
Carrara Erano riusciti a farsi consegnare da una anziana di Colonnata oltre tre etti d’oro, un quantitativo che avrebbe potuto fruttare almeno 40mila euro, viste le quotazioni alle stelle. Ma per i due giovani anziché le porte di un Comprooro si sono spalancate quelle del carcere. Sono stati infatti bloccati dai Carabinieri delll’Aliquota Operativa della Compagnia di Carrara. L’episodio risale ai giorni scorsi, a quanto si spiega in un comunicato dell’Arma, per la precisione al pomeriggio di martedì 10 marzo 2026; l’arresto in flagranza di reato è scattato per due giovani, un 28enne e un 25enne
originari di Napoli, ritenuti responsabili di aver compiuto, in concorso tra loro, una truffa, come detto, ai danni di una persona anziana.
Si ricostruisce che la pattuglia dell’Arma, durante un servizio finalizzato al contrasto dei reati cosiddetti predatori (furti, rapine, truffe ecc.) ha individuato una Fiat 500 L transitare in viale XX Settembre con a bordo due
persone. I militari hanno fermato e proceduto al loro controllo, effettuando anche una perquisizione personale e veicolare. Durante le attività, nel giacchetto di uno dei due soggetti è stato rinvenuto un sacchetto di cellofan con all’interno molti monili in oro dal peso complessivo di circa 350 grammi.
I Carabinieri hanno successivamente accertato che i due fermati avevano, poco prima, perpetrato una truffa ai danni di una anziana di Colonnata mediante la tecnica del “finto maresciallo dei carabinieri”. La vittima, circa un’ora prima, aveva ricevuto una telefonata da parte di un sedicente maresciallo il quale la informava del fatto che avevano arrestato la figlia poiché aveva investito una ragazza minorenne con la propria autovettura e, per liberarla, era necessario pagare 9000 euro o fornire l’equivalente con monili in oro. Da lì a poco sarebbe passato a casa un collega a ritirare il denaro o l’oro.
L’anziana, spaventata dalla notizia, ha raccolto tutto l’oro che aveva in casa, mettendolo in una busta di cellofan. I malfattori, per evitare che nel frattempo la donna potesse avvisare qualcuno, hanno continuato a tenere aperta la conversazione telefonica per bloccare eventuali tentativi di chiamare il 112 o i parenti.
Dopo qualche minuto si è presentato a casa della vittima uno dei due fermati che ha ritirato il bottino e si è dileguato.
A seguito dell’arresto, i due uomini sono stati trattenuti nelle camere di sicurezza della Compagnia di Carrara a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. Nel pomeriggio dell’11 marzo si è tenuta l’udienza di convalida dell’arresto, durante la quale i due fermati hanno potuto fornire elementi a propria discolpa. Al termine della convalida, sono stati associati al carcere di Massa. La refurtiva è stata completamente recuperata e sarà restituita alla signora.
In merito al fenomeno delle truffe alle persone con fragilità, i Carabinieri del Comando Provinciale di Massa-Carrara invitano la cittadinanza a diffidare sempre da richieste di denaro o gioielli: nessun appartenente alle forze di polizia chiederà mai contanti, gioielli o bonifici a domicilio per cauzioni o per risolvere questioni legali.
La raccomandazione è che, se si riceve una chiamata sospetta, la prima cosa da fare è telefonare al 112 e/o chiedere aiuto a parenti e vicini di casa. (B.C.)

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