Carrara Nel dopo partita di Padova, mister Guido Pagliuca, seppur squalificato, può parlare in conferenza stampa e con modestia, dà merito dell’importantissimo successo ai ragazzi e al mister che l’ha preceduto. Mentre Antonio Calabro parla di mancanza di umiltà dei suoi.

Partiamo da Pagliuca, un cronista locale gli chiede se si aspettava di vedere un Padova con 3 punte e poi elogia gli azzurri. Risponde il tecnico della Carrarese: “I ragazzi sono stati bravi, ci sono stati i primi

10 minuti nei quali abbiamo avuto un pochino di timore a giocare, di timore a fare le nostre cose e di timore anche ad andare con una pressione un pochino più alta. Poi dopo ci sono riuscite un paio di situazioni, ci siamo un pochino sciolti e abbiamo fatto penso l’azione del gol molto molto bella, sono contento per i ragazzi, se lo meritano. Sono veramente contento per loro perché ho un gruppo

veramente fatto di grandi valori, fatto di ragazzi che tengono tantissimo a questa maglia. E sono contento

per la società, io sono l’ultimo arrivato, mi mi ha messo nelle condizioni migliori per esprimermi, per lavorare. Questa è una vittoria che è frutto anche del lavoro fatto dall’allenatore precedente, anzi soprattutto dall’allenatore che mi ha preceduto ed è

una vittoria che si sono conquistati questi ragazzi. Tre punti che ci danno morale”.

E rispetto al Padova? “Io penso che il Padova sia una squadra forte, una squadra guidata da un allenatore molto bravo, che stimo molto sotto tutti gli aspetti e sono convinto che il Padova riuscirà a stare nelle posizioni che merita e nelle posizioni per la quale è stata costruita”.

Un cronista gli chiede su quali aspetti ha lavorato nel rilevare la squadra più in difficoltà della serie B prima di questa partita. Risponde Pagliuca: “Ma io ho trovato un gruppo, ti ripeto, splendido sotto l’aspetto dei valori morali. Quando trovi persone che hanno valori morali alti, ti dà la possibilità di esprimere un’idea, di lavorare un pochino di più, magari stare un pochino più sul campo, perché c’è grande apertura al lavoro. Noi siamo consapevoli che il lavoro quotidiano deve essere il nostro cavallo di battaglia, ogni giorno dobbiamo scendere in campo per mettere un mattoncino per la crescita. È normale che non mi aspettavo a tratti un gioco così pulito così e

una buona fase difensiva con delle pressioni un pochino anche alcune volte alte, i ragazzi l’hanno interpretato bene e gli faccio i complimenti e veramente mi sento di dire che il principale merito è di questi ragazzi e di chi mi ha preceduto”.

Ed ecco ora le parole mister Antonio Calabro nel post Padova-Carrarese, come riportate dal sito della società veneta.

Cosa non ha funzionato oggi e come è nata la scelta di schierare il trequartista dietro le due punte?

“La scelta di inserire un trequartista nasce dall’esigenza di pulire le linee di passaggio dalla difesa e dal centrocampo verso gli attaccanti, un aspetto su cui stavamo faticando nelle prime gare. L’innesto di un giocatore di qualità come Caprari tra le linee doveva aiutarci sia in fase di uscita dal basso che nella rifinitura. Nei primi quindici minuti l’approccio è stato buono e la squadra ha creato occasioni da gol. Tuttavia, dopo la rete subita abbiamo perso fiducia e autostima, smettendo di fare le giocate iniziali e permettendo alla Carrarese di prendere il sopravvento”.

Oltre al calo di fiducia, si è visto molto nervosismo in campo. Da cosa è dipeso?

“Non è un fattore positivo ed era già accaduto contro la Cremonese. La squadra reagisce con nervosismo quando le cose si complicano, dimostrando una mancanza di umiltà e poca consapevolezza delle difficoltà di questo campionato. Sapevamo che la Carrarese sarebbe arrivata molto determinata con il cambio di allenatore. Subire gol alla prima occasione dopo 13 minuti ci ha fatto perdere ordine, distanze ed equilibrio a discapito della lucidità”.

Avete valutato di modificare il sistema tattico durante l’intervallo passando alla difesa con due soli centrali?

“No, non abbiamo pensato di cambiare modulo, ma abbiamo modificato le uscite difensive andando uomo su uomo nel secondo tempo con i braccetti. Tatticamente la posizione di Rubino dietro la punta ci ha creato problemi nel primo tempo, un aspetto che abbiamo risistemato nella ripresa. In ogni caso, la tattica da sola non risolve tutti i problemi”.

L’attacco continua a faticare e non ha mai segnato più di un gol a partita. C’è un problema strutturale?

“Dopo le prime cinque gare era evidente la necessità di sistemare qualcosa. In casa ho cercato di schierare più qualità tra le linee per aumentare la pericolosità offensiva. La squadra deve ancora trovare un equilibrio stabile, condizionata anche dalle assenze di elementi come Carissoni e Zanimacchia. Non abbiamo ancora una struttura di gioco consolidata che garantisca certezze, il che mi costringe a modificare l’undici titolare in base all’avversario”.

Moro è stato fischiato al momento della sostituzione. Si tratta di un problema mentale o di adattamento al vostro gioco?

