Carrara “Tradizione, innovazione, futuro”: nelle tre parole scelte per illustrare l’inaugurazione del Nuovo laboratorio della società Furrer di via Covetta, vi è la sintesi di una azienda nata ormai 77 anni fa, fondata da Giuseppe Furrer, e che ormai da decenni sotto la guida della famiglia Mazzi ha saputo sempre mantenere molto alta l’asticella della qualità, della competività, della affidabilità nel mondo. Anche attraverso investimenti importanti e un po’ contro corrente rispetto allo scenario internazionale, ovvero la decisione di rinnovare completamente il laboratorio dove diventano realtà gli straordinari progetti firmati dall’azienda carrarina in tutto il mondo.

L’inaugurazione si è tenuta nella giornata di mercoledì 9 settembre.
“Inizialmente – ricorda Paolo Mazzi, amministratore delegato dell’azienda, presidente è il padre Gino, cavaliere del lavoro – avevamo la necessità di sostituire una fresatrice e pensavamo di limitarci a quello. Ma poi, per caso, in una libreria di Bologna, ho trovato un’agenda Furrer del 1967, nella quale vi era una grande foto e la scritta, riferita all’anno precedente, cioè il 1966, che era stato inaugurato un nuovo capannone. In realtà – aggiunge – già stavamo riflettendo che forse era il caso di rinnovare tutto, e a quel punto, mi è sembrato quasi un segno: a 60 anni di distanza, ecco un altro grande investimento. All’epoca quindi il nuovo capannone, oggi un laboratorio completamente rinnovato con sette nuovi macchinari per ogni tipo di lavorazione, dalle frese alle water jet, contornatrici, calibratici e il resto, più tutta l’impiantistica e la parte in muratura. Sei mesi di tempo ci sono voluti, ma il lavoro non si è mai fermato, né avrebbe potuto visto che stiamo seguendo nove grandi progetti nel mondo, abbiamo diviso il capannone in tre aree e siamo andati avanti a compartimenti”.
Cifre non ne fornisce, ma sembra di capire che si tratti di un investimento multimilionario.
“L’azienda – ricorda ancora Paolo Mazzi – ha 87 anni, e nel mondo è conosciuta in particolare per i suoi progetti, non solo per le cave e la trasformazione del marmo. Di quelli in corso, il più noto è probabilmente quello relativo all’Orient Express, ovvero il revolving di tutte le componenti lapidee del famosissimo treno”.
Non a caso una ventina di giorni fa sui social l’azienda Furrer aveva scritto: “I viaggi senza tempo meritano materiali senza tempo.
L’iconico Orient Express ha intrapreso un nuovo capitolo della sua storia, ricostruendo i suoi interni iconici pur mantenendo l’eleganza che lo ha definito per generazioni.
Siamo orgogliosi che la pietra naturale Furrer sia diventata parte di questo progetto straordinario, portando l’artigianato di Carrara su uno dei treni di lusso più iconici del mondo.
Dalla scelta attenta del marmo alla lavorazione su misura, ogni dettaglio contribuisce a creare un’esperienza in cui il design, la tradizione e l’eccellenza italiana viaggiano insieme”.
Tornando all’inaugurazione del Laboratorio, sono intervenute anche le autorità provinciali, per palazzo civico era presente l’assessore Carlo Orlandi, il quale ha sottolineato l’importanza per il territorio di simili realtà che portano alto nel mondo il marmo di Carrara. Non poteva mancare la benedizione di don Marino, parroco di Avenza.
Capitolo dipendenti.
“Solo al piano sono 70 – ricorda Paolo Mazzi – dei quali 35 per il team progetti. E abbiamo 35 installatori storicamente legati a noi in giro per il mondo”.
Insomma, dinamismo e voglia di investire nonostante il momento non semplice, per dirla con un eufemismo, a livello globale, fra guerre e tensioni crescenti.
“Certo – aggiunge Paolo Mazzi – il momento è difficile, ma noi restiamo con un outlook positivo. Siamo un’azienda integrata, con tre divisioni – estrazione, lavorazione, progetti – e che forte della conoscenza del passato, può guardare al futuro con serenità e aggressività. E questo grazie anche al nostro personale. Ci tengo a dire che gran parte del lavoro è stata fatta direttamente dai ragazzi del laboratorio, un gruppo coeso, affiatato, e che spesso si sono fermati anche oltre l’orario, di loro iniziativa. In un’impresa come la nostra il capitale umano è davvero fondamentale, è stata una grande soddisfazione per noi veder portare a termine così il nuovo laboratorio”.

Massimo Braglia


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