Massa-Carrara Otto arrestati (fra i quali una donna) e altri cinque indagati: sono accusati di essere parte di un’associazione a delinquere specializzate nei furti, ma non solo. L’operazione è stata denominata “Settimo comandamento atto II”.

Come si spiega in un comunicato, i Carabinieri del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo del Comando Provinciale della Spezia, nelle prime ore di questa mattina, venerdì 3 aprile 2026, nella stessa provincia spezzina ed in quelle di Torino, Massa-Carrara, Prato, Pistoia, Lucca, Pisa e Novara, con il supporto dei rispettivi comandi territoriali e dei reparti specializzati – S.O.S. (Squadre Operative di Supporto) del 2° Btg. “Liguria” e del 6° Btg. “Toscana”, A.P.I. (Aliquote di Pronto Intervento) del Nucleo Radiomobile e personale specializzato nelle cyber investigazioni del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Genova – che hanno concorso nelle operazioni di cattura e di perquisizione di vari obiettivi, hanno dato esecuzione ad un’Ordinanza di Applicazione di Misure Cautelari del Tribunale della Spezia Ufficio del Giudice per le Indagini Preliminari emessa, in data 19 marzo 2026, su richiesta della Procura della Repubblica presso il Tribunale, nei confronti di un’associazione per delinquere finalizzata alla consumazione di una serie indeterminata di delitti e, in particolare, furti in abitazione. Il sodalizio criminoso, si aggiunge nella nota, è composto da 13 persone, 9 uomini e 4 donne, indagate per il reato di cui all’art.416 del codice penale (associazione per delinquere) nonché per gli specifici reati.

Nei confronti di 8 persone (di cui una donna) è stata disposta la custodia cautelare in carcere mentre le altre 5 sono indagate in stato di libertà. La base operativa è stata individuata a Sarzana presso un “campo” appartenente a membri di una famiglia “Sinti” di origine piemontese da tempo stabilitasi nella provincia spezzina. Due soggetti del sodalizio sono stati individuati quali promotori, organizzatori e capi, mentre altre 11 persone, di età compresa tra i 25 e 49 anni, hanno assunto il ruolo di partecipi all’associazione in quanto hanno messo in atto condotte riconducibili, a vario titolo, ad attività predatorie, appoggio logistico, ricettazione della refurtiva, messa a disposizione di auto/motoveicoli, attività di contrasto ad eventuali investigazioni. Le indagini sono iniziate nel mese di gennaio del 2025, a seguito di un’accurata analisi del fenomeno criminoso, che in quel periodo aveva allarmato la popolazione della provincia spezzina e della vicina Lunigiana, in particolare una serie ravvicinata di furti in abitazione e tentativi spesso commessi ai danni di persone anziane o comunque vulnerabili. In tale contesto è stata evidenziata una somiglianza con le condotte poste in essere da un gruppo criminale già monitorato dal Nucleo Investigativo, nell’ambito dell’indagine denominata “Settimo comandamento” del 2019, e questo ha consentito di avere i primi elementi per avviare le investigazioni. Nell’ambito delle indagini, oltre alla struttura associativa, sono stati raccolti elementi per attribuire, alle varie persone indagate, responsabilità in ordine ai singoli reati di furto, ricettazione, violazione della normativa armi, e sono stati ricostruiti oltre 80 episodi di furti consumati e tentati nelle province della Spezia, Massa-Carrara, Firenze, Pistoia, Lucca e Parma con un danno complessivo stimato in oltre 400.000 euro. Di particolare interesse, sottolineano i militari dell’Arma, il modus operandi che vedeva i vari soggetti particolarmente abili nel commettere i furti e nell’eludere le ricerche sia mediante impiego di veicoli, anche rubati, con apposizione di targhe contraffatte, realizzate artigianalmente, clonando quelle di veicoli dello stesso tipo (marca e modello) ma riconducibili a soggetti estranei, sia cambiando più volte i capi di abbigliamento durante la stessa giornata (la mattina uscivano di casa con vestiti di un determinato colore e nel pomeriggio rincasavano con altri capi completamente diversi da quelli del mattino). Quest’ultimo accorgimento veniva utilizzato anche con lo specifico abbigliamento da motociclista (caschi e giubbotti tecnici di differente foggia e colore nelle diverse ore della giornata): sintomatico di camaleontiche capacità per sottrarsi alle investigazioni. Le odierne operazioni hanno visto l’impiego di 120 militari e 50 veicoli. Nel corso delle perquisizioni, tuttora in atto, si è proceduto al sequestro di beni di probabile provenienza illecita, preziosi, denaro, veicoli, elettrodomestici, armi, abbigliamento.

Le persone arrestate, al termine delle procedure di rito, saranno accompagnate presso le Case Circondariali interessate.

Si osserva che, per il principio della presunzione di innocenza, la colpevolezza della persona sottoposta ad indagine in relazione alla vicenda sarà definitivamente accertata solo ove intervenga sentenza irrevocabile di condanna. Il procedimento è nella fase delle indagini preliminari. (B.C.)


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