“Si tratta principalmente di un problema di adattamento. Moro ha sempre giocato come unica punta, mentre ora deve imparare a muoversi in coppia con un compagno di reparto. Uscendo dal campo gli ho detto che questi fischi devono servirgli da motivazione e non abbatterlo, perché è un giocatore forte e lo aiuterò a dimostrarlo. Il pubblico fischia l’atteggiamento — come i palloni persi e non rincorsi — piuttosto che l’errore tecnico. Lavoreremo su questo per trasformare i fischi in applausi”.

Anche la difesa ha concesso molto in occasione dei gol subiti. C’è stata poca concentrazione o mancanza di copertura?

“Sul primo gol abbiamo perso un duello sulla corsia di sinistra ed è mancato il rientro del centrocampista ad assorbire l’inserimento dell’avversario arrivato da dietro. Sul secondo gol c’è stata una totale mancanza di copertura sulla corsia di destra ed errore di posizionamento. Rivedrò l’azione per analizzare nel dettaglio la disattenzione”.

E intanto ecco la situazione dopo la sesta giornata. Da segnalare la netta vittoria esterna del Mantova a Catanzaro, e la vittoria in rimonta all’ultimo secondo del Modena con il solito Belotti sul Verona, determinante il fatto che il Verona sia rimasto in dieci sul 2-1 per i veneti

I risultati: Avellino-Sampdoria 4-1, Benevento-Cesena 2-0, Empoli-Palermo 2-4, Entella-Juve Stabia 1-1, Sudtirol-Ascoli 0-0; Vicenza-Pisa 0-3; Arezzo-Cremonese 0-0, Catanzaro-Mantova 1-3, Padova-Carrarese 0-2, Modena-Verona 3-2.

Classifica: Palermo 16, Mantova 14, Modena 13, Sudtirol 12, Ascoli 11, Avellino, Pisa e Benevento10; Padova, Verona, Cesena e Arezzo 7; Empoli, Entella e Cremonese 6, Vicenza 5; Carrarese e Sampdoria 4, Catanzaro 3, Juve Stabia 2 **. ** 4 punti di penalizzazione

Prossimo turno, Venerdì 16 ottobre 20,30: Verona-Catanzaro; sabato 17 ottobre, ore 15: Ascoli-Empoli, Benevento-Vicenza, Carrarese-Modena, Padova-Entella; 17,15 Mantova-Palermo, 19,30 Pisa-Cremonese; domenica 18 ottobre ore 15 Juve Stabia-Sudtirol, 17,15 Cesena-Avellino, 19,30 Sampdoria-Arezzo.

Come si vede, il blitz di Padova consente alla Carrarese non solo di togliersi dall’ultima posizione, ma di avvicinarsi al Vicenza, al momento fuori dai playout con 5 punti, e al terzetto di squadre a 6 punti, fra le quali a sorpresa anche la Cremonese, oltre all’Empoli e all’Entella.

Una vittoria che come giustamente sottolinea mister Pagliuca dà morale, toglie il peso della mancanza di vittorie, il primo clean sheet permette di affrontare la settimana con più serenità. Alla vigilia della trasferta si era fermato Macchioni, non sappiamo se sarebbe stato utilizzato oppure no, si è visto in panchina Vujevic, sicuramente avere una panchina lunga aiuta, sarà importante avere tutti a disposizione, compresi Bonfanti, Dagba, Esteves.

Risposte importanti a Padova sono arrivate da tutti, Braunoder ha confermato di avere l’esperienza e il passo per poter fare le due fasi, copertura e ripartenza. Pagliuca ha recuperato Guercio, e anche l’esterno azzurro ha dato buone risposte, ha sbagliato un appoggio, ma come corsa e copertura ha retto botta su Di Mariano, non certo l’ultimo arrivato. Benissimo Belloni, bravi a segnare Rubino (che avrebbe potuto farne un altro) e Rouhi, nella ripresa due lanci a campo aperto con la difesa del Padova scopertissima non sono andati a buon segno, probabilmente per stanchezza, Marconi per Belloni e Belloni per Martini, il 3-0 avrebbe fotografato meglio la superiorità su un Padova definito poco umile da Calabro, ma a noi apparso anche un po’ sulle gambe, poco battagliero. Problemi loro, noi dobbiamo festeggiare il successo e soprattutto continuare a lavorare a testa bassa per uscire al più presto da questa situazione pericolosa, anche perché poi si sa che nel girone di ritorno è sempre molto più difficile fare punti. Tanti sono stati già persi, anche per un pizzico di malasorte (tre pali, un gol valido annullato), ma anche perché se non si riempie la metà campo avversaria come fatto oggi, poi è difficilissimo andare a pungere, se ci sono da coprire 60 metri.

Bene così, testa al lanciatissimo Modena del Gallo Belotti, Pagliuca avrà una settimana per prepare al meglio il match e una settimana in più per infondere nei ragazzi la sua idea di calcio aggressivo, di lotta, un calcio come predica sempre semplice, ma che anche oggi ha messo tre volte un azzurro in grado di battere a rete da posizione vantaggiosa, che ha creato varie altre chance (10 tiri dei quali quattro in porta) e che ha annichilito l’ambizioso Padova.


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