
Carrara Sul caso movida, è tornato a riunirsi in questi giorni il Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, presieduto dal Prefetto di Massa-Carrara, Gaetano Cupello. Al Comitato hanno preso parte il Sindaco di Carrara, Serena Arrighi, il Vice Sindaco di Massa, Andrea Cella, il rappresentante del Presidente della Provincia di Massa Carrara, Marco Andreani, il Vicario del Questore, Maria Antonietta Curtolillo, il Comandante Provinciale dell’Arma dei Carabinieri, Alessandro Dominici, il Comandante Provinciale della Guardia di Finanza, Massimo Manucci. Inoltre, erano presenti i locali rappresentanti delle associazioni di categoria Confcommercio, Confesercenti, Fipe, Cna e Confimpresa.
Il Prefetto, si spiega in una nota, ha ricordato i risultati positivi conseguiti a seguito delle misure messe in campo, con l’implementazione dei servizi di vigilanza ad opera delle forze dell’ordine, l’individuazione delle zone a vigilanza rafforzata (zone rosse) nei due comuni, l’adozione da parte dei Sindaci di Massa di Carrara delle ordinanze condivise in sede di CPOSP (il Comitato provinciale stesso, ndr), di limitazione degli orari di chiusura dei pubblici esercizi e di vendita di bevande in vetro e di bevande alcoliche da asporto.
https://www.brandcarrara.it/massa-e-carrara-ulteriori-rinforzi-per-controllare-la-movida-dopo-i-recenti-fatti-di-cronaca-lo-ha-deciso-il-comitato-provinciale-per-lordine-e-la-sicurezza/
Peraltro, si aggiunge, “considerato che si sono comunque verificati alcuni recenti episodi, è stata accolta favorevolmente la stipula da parte dei Comuni e delle Associazioni di categoria di dedicati Protocolli nel cui ambito è prevista l’istituzione, da parte delle amministrazioni locali di Massa e di Carrara, di uno specifico servizio, tramite appositi addetti, preposti ad incentivare la civile convivenza durante l’apertura serale dei pubblici esercizi, che entreranno a pieno regime a decorrere dalla prossima settimana”. Pertanto, anche alla luce di questa ulteriore misura, è stato condiviso che, dal 12 giugno al 12 luglio prossimo i Comuni di Massa e di Carrara provvederanno a consentire un prolungamento dell’orario di chiusura dei pubblici esercizi, che potrà avvenire entro le ore 01:30, con mezz’ora di tolleranza per il ritiro dal suolo pubblico dell’attrezzatura, di sedie e di tavoli, che dovranno essere resi assolutamente indisponibili dopo tale orario.
Peraltro, la tematica sarà oggetto di frequenti continue verifiche, anche in sede di CPOSP, al fine di monitorare l’andamento del fenomeno e di adottare le conseguenti iniziative.
Su Marina di Carrara, fra l’altro, gli street tutor hanno già debuttato ieri sera venerdì 5 giugno, erano sei; altri quattro arriveranno su Carrara centro venerdì prossimo.
Sul tema movida, il consigliere di opposizione Filippo Mirabella della lista Ferri, in una nota, chiede trasparenza e chiarezza. In merito agli street tutor, scrive, è “Un progetto calato dall’alto, annunciato come innovativo, ma senza una reale e chiara spiegazione ai cittadini dei benefici concreti attesi. Tra l’altro il Comune di Carrara non aveva preso nessun finanziamento ( Massa 110.000 euro) per accrescere il livello di sicurezza delle nostra città come aveva spiegato il presidente della Regione Eugenio Giani, attuando invece un’operazione prevalentemente comunicativa, sostenuta da una forte esposizione a mezzo stampa e annunciata in tempi molto rapidi prima che fossero chiariti tutti gli aspetti operativi del progetto. E ora l’annuncio della Arrighi e dell’Assessore Nardi sull’attivazione dei primi dieci “street tutor” a Marina di Carrara e nel Centro storico sta sollevando numerosi interrogativi”.
E aggiunge: “Gli street tutor: chi sono davvero?Quali titoli professionali possiedono? Che tipo di formazione hanno ricevuto per operare in contesti delicati, a contatto con giovani e minori? Sono educatori, mediatori sociali, operatori della sicurezza o personale assunto tramite società esterne? Con quale procedura sono stati selezionati? E soprattutto: quanto costa questo servizio ai cittadini? Non si tratta di essere contrari a priori, il punto è un altro: permangono interrogativi sulla trasparenza e sulle modalità operative del progetto. Quando si introducono nuovi progetti che incidono sulla gestione della città e utilizzano risorse pubbliche, i cittadini hanno diritto a conoscere non solo gli obiettivