
Carrara
Jorge Romeo e Héctor (conosciuto anche come Eduardo) “Mono” Carrasco con ‘America Rovesciata’ sono i primi artisti a esporre nel fondo di via Santa Maria a Carrara, che ospiterà una serie di iniziative a seguito dell’avviso pubblico del Comune che, in coprogettazione con Erp, ha messo a disposizione gratuitamente il locale.
A inaugurare il ciclo di appuntamenti domani sabato 4 aprile alle 17.30 è la mostra ‘America Rovesciata che presenta le opere dello scultore argentino Jorge Romeo e dell’artista muralista cileno Héctor “Mono” Carrasco, due autori latinoamericani accomunati da una ricerca artistica profondamente legata alla memoria storica, all’identità e all’impegno civile.
America Rovesciata, si aggiunge in una nota, nasce come momento di riflessione e commemorazione nell’ambito di “Né oblio né perdono – Carrara ricorda i 50 anni dal golpe civico-militare in Argentina”, ricorrenza che invita a mantenere viva la memoria delle violazioni dei diritti umani e delle ferite lasciate dalle dittature sudamericane. Attraverso linguaggi differenti, la materia scultorea e il segno muralista, i due artisti costruiscono un dialogo visivo che attraversa confini geografici e generazioni, interrogando il rapporto tra storia e presente. Come si sottolinea nella nota, le opere esposte restituiscono uno sguardo capace di ribaltare prospettive consolidate, evocando resistenza, memoria collettiva e speranza. La mostra si propone come uno spazio di incontro tra arte e coscienza civile, in cui Carrara diventa luogo di ascolto e condivisione, riaffermando il valore della memoria come atto vivo e necessario.
La mostra, visitabile con ingresso libero da mercoledì a domenica dalle 16 alle 19, fino al prossimo 3 maggio, prosegue nella vicina Galleria Teke, sempre in via Santa Maria, che ospita altre opere dei due artisti.
L’iniziativa ha il patrocinio del Comune, mentre lo sponsor tecnico è Erp Massa-Carrara che gestisce l’immobile e si svolge con la collaborazione di Anpi.
Approfondiamo la biografia dei due artisti. Jorge Romeo (autore fra l’altro della scultura dedicata a Che Guevara al Baluardo), arriva in Italia nel 79 da Buenos Aires; perito chimico, delegato di fabbrica all’azienda farmaceutica Eli Lilly e contemporaneamente studente di Belle Arti, fugge dalla dittatura e arriva a Carrara. Fa diversi lavoretti per mantenersi, anche l’aiuto pizzaiolo, ma grazie alle sue capacità riesce a imporsi con la scultura; il primo studio è stato alla vecchia stazione di San Martino, poi a Villa Quaglino e ora da molto tempo negli spazi di Giannotti, sempre a San Martino. Questa è la 27.a personale.
Il binomio con Hector Eduardo “Mono” Carrasco, che vive invece a Gabiano Monferrato in provincia di Alessandria, è nato grazie alla comune amicizia con Marcello Forconi, di Lido di Camaiore, presente anch’egli durante l’allestimento della mostra in via Santa Maria oggi pomeriggio, venerdì 3 aprile; Forconi ha conosciuto Carrasco alla presentazione in zona del suo ultimo libro, “Cile Italia, sola andata. Storia di un profugo cileno”. Ne è nata un’amicizia, Forconi già conosceva Romeo e quindi è nata l’idea di una mostra in tandem, che mette insieme due esuli. Carrasco fuggì nel ’74 dalla dittatura cilena di Pinochet: a Santiago aveva dipinto con Roberto Sebastian Matta un importante murale, più volte coperto negli anni della dittatura e oggi restaurato e Patrimonio Culturale. In Italia è stato a Roma, Bologna, Milano (dipendente della Rusconi e studente di architettura), in Liguria e infine a Gabiano Monferrato, è stato fra l’altro il manager per l’Italia degli Inti Illimani, per i quali ha organizzato decine di concerti.
Una mostra di grande interesse sia per il valore artistico delle opere in esposizione, ma anche per conoscere da vicino due artisti con molte cose da raccontare (per altro Carrasco ha pubblicato cinque libri).
Massimo Braglia

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