Carrara Finalmente riparte il campionato di serie B, la Carrarese ha solo un punto in classifica, ultimissima insieme alla Juve Stabia (che però sul campo ne aveva conquistati cinque), due gol segnati e sei al passivo, 4 sconfitte su cinque gare, le ultime tre di fila per 1-0. I tre pali e il gol valido annulato non fanno farina, miser Guido Pagliuca si presenta in sala stampa per l’abituale intervista della vigilia (in questo caso dell’antivigilia, visto che a Padova si gioca domenica alle 17,15) e, nelle sue riposte, insiste soprattutto su alcuni temi cari: e quindi, una Carrarese che lotta, che gioca con semplicità anche per trovare fiducia, e che farà dell’aggressività, dell’atteggiamento, del giocare su ogni pallone quasi con la forza della disperazione, il suo tratto distintivo. La necessità è fare punti subito.

Purtroppo dall’infermeria non arrivano buone notizie, i tre giocatori che per curriculum e costo dovranno essere il valore aggiunto, non saranno della partita: Dagba e Bonfanti non convocabili, Vujevic non pronto ma ci sta che potrebbe essere convocato per vivere il clima partita e magari mandato poi con la Primavera per mettere minuti nelle gambe. Rubino è stato influenzato ed è rientrato in gruppo oggi venerdì 9 ottobre 2026, Topalovic è arrivato da pochi giorni dalla nazionale Under 21 slovena. Morale, siccome ha esplicitamente fatto riferimento alle due punte, e ha spiegato che alcune pedine le ha ben chiare, mentre su altre si tiene la decisione fino all’ultimo – buon segno, vuol dire che nella rosa profonda non ci sono solo 15-16 che possono giocare – e quindi tutto lascia pensare che vedremo ancora un 3-5-2 ma con qualche interprete diverso.

Secondo noi la Carrarese sarà questa (3-5-2): Pizzignacco; Macchioni, Oliana, Reale; Belloni, Braunoder, Schiavi, Martini, Rouhi; Finotto, Abiuso; ballottaggi: Macchioni- Ruggeri; Martini-Parlanti; Braunoder-Cudrig; Belloni-Esteves; Finotto-Marconi-Cissè.

Ma vediamo ora il dettaglio delle risposte del mister, partendo dal bilancio di questi primi 10 giorni in azzurro.

“Ho trovato – racconta mister Pagliuca – un gruppo di ragazzi eccezionali che si sono allenati forte, si sono allenati con grande senso di appartenenza. In ogni cosa che hanno fatto hanno dimostrato l’attaccamento a questa maglia, l’attaccamento alla società per la quale lavorano. E allo stesso tempo ho trovato un ambiente che mi ha aiutato tantissimo, sia i giocatori sul campo sia le persone intorno alla squadra, ad inserirmi in un ambiente per me nuovo. E hanno fatto sì che questo mio inserimento fosse in armonia, in entusiasmo e con grande aiuto. Questo per me è stato molto positivo, perché non è una cosa scontata arrivare in un ambiente e trovare le persone vicine, le persone aperte al dialogo, aperte al confronto. Questo per un allenatore penso sia un aspetto importante. Per quanto riguarda i ragazzi, ripeto, sono ragazzi eccezionali che veramente ci sono allenati forte, e anche questa non è una cosa scontata. Tutti mi hanno dato veramente tanto e mi hanno dato tante indicazioni, al punto che ho veramente delle difficoltà a fare alcune scelte. E se su alcune scelte sono abbastanza deciso, su altre, grazie a come sono allenati i ragazzi, mi tengo dei dubbi fino all’ultimo”.

E in merito al fatto che domenica sconterà la seconda e ultima giornata di squalifica:in panchina quindi ci sarà il secondo, Bruno Loreiro Batista (brasiliano con passaporto italiano, 42 anni). Questo aspetto secondo lei quanto potrà incidere nella gestione?

“È normale che dispiace, avrei preferito essere con i ragazzi anche perché lo meritano. E niente, sono, sono fuori e col vice c’è grande armonia. Bruno è una persona seria, una persona competente che darà il massimo e cercheremo di aiutare. Ma secondo me alla base c’è quello che i ragazzi sul campo sono pronti a dare, c’è quello che i ragazzi sul campo attraverso anche la comunicazione tra di loro, che sarà un aspetto importante durante questa partita, sono decisi a dare, queste sono molto più importanti della presenza mia o meno, perché sono i ragazzi che determinano, sono i ragazzi che vanno sul campo e fanno le scelte giuste. È normale che noi durante la settimana cerchiamo di metterli nelle condizioni migliori per riconoscere delle situazioni che si potrebbero verificare la domenica. E per questo ti ripeto, ho trovato veramente grande attenzione da parte di tutti i ragazzi”.

E cosa teme di più del Padova dell’ex Calabro?

Risponde Pagliuca: “Ma innanzitutto noi dobbiamo essere, avere il focus su ciò che dipende da noi, perché ciò che dipende da noi. Ciò che non dipende da noi ci porta soltanto a consumare energie che dobbiamo usare sul presente. Quindi detto questo, penso che la prestazione è l’aspetto principale. Con i ragazzi abbiamo analizzato alcuni obiettivi di prestazione che determinano quanto questa partita sarà fatta bene da noi. Centrare questi obiettivi di prestazione potrebbe portarci a centrare anche il risultato. Noi siamo consapevoli che abbiamo bisogno del risultato, ma abbiamo anche bisogno di costruire una nostra mentalità, abbiamo bisogno di costruire una nostra identità che passa da una cosa principalmente: l’atteggiamento. L’atteggiamento. Dobbiamo finire la partita ed essere riconosciuti come gente che lotta, come gente che dà l’anima, come gente che su ogni pallone va quasi come se si fosse disperati, no? A volte il disperato tira fuori delle cose da dentro, dal cuore, dalla pancia, delle cose che vanno oltre e ti porta a dare di più. Quindi il focus è dare il meglio di noi attraverso il raggiungimento degli obiettivi di prestazione. Per quanto riguarda il Padova, è una squadra importante con giocatori importanti, dobbiamo essere bravi a riconoscere quando c’è la possibilità di andare un pochino più sulla profondità e dobbiamo essere bravi a riconoscere quando abbiamo la possibilità di trovare quella superiorità numerica in alcune zone di campo che ci porta a giocare un pochino più fronte porta, perché sono convinto che questa cosa durante la partita si alternerà, perché il Padova è una squadra che alcune volte viene uomo su uomo. E lì dobbiamo essere bravi a non andare a giocare troppo una partita sporca in questo momento. E le volte che il Padova non riuscirà a venire uomo su uomo, o deciderà di non venire uomo su uomo, dobbiamo essere bravi a riconoscere un attimino quello che è la partita”.

Due soli gol in cinque partite, cosa ha in mente per rimediare ed essere più incisivi, più pericolosi davanti alla porta avversaria?

“Innanzitutto – risponde – sarà assente Niccolò Bonfanti, che ancora non ha recuperato appieno. E per quanto riguarda gli altri giocatori del reparto, sono tutti a disposizione. È una squadra che è costruita per giocare con le due punte. Noi cerchiamo di valorizzare, di valorizzarle al meglio, mettendole nelle condizioni di esprimersi più possibile fronte porta. Questo attraverso quello che può essere, quello che si riconosce dal lavoro settimanale. Io penso – ribadisce – che sia importantissimo la semplicità. Iniziare la partita, avere un approccio di ritmo. Le cose semplici sono quelle che tutti i ragazzi fanno dai primi giorni che giocano a calcio: passaggio e controlla. Attraverso il prendere fiducia in questo passaggio e controllo in un gesto semplice, do continuità alla partita e cerco di partire con un approccio forte, con un approccio dove si va a migliorare anche l’autostima che questi ragazzi devono trovare ogni minuto sul campo”.

Altra domanda, in questa sosta i giocatori hanno capito cosa è andato storto e sono mentalmente carichi per affrontare questa partita?

La risposta del mister: “Lo spogliatoio è un gruppo, ti ripeto, eccezionale, un gruppo che mentalmente vuol far bene, un gruppo che mentalmente è anche consapevole che in questo momento deve ricostruire un rapporto forte con quello che è stato importante negli anni, in questi ultimi 2-3 anni, ovvero il legame tra la squadra e la tifoseria, tra la squadra e la curva. E questo dobbiamo essere noi i primi, sul campo, cercando di farci identificare veramente come delle persone che danno tutto per la maglia, danno il massimo, gente che lotta Questo ci deve portare ad avere l’aiuto dei nostri tifosi, perché insieme ai nostri tifosi sono convinto che la squadra è più forte. Ma dobbiamo essere noi i primi a cercare, a far capire a tutti che noi vogliamo mantenere questa categoria attraverso il risultato, attraverso l’atteggiamento, attraverso la costruzione di una mentalità di morso. Perché penso che nel calcio l’essenza è voler vincere un contrasto, voler vincere un duello, andare addosso a un avversario, è l’essenza di questa squadra, deve essere un cavallo di battaglia”.

Finora, negli scontri con Calabro, Pagliuca in serie B è imbattuto, le sfide sono state sempre partite molto tattiche, si aspetta una sorta di partita a scacchi.

“Il Padova – risponde Pagliuca – credo che sia una buona squadra, è diversa dalle squadre che Calabro allenava qui e sicuramente anche Antonio si sarà adattato, avrà adattato i propri principi a quelle che sono le caratteristiche della squadra che allena. Noi dobbiamo essere bravi a cercare di interpretare bene la partita, però ripeto l’obiettivo numero uno è quello della prestazione, perché la prestazione dipende da noi, il risultato da tanti fattori. È naturale che abbiamo bisogno di far punti, quindi anche la cattiveria, il morso, la determinazione che ci deve portare a raccogliere punti si deve vedere all’interno della squadra. Ma il focus principale deve essere su noi, su quello che noi vogliamo ottenere”.

A proposito di formazione, di tattica, ha previsto qualche particolare mossa a sorpresa?

“Beh – risponde sorridendo – se è a sorpresa, come faccio a dire? Intanto ricapitolo: Topalović, è rientrato un po’ tardi dalle nazionali, quindi anch’io non l’ho visto tantissimo, però è un ragazzo volenteroso che ha qualità. Rubino ha avuto una leggera influenza in questi giorni, è rientrato stamattina, quindi vediamo quanto si possono utilizzare. Ma davanti siamo in tanti, quindi abbiamo la possibilità di valutare la soluzione migliore. Per quanto riguarda il resto, noi dobbiamo andare alla ricerca della semplicità, alla ricerca del piacere di giocare a calcio. Quando dico voglio una squadra leggera che gli piace giocare a calcio, che si diverte, è importante. Però è importante anche farlo con grande serietà, farlo con grande ardore, farlo con grande morso, con grande fame, per cercare di portare il meglio possibile a casa”. Spiega, come accennato, che Dagba non è recuperato, mentre Vujevic sta meglio, è in crescita, “quindi cerchiamo di portarlo con la squadra per reinserirlo in un contesto, stavamo valutando che il ragazzo ha bisogno anche di minuti, quindi cerchiamo di darglieli, anche con una partita con la Primavera, vediamo”.

Infine il punto su Nicolas Schiavi: “Schiavi ha fatto la settimana al completo, ha iniziato venerdì scorso, quindi è completamente recuperato. Anzi, è uno di quei giocatori che veramente dà tanto a questa squadra, dà veramente tanto anche allo staff, all’allenatore, perché abbiamo grande dialogo con lui, con Filippo (Oliana, ndr). Niccolò (Belloni, ndr), Nicola Ravaglia, anche se in questo momento non sta giocando, però è una persona importante all’interno dello spogliatoio, come lo è Mattia Finotto. Sono tutti giocatori che nel rapporto allenatore-giocatori mi stanno veramente dando tanto, indipendentemente da quello che sarà poi il gioco, i minuti che faranno, che non faranno. Lo spessore umano che ho trovato all’interno dello spogliatoio è di alto livello e il confronto è continuo e sono state quelle persone che mi hanno aiutato a inserirmi al meglio in questo contesto”.


Una risposta a “Carrarese, mister Pagliuca presenta la sfida di Padova: “Sarà fondamentale l’atteggiamento, dobbiamo lottare, giocare un calcio semplice, aggredire gli avversari”. Dagba e Bonfanti out, Vujevic non pronto”

  1. Avatar Flaviano
    Flaviano

    un grande in bocca al lupo e la speranza di rivedere una “squadra” indipendentemente dal risultato che sarà.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *