
Carrara Una rapina efferata, sconvolgente, quella messa a segno nella serata di ieri, sabato 10 ottobre 2026, ai danni della gioielleria Buoncristiani di via Covetta. Un colpo pianificato da tre banditi: erano circa le 19 quando alla porta esterna si è presentata una “vecchietta”, e il titolare, Giovanni Buoncristiani, 74 anni, in quel momento solo, in buona fede ha aperto. Ma, come racconta la figlia Ilaria, non appena entrato, al seguito c’erano due banditi incappucciati vestiti di nero, uno ha saltato il bancone e ha iniziato a picchiare in testa il titolare con una spranga, e in più, aggiunge, uno “ha anche puntato una pistola”. Questione di pochissimi minuti, i tre malviventi hanno aperto le vetrine, arraffato più gioielli possibili e se ne sono andati. La “vecchietta” era un uomo, aveva sul volto una maschera di silicone. Secondo quanto riferito, si tratterebbe di malviventi italiani, hanno parlato poco ma da quel poco si è capito che non sono stranieri.


In breve, probabilmente avvertiti dagli abitanti del palazzo sono arrivate le forze dell’ordine e l’ambulanza, avvertita anche la figlia che, aggiunge, “Appena arrivata la scena era agghiacciante, mio padre era una maschera di sangue, il sangue gli continuava a colare dalla testa, ho temuto che fosse gravissimo, ora invece sta meglio, è qui con noi in negozio (sono le 10 di domenica 11 ottobre 2026 quando la contattiamo, ndr), stiamo cercando di rimettere a posto le cose, pulire, poi dovremo andare dai carabinieri”. Il signor Giovanni ha anche un occhio nero. “In cinquant’anni di attività non gli era mai successo, ovviamente non ha opposto resistenza, oltretutto erano in tre”.
Adesso saranno le indagini dei carabinieri a cercare di individuare i tre malviventi, e magari capire se ci sono stati altri colpi con un analodo modus operandi. Allo studio anche le immagini delle telecamere.
La rapina ripropone con forza il tema della sicurezza in città.

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