
Carrara “Un altro duro colpo alla memoria storica e all’identità della nostra comunità”: inizia così la denuncia di Paolo Biagini, un nostro concittadino, pubblicata sul profilo “Rivogliamo il Monoblocco”. E spiega: “Nella giornata di oggi un cittadino entrando per pregare nella cappella del Civico Ospedale ha per puro caso trovato sfondato l’accesso alla sacrestia della storica cappella del vecchio Ospedale di piazza Monzoni. I soliti ignoti hanno agito indisturbati forzando la cancellata di ingresso alla sacrestia, in cui sono custoditi paramenti e suppellettili per la celebrazione della Messa, chiusa da catena e lucchetto, ne hanno divelto una porzione nascondendola sotto il tappeto dell’altare maggiore, proprio davanti alla splendida statua marmorea dell’Immacolata Concezione capolavoro tardo barocco settecentesco a firma dello scultore e sacerdote carrarese Giovanni Antonio Cybei”. E ricorda: “Questo luogo, caro a centinaia di fedeli, è un simbolo dell’identità storica e devozionale carrarese, anche per chi non crede; qui è stato battezzato circa il 90% dei bambini nati a Carrara dal secondo dopoguerra in poi, quando l’ospedale ospitava il reparto di nipiologia, ostericia, maternità e ginecologia. Generazioni di carraresi sono venuti alla vita proprio tra queste mura.
Oggi – aggiunge amaramente – , quel patrimonio è lasciato nel più completo disinteresse da parte di Asl Toscana Nord Ovest, proprietaria dell’immobile, senza la benché minima misura di sorveglianza o tutela”. A suo avviso, “Questo ennesimo scasso è il sintomo più che mai evidente di come la situazione sia ormai fuori controllo in città sul fronte della sicurezza. Dal violento pestaggio e aggressione ai danni di una donna in viale XX Settembre, scaraventata a terra per rubarle il cellulare ai ripetuti raid notturni a tappeto nel cuore del centro storico, come i furti a raffica messi a segno in via Don Minzoni ai danni di uffici e agenzie fino all’ombra dei continui colpi alle chiese e ai luoghi pubblici, sulla scia dei continui furti con scasso che non hanno risparmiato neppure il Duomo di Sant’Andrea”. E conchiude: “Mi chiedo: quanto altro dobbiamo tollerare prima che chi di dovere si decida a proteggere la nostra storia, i nostri quartieri e i nostri simboli?”.



Tornando all’episodio dell’accesso scassinato (è stato divelto come si vede dalla foto una parte della cancellata), Paolo Biagini non è in grado di dire se vi sia stato un furto all’interno, perché il locale è celato da una tenda e quindi, se qualcuno è riuscito a incunearsi all’interno passando dal varco della cancellata, e poi prelevare qualcosa, non si può sapere al momento.
Resta in ogni caso la segnalazione di un bene di straordinario valore storico, architettonico, affettivo, che non sembra adeguatamente tutelato e sorvegliato. Se non altro, l’auspicio è che siano rafforzati i dispositivi di protezione e se possibile, installate delle telecamere.

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