Carrara La situazione del cantiere della Caravella è al centro del nuovo intervento di Filippo Mirabella, consigliere comunale di opposizione. Lo spunto, spiega, è il video diffuso anche sui social da palazzo civico e frutto della prevista comunicazione istituzionale. Secondo Mirabella, l’architetto illustra sì il progetto, ma non ci sarebbero “richiami puntuali agli atti progettuali e alla documentazione tecnica ufficiale”. Insomma, “parole rassicuranti e promesse future raccontano una versione dei fatti diversa dalla realtà. Peccato che la realtà, come spesso accade, sia molto meno cinematografica”.

https://www.coseincomune.it/2026/03/26/lavori-in-corso-caravella/

Osserva inoltre Mirabella: “Il progetto della Caravella non è un intervento qualunque: parliamo di oltre 2,6 milioni di euro, di cui circa 2,5 milioni finanziati dal PNRR . Un investimento inserito nella Missione 5 – inclusione sociale – che dovrebbe trasformare l’area in una vera cittadella dello sport con: palestra, skatepark, pista di pattinaggio, riqualificazione del verde, recupero recinzione di marmo sotto la sovraintendenza delle Belle Arti ed efficientamento degli impianti”. E ricorda: “Nel 2024 si parlava già di lavori con termine previsto entro il 2025 l’assessore Moreno Lorenzini indicava tempistiche non coerenti con l’andamento dei lavori già all’epoca .
Oggi purtroppo siamo al 31 marzo 2026, data cruciale per i progetti PNRR. E
cosa mostra il video? Un cantiere che non appare affatto in fase di completamento e addirittura lo “speaker” arriva a sostenere che in un secondo momento, si faranno la recinzioni e le alberature!? Domanda : scusate, ma siamo davanti a un’opera in ritardo o a una narrazione che non chiarisce le criticità? Il progetto – insiste Mirabella – prevedeva la riqualificazione della recinzione in marmo, nuove piantumazione e la riorganizzazione completa dell’area nei tempi di chiusura e di consegna dell’opera alla città cioè il 31 Marzo 2026 e invece nel video, sempre l’architetto parla di queste opere come interventi da fare “dopo”. Dopo cosa? Dopo le scadenze PNRR? O peggio ancora dopo aver raccontato ai cittadini una realtà che ancora non esiste? Conclusione: dalla “città che cambia” alla realtà che non arriva, il passo è breve!”, sottolinea Mirabella. (B.C.)


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