


Carrara Da oltre 75 anni non ha mai saltato un appuntamento elettorale. Ecco la signora Fiorella Nicodemi (nella foto qui sopra, la prima a destra, al suo fianco la sorella Rosella, al centro Bruno Lazzoni presidente di seggio), 97 anni – ne compirà 98 il prossimo 23 maggio – che con grande determinazione e convinzione questa mattina, domenica 22 marzo 2026, intorno alle 11 vota per il referendum sulla giustizia al seggio 25 di Nazzano, presieduto da Bruno Lazzoni. E alle scrutatrici spiega: “Bisogna votare sempre, voi non sapete cosa significava per noi donne vedere gli uomini andare a votare e noi no”. Lei quel 2 giugno 1946 in cui fu concesso il suffragio alle donne aveva da poco compiuto 18 anni, visto che come detto è nata il 23 maggio del 1928 a Fossola, e pertanto non aveva ancora i 21 anni richiesti, ma lo ricorda ancora come “Un giorno bellissimo. Io ero stata in classe alle elementari con la contessina di Fossola Maria Rosa De Juliis, e le dissi: mi dispiace, ma io voterei per la Repubblica”.
Da allora, l’appuntamento fisso con le urne, non appena ha compiuto i 21 anni (poi l’età è stata abbassata a 18, dal 2022 anche per il Senato): “Grazie a Dio, sono sempre stata in salute nei giorni delle elezioni. Sono e mi sento italianissima, abbiamo lottato tanto per poter votare, e ora non se salto nemmeno una, credo che sia un diritto ma anche un dovere”.
Nonostante l’età non più verde, la signora è sempre lucida, informata su tutto, anche i temi d’attualità. Ha un unico rammarico, quello di non aver potuto studiare per un diploma da maestra, si è dovuta fermare alla terza media perché c’era bisogno in casa, anche poche notti fa si è sognata che andava a iscriversi alle superiori. Aiutava, lei la prima figlia, il padre nei campi, nelle vigne, poi entrò alla D’Avenza, ex Abital: “Il titolare era il signor Ackermann, abbiamo preparato gli abiti per Re Faruk e tutti i componenti della corte”. Ha ancora il primo stipendio del 1954, 33mila lire.
Erano quattro sorelle e un fratello, le sono rimaste due sorelle più giovani.
Ha conosciuto da vicino anche la guerra: i tedeschi hanno bruciato la casa dei nonni materni a Fontia, gli americani hanno bombardato la casa in cui viveva di Fossola nel maggio del 1944: “Volevano bombardare la stazione, ma le bombe sono andate un po’ dappertutto – ricorda ancora – io ero nei campi, mi sono ritrovata scaraventata in un fossato, ma per fortuna senza nemmeno una scheggia: vedevo tutto buio, mi hanno tirato su, stavo bene”.
Si era rimboccata le maniche, lei e la sua famiglia, e avevano ricostruito la casa di via Agricola a Fossola. Ora invece abita a Sant’Antonio, con la figlia Simonetta; ha un altro figlio, Alessandro, e due nipoti.
“Ora mi piacerebbe poter votare anche per le prossime elezioni comunali di Carrara”, racconta, e spiega di ricordarsi tutti i sindaci del dopoguerra per i quali è andata alle urne. Ancora lucidissima, autonoma, si tiene sempre informata su tutto. E ha una certezza: “Si impara qualcosa tutti i giorni”.
Davvero un bel messaggio, dalla signora Fiorella, di cultura democratica, civica e civile.
Massimo Braglia

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