
Carrara E’ ufficiale: sarà il 21 maggio 2026, la data di uscita nelle sale cinematografiche dell’ultimo film del regista carrarese Fabrizio Cattani, “Io non ti lascio solo”: già protagonista in vari festival, e proprio oggi, giovedì 26 marzo 2026 – sarà proiettato alle 19,30 – in concorso per il cinema italiano al Bifest Bari International Film & Tv festival (si concluderà domenica 28 marzo).
Il film vede la produzione di Minerva Pictures, Solaria Film, Ipotesi Cinema, M74, R&C Produzioni, è stato realizzato e distribuito con il contributo del Fondo per lo sviluppo degli investimenti nel cinema e nell’audiovisivo del Ministero della Cultura, ed è prodotto da Gianluca Curti, Emanuele Nespeca, Elisabetta Olmi, Monica Galantucci e dalla carrarese Tilde Corsi.
Fabrizio Cattani ha scritto anche soggetto e sceneggiatura, con la collaborazione di Gianluca Antoni, Tommaso Santi, Antonio Prisco, il film è tratto dal romanzo omonimo “Io non ti lascio solo” di Gianluca Antoni, Adriano Salani Editore | Gruppo Editoriale Mauri Spagnol
Nel cast, Giorgio Pasotti (Paride), Mimmo Borrelli (Guelfo), Andrea Matrone (Filo), Michael D’Arma (Rullo), Judith Schiaffino (Amélie),
e con Valentina Cervi (Adele), Giuseppe Sgambellone (Filo adulto),
Lucrezia Calzoni (Amélie adulta), Anna Maria De Luca (Nonna Amélie), Gianni Pellegrino (Nonno Amélie), Pascal Zullino (Maresciallo).
La trama in sintesi: Durante un forte temporale, Birillo, il cane di Filo, scompare nei boschi mentre è col padre. Senza pensarci due volte, Filo parte di nascosto alla sua ricerca insieme all’amico Rullo. Legati da un’amicizia profonda, i due ragazzi affrontano paure, oscurità e persino Guelfo Tabacci, un montanaro tanto strano quanto misterioso. Ma presto scoprono che dietro la scomparsa di Birillo si nasconde molto più di quanto avessero immaginato. Per fortuna, la loro amicizia è una bussola sicura… anche quando l’avventura diventa più grande di loro. Una storia sospesa nel tempo e nello spazio, una storia di formazione sotto forma di favola noir narrata attraverso i protagonisti principali: due dodicenni, la loro profonda amicizia e un segreto rimasto nascosto a lungo.



Lo stesso Fabrizio Cattani sottolinea: “Io non ti lascio solo” affronta il tema della crescita, quello del rapporto e delle dinamiche tra
genitori e figli, e quello dei non detti e delle verità taciute. Il tema più importante è però il dolore e come si debba affrontarlo, soprattutto quando si parla di perdita, e come questa venga recepita ed elaborata dall’adulto e dal bambino. I due ragazzini emergono, nei loro diversi caratteri, in maniera forte e felice, così come gli altri personaggi che ruotano intorno a loro: dal montanaro Guelfo al padre di Filo, ad Amélie, la ragazzina che li aiuterà a cercare Birillo. Lo stesso alternarsi temporale degli eventi, tra un ritorno al passato e il dispiegarsi del presente, coinvolge soprattutto dal punto di vista emotivo. Per non parlare del potente colpo di scena che spezza in due l’intera vicenda: da qui non si potrà far altro che tornare sui propri passi. E rivedere questa favola noir con occhi diversi, gli occhi di bambini, che raccontano ciò che vedono, ciò che sentono e ciò che
percepiscono con le categorie tipiche dell’infanzia: da qui il bosco, che diventa una foresta, a volte rifugio, a volte pericolo; da qui “l’orco” cattivo (il montanaro), da qui il senso dell’amicizia totalizzante, che sia per un cane o per l’amichetto; da qui la fantasia nell’interpretare gli eventi; da qui l’onnipotenza del bambino che, lottando con i “mostri”, dispone di mille armi per sconfiggerli; da qui lo stupore innocente nell’apprendere verità troppo “da grandi”; da qui il modo di vivere il dolore, chiudendolo dentro di sé, comprendendolo a fatica. “Io non ti lascio solo” vuole essere un inno alle fragilità e alle debolezze di ognuno di noi, e di quanto queste, se ben elaborate e gestite, rappresentino i nostri più grandi punti di forza.
Ogni personaggio della storia rappresenta una parte di noi: quella razionale (Filo), quella emotiva (Rullo), quella bambina (Amélie), quella spaventosa (Guelfo), quella adulta (il padre). Solo affrontando con coraggio le sfide e la faticosa avventura di crescere possiamo scoprire che la loro accettazione e integrazione è l’unica strada che ci permette di trovare l’armonia interiore e la serenità”.
Giorgio Pasotti interpreta Paride, il padre di Filo, “segnato profondamente dalla morte della moglie, ha cercato rifugio nell’alcol, finendo per trascurare il figlio e allontanarsi da lui. La fuga di Filo sarà per Paride uno scossone decisivo, che lo costringerà a confrontarsi con i propri errori e a intraprendere un percorso di riscatto, riscoprendo il valore di essere un padre presente, affettuoso e responsabile”.
Quanto a Fabrizio Cattani, alcune note biografiche: intraprende una carriera nel cinema autoproducendo cortometraggi come L’abito e Mattina, vincitore del premio della critica a EuropaCinema Viareggio. Nel 2007 firma Il Rabdomante, vincitore di circa venti premi in festival nazionali e internazionali, e due anni
dopo realizza Maternity Blues (uscito nel 2012), un dramma intimista tratto dal testo teatrale “From Medea”. Presentato alla Mostra di Venezia nella sezione “Controcampo italiano” con menzione speciale, il film riceve riconoscimenti importanti tra cui il Premio Tonino Guerra per la sceneggiatura e il Globo d’Oro della stampa estera. Nel 2016 torna dietro la macchina da presa con Cronaca di una passione, pellicola ispirata alla crisi economica post 2008, che vince i premi come Miglior Film, Miglior Regia e Miglior Attrice protagonista all’Urban International Film Festival di Teheran e all’Eurasia International Film Festival di Mosca. Nel 2025, completa Io non ti lascio solo, tratto dal romanzo omonimo. Oltre al cinema, nel 2012 Cattani è tra gli ideatori e direttori artistici del Festival del Cinema Città di Spello – Le professioni del cinema.
Sempre in ambito documentaristico, nel 2014 dirige Comm’è bella ’a muntagna stanotte, backstage sul set del film Torneranno i prati di Ermanno Olmi.
Il film si è avvalso della collaborazione della Fondazione Calabria Film Commission.
Oltre al Bifest di Bari, “Io non ti lascio solo” ha partecipato al Festival del Cinema Italiano di Madrid; nel 2025 al Cinema ragazzi con Giffoni; all’Hamburg International Film Festival; al Locarno Film Festival (Locarno Kids); è stato film d’apertura del Giffoni Macedonia Youth Film Festival, ha preso parte al
Castellinaria Festival del Cinema Giovane e tornando al 2026, in concorso al Moscow International Children’s Film Festival ed è stato selezionato anche per il Concorso all’ International Children’s Film Festival in India a metà aprile prossimo.
Chiediamo a Fabrizio Cattani qualche approfondimento: “Fin dalla prima mondiale al Festival di Locarno ad agosto dell’anno scorso – racconta – il film è stato accolto molto bene, diciamo che è un film in particolare per famiglie e per bambini diciamo dai 9 ai 13 anni. L’ho girato in un mese a novembre del 2024, poi c’è stata una lunga post produzione, soprattutto sono stati complessi gli effetti speciali necessari alla scena che ricostruisce una lotta fra cani. Con questo film per una volta mi sono scostato in parte dai miei classici temi sociali-drammatici, però si mantengono le tematiche a me care in quello che è un film di formazione avventuroso, si tratta ad esempio il tema del dolore come viene affrontato dal bambino e dall’adulto, e che il dolore se ben elaborato diventa un punto di forza”. Quanto al protagonista, “Ho subito pensato a Giorgio Pasotti, e davvero è stato fantastico. Ringrazio la nostra concittadina Tilde Corsi, per la sua partecipazione alla produzione”.
Quanto ai bambini protagonisti? “Individuarli non è stato semplice, abbiamo fatto provini ad oltre 200 bambini, alcuni fra l’altro già con esperienze, alla fine abbiamo scelto due esordienti. Filo è Andrea, di Pompei, Rullo è Michael di Follonica e Amelie è Judith, di Moneglia”.
Fabrizio Cattani chiude con un annuncio: “Pensiamo di proiettare il film anche a Carrara, alla presenza degli attori”.
Massimo Braglia

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