
Carrara “Una Carrarese che lotta, ma che pensa anche a giocare a calcio, spinta dal suo pubblico”. Guido Pagliuca si presenta così, chiamato a raccogliere il testimone di Gabriele Cioffi ma che, sul piano caratteriale, della determinazione, ricorda sicuramente di più Antonio Calabro e gli storici mister sanguigni come Corrado Orrico e Silvio Baldini. Nella conferenza stampa di presentazione ha tracciato con chiarezza le linee del suo lavoro: carattere, organizzazione, semplicità, entusiasmo e soprattutto la volontà di riportare in campo quella identità che, a suo giudizio, deve rappresentare la squadra e la città.
Ad aprire l’incontro è stato il presidente Manrico Gemignani, che, in collegamento dagli Stati Uniti, ha ringraziato mister Cioffi “per il lavoro svolto con tutto lo staff” e gli ha augurato il meglio, “è veramente una bella persona” E quanto a Guido Pagliuca, “porta grande esperienza, professionalità e motivazione, potrà guidare la squadra con competenza e passione”

Poi è intervenuto l’amministratore delegato e direttore sportivo Iacopo Pasciuti, che ha voluto fare una precisazione sulla tempistica che ha portato all’avvicendamento in panchina. Pasciuti ha spiegato che la società ha deciso di puntare su Pagliuca soltanto dopo aver ricevuto la comunicazione dell’interruzione del rapporto tra il tecnico e l’Empoli. La comunicazione ufficiale è arrivata lunedì, il giorno successivo c’è stato l’incontro con Pagliuca, durante il quale sono stati illustrati il progetto e le idee tecniche della Carrarese; mercoledì 30 settembre è arrivata la formalizzazione dell’accordo con l’allenatore e il suo staff, seguita dall’annuncio e dal primo allenamento. Una ricostruzione, ha sottolineato l’ad, necessaria per chiarire alcune versioni circolate nei giorni precedenti.
Poi la parola è passata a Pagliuca.
Il primo impatto con la squadra, racconta il nuovo tecnico, è stato positivo. Ha trovato un gruppo che arriva da un lavoro già impostato e quindi, sotto il profilo della condizione fisica, «preparato». Ma soprattutto ha trovato giocatori che, dopo il cambio di allenatore, hanno voglia di mettersi in discussione e di capire cosa poter fare meglio.
«Ho trovato un gruppo di ragazzi con valori morali altissimi», è il concetto espresso da Pagliuca, che ha insistito molto sull’atteggiamento. La Carrarese deve tornare a mostrare in campo «carattere, temperamento e voglia di lottare» in ogni partita, in casa e in trasferta. E soprattutto deve tornare a rappresentare attraverso il proprio modo di giocare il carattere della città.
«Voglio una squadra che giochi a calcio»
Pagliuca non vuole però una Carrarese soltanto combattiva. Alla componente agonistica dovrà affiancarsi la capacità di giocare a calcio.
L’idea, ha spiegato, è quella di «giocare a calcio il più possibile», attraverso semplicità, piacere, leggerezza e anche il sorriso. Il tecnico ha ricordato che il campionato è ancora lungo e che ci sono margini di tempo per intervenire, ma ha sottolineato anche l’importanza del rapporto con il pubblico.
La squadra, secondo Pagliuca, ha bisogno dei propri tifosi e della curva. L’obiettivo è creare una sorta di circolo virtuoso tra squadra, ambiente e città: «Se lo facciamo insieme, squadra e tifosi, per noi sarà più facile raggiungere l’obiettivo».
Sul piano tattico, il nuovo allenatore non ha voluto anticipare troppo. L’idea, però, è già abbastanza chiara: la Carrarese ha le caratteristiche per giocare a calcio, divertirsi e mettere in difficoltà gli avversari. Il sistema di gioco verrà valutato anche in base alle caratteristiche dei giocatori a disposizione.
Il lavoro durante la sosta
La pausa del campionato rappresenta una preziosa occasione per lavorare. Pagliuca ha parlato della necessità di utilizzare ogni allenamento come momento di crescita, senza perdere tempo ma senza nemmeno caricare il gruppo di un’eccessiva pressione.
Il concetto che ha ripetuto più volte è quello del «divertimento organizzato e responsabile». Divertirsi significa giocare a calcio, ma il calcio deve essere organizzato: bisogna sapere cosa fare quando si ha la palla, come difendere e come interpretare le diverse situazioni della partita.
La prossima sfida sarà contro il Padova, e Pagliuca – che sarà squalificato ancora per un turno, potrà tornare in panchina contro il Modena – ha spiegato che la settimana precedente alla partita servirà soprattutto a lavorare sulla strategia di gara.
Una squadra giovane, ma con margini importanti
Un altro tema centrale è quello della giovane età della rosa. Pagliuca ha detto di vedere proprio nella gioventù uno dei possibili punti di forza della Carrarese: una squadra con grandi margini di miglioramento e con ragazzi che devono avere ambizione.
Il tecnico vuole creare una mentalità precisa: una squadra capace di lottare, ma anche di sapere cosa fare quando è in possesso del pallone e come organizzarsi nelle diverse zone del campo.
Non ci sarà, almeno nelle intenzioni, una gerarchia precostituita. «Tutti partono da zero», è stato uno dei concetti espressi da Pagliuca. Saranno quindi gli allenamenti e l’atteggiamento quotidiano a determinare le scelte. L’allenatore vuole giocatori capaci di metterlo in difficoltà nelle decisioni, dimostrando di meritare spazio.
Attacco e gioco offensivo
A una domanda sulle difficoltà mostrate dalla Carrarese nelle prime giornate a fare gol, e, in particolare, sulla necessità di mettere maggiormente gli attaccanti nelle condizioni di rendere al meglio, Pagliuca ha spiegato che il problema non riguarda necessariamente il singolo giocatore.
L’obiettivo è costruire una squadra capace di mettere gli uomini offensivi nelle migliori condizioni possibili, soprattutto facendo arrivare loro il pallone fronte alla porta. «È più difficile giocare per un attaccante quando riceve la palla spalle alla porta», il concetto espresso dal tecnico.
Per questo sarà importante riuscire ad attaccare con più uomini e creare situazioni nelle quali l’avversario non possa difendere sempre con una superiorità numerica.
I giocatori e la concorrenza interna
Pagliuca ha parlato anche della rosa a disposizione e della necessità di valorizzare le caratteristiche di ciascun giocatore.
Ha citato, tra gli altri, Belloni, che ha avuto a Lucca e a Siena, Nicolas Schiavi, Nicola Ravaglia, Mattia Finotto, Filippo Oliana, come giocatori esperti e disponibili a dare piena collaborazionei.
Sul piano fisico, qualche giocatore deve ancora recuperare pienamente. Dagba ha avuto un problemi nell’amichevole contro la Primavera del Siena, quindi a Padova non ci sarà; Schiavi è disponibile, mentre Bonfanti è al 60% e Vujevic deve essere gestito con attenzione, ma è fiducioso di poter avere progressivamente l’intera rosa a disposizione.
La concorrenza, comunque, viene considerata positiva: «Tutti i giocatori li ho visti applicati e volenterosi», ha detto Pagliuca, che vuole proprio da questa competizione interna ulteriori stimoli per la squadra.
Il concetto è quello di costruire un gruppo nel quale ciascuno possa mettere le proprie qualità al servizio degli altri.
Nel corso della conferenza non è mancato un riferimento agli allenatori che hanno lasciato un segno nel calcio e anche nella formazione dello stesso Pagliuca, a partire da Silvio Baldini.
Il nuovo tecnico della Carrarese ha riconosciuto a Baldini una capacità particolare di trasmettere stimoli a 360 gradi, non soltanto sul piano calcistico. Ha però anche sottolineato che ogni allenatore ha il proprio carattere e il proprio modo di vivere la partita.
Pagliuca ha ammesso di avere una componente passionale molto forte e di dover talvolta riuscire a contenerla, proprio perché il ruolo dell’allenatore richiede anche equilibrio.
«Abbiamo bisogno dell’aiuto di tutti»
In chiusura, Pagliuca ha rivolto un messaggio alla città e all’ambiente.
L’obiettivo immediato è chiaro: difendere la Serie B conquistata dalla Carrarese e mantenerla, ma parallelamente costruire una crescita del gruppo e soprattutto dei tanti giovani presenti in rosa.
Per riuscirci, il tecnico ha chiesto unità: società, squadra, tifosi, città e anche mondo dell’informazione devono remare nella stessa direzione.
«Abbiamo bisogno dell’aiuto di tutti per raggiungere l’obiettivo», il messaggio finale. Per Pagliuca, se squadra e ambiente riescono a diventare un blocco unico, sarà più semplice mettere i giocatori nelle condizioni di rendere al meglio.
È dunque una Carrarese che il nuovo allenatore immagina combattiva ma non soltanto combattiva, organizzata ma non rigida, giovane ma ambiziosa, con l’obiettivo di ritrovare rapidamente un’identità e una continuità di rendimento. E con una parola che, più di altre, ha accompagnato tutta la sua prima conferenza da tecnico azzurro: lavoro.
Insomma, l’approccio è stato molto pragmatica, e non poteva essere diversamente, prendendo una squadra in corsa e che ha necessità di fare punti. Da qui, appunto, l’invito a vivere con «semplicità, piacere di giocare, leggerezza e sorriso», ma dentro un quadro di regole e organizzazione. Il calcio, come ha spiegato, è «un divertimento organizzato e responsabile»: divertimento perché senza non si gioca bene, organizzato perché oggi si deve sapere cosa fare con e senza palla, responsabile verso società e tifosi. L’obiettivo è mettere i giocatori nelle condizioni migliori per esprimersi, costruendo un modello che comprenda fase difensiva e offensiva.
Il tecnico, come detto, ha insistito sul ruolo della curva: «La squadra ha grande bisogno della curva». Ricordando di aver sentito su di sé, da avversario, quanto un tifoso carrarino possa spingere.
Mister Pagliuca ci ha tenuto inoltre a ringraziare la società e il presidente, ha sostanzialmente fatto capire di essere in una piazza che corrisponde al suo carattere, da qui la sintesi di puntare ad avere una squadra che lotta ma che sa anche proporre calcio e un calcio pratico, nel quale l’obiettivo è mettere il più possibile l’attaccante fronte-porta, non spalle alla porta.
Aggiungiamo noi che sicuramente non sarà facile tradurre sul campo queste idee, ma che ci sono sembrati concetti che potranno aiutarci a uscire dalla bassa classifica. Certo, ci vorrà tempo, ma con pochi concetti semplici, tanta garra, tanta aggressività, sarà più semplice arrivare a quella quota 45 che oggi appare lontanissima, ma che giornata dopo giornata, con la spinta del pubblico, potrà diventare alla portata.

Lascia un commento