diretto con il Barletta, la Carrarese perde 1-2 dopo essere andata in vantaggio con Anzalone, perde nettamente con la Nocerina, e chiude mestamente con l’1-1 con il Latina. Morale, ultimo posto a 21 punti, solo due meno del Sorrento che va ai playout. Nelle ultime tre partite mancava Makinwa, per lui 13 presenze e 6 gol. Retrocessione diretta ma rispescaggio, perché la Carrarese è sempre stata una società virtuosa.

Questo lungo preambolo per dire cosa? Uno, che la storia non insegna mai abbastanza: ovvero, se cambi tanti giocatori e perdi i fuoriclasse (Piccini, equivalente se non superiore a Zanon), i bomber Cori e Gaeta (ma anche Russotto e Pasini molto forti, Pacciardi a centrocampo si faceva sentire eccome per non parlare di Anzalone, rientrato come detto ma solo a gennaio), poi devi mettere in conto di soffrire se non metti subito giocatori di un certo peso. Poi andò tutto male, un pizzico di sfortuna, qualcuno non rese secondo le aspettative.

Arriviamo all’oggi: la grande difficoltà, oltre ad aver perso colonne come Illanes, Zanon, Zuelli, Calabrese, Bleve, Hasa, Imperiale, e giocatori comunque di categoria come Melegoni, Bouah, Distefano, Torregrossa, è stata quella di aver completato la squadra in extremis. E quindi, le potenzialità vere probabilmente le vedremo solo dopo la sosta, con il recupero di Vujevic, Dagba (che ha fatto intravvedere le sue qualità), Bonfanti, Braunoder. Così, appena manca Schiavi, ago della bilancia, la squadra va in affanno. E’ vero che senza Schiavi è stata creata una nitida palla gol con Topalevic solo davanti a Vannucchi, ma poi è anche arrivato il gol subito dopo e altre due occasioni clamorose per il Benevento. Il gol è stata la sagra degli orrori: palla in mezzo di Topalevic, dovrebbe arrivarci il nostro attaccante ma Prisco è sveglio, anticipa e parte; l’aggravante è che nessuno lo contrasta, Martini dopo il dribbling, anziché franargli addosso e prendersi un giallo, lo fa tirare dal limite; poco dopo, azione fotocopia, ancora Topalevic mette in mezzo, la prende Salvemini, arriva a tu per tu con Pizzignacco e mette fuori; il palo di Cherubini arriva con la squadra sbilanciata e non fa quasi testo.

Insomma, prendiamo sempre gol evitabilissimi, sempre nell’ultimo terzo di gara a parte con il Mantova, si segna con il contagocce.

A non convincerci oggi sono stati cambi, a parte quello naturale Rubino-Topalevic. Inserire Parlanti e non Braunoder per Schiavi ha costretto Martini a cambiare ruolo, e si è trovato al posto giusto ma senza fare la cosa giusta su Prisco; Cissè, un contropiedista, quando la squadra deve attaccare a pieno organico e non Finotto. Belloni a destra, rende la metà, se deve entrare a questo punto lo si metta a sinistra per Rouhi, e poi forse un cambio si poteva tenere per buttare dentro negli ultimi 10 minuti Bonfanti.

Sulla crescita della squadra in parte concordiamo con Cioffi, si è visto qualcosa di più nel primo tempo e fino all’occasione di Topalevic, poi qualcosa si è rotto, e i cambi hanno portato poco. E’ mancata la qualità in mezzo al campo per dettare i tempi e portare attacchi strutturati.

In conclusione, la domanda delle domande, Cioffi è da tenere? Per coerenza, per il rispetto che si deve a un professionista che si è visto arrivare in extremis giocatori chiave, la risposta sarebbe sì.

Per come è il calcio, e il mestiere di allenatore, “un lavoro spietato” come l’ha giustamente definito Cioffi stesso, i dubbi sono molti, tanto più se l’infortunio di Schiavi fosse qualcosa di lungo. C’è da continuare il processo di crescita ma in modo davvero esponenziale, per cambiare rotta in fretta. Mancano 33 partite, ci aspettiamo di vedere all’opera con continuità anche Macchioni, Vujevic, Bonfanti, Braunoder, perché solo allora si potrà capire se l’organico è davvero all’altezza di conquistare la salvezza e arrivare alla vittoria.

Quindi la valutazione da fare è: con tre settimane a disposizione, Cioffi può continuare il lavoro iniziato, e dare la svolta, oppure deve subentrare qualcuno con la mente sgombra? Questa la decisione da prendere entro 24-48 ore.


2 risposte a “Carrarese, ultimissima dopo cinque giornate. Peggio (di poco), cinque sconfitte nelle prime cinque gare avvenne nel 2012-2013 (l’ultima proprio con il Benevento in casa), e Sabatini si dimise. E un’analisi un po’ lunga”

  1. Avatar Stefano
    Stefano

    Si tempi di Sabatini io c’ero e ricordo bene che durante l’incontro von i tifosi gli fu detto: lei é in confusione. Confusione é la parola chiave. La squadra é in confusione. Non ha gioco. É palese. Si deve cambiare allenatore. Non si può venire in conferenza stampa dicendo che tutto sommato abbiamo giocato bene. Non é così. Mi sembra Dal Canto dopo Arezzo. Ci vuole lo stesso coraggio. Cioffi non é un vincente. Se facciamo un forecasting fino a fine campionato con la Sua media punti si retrocede. Breda e Dionigi hanno curriculum simili. Castori é la soluzione.

  2. Avatar Ric Rin
    Ric Rin

    I dubbi su Cioffi ne hanno accompagnato l’arrivo, reduce da quattro stagioni caratterizzate da due anni di inattività e due precedenti esoneri (di cui uno a Verona quasi immediato) e, aggiungo soprattutto, senza aver mai allenato in B.

    I dubbi sul mister si sommano a quelli sull’allestimento della squadra, e allora rilancio, perchè non pensare all’ingaggio immediato di un DS che porti in dote, scegliendolo, un nuovo Mister e che possa già pensare, se non a qualche svincolato al mercato di gennaio per correggere una squadra nata male?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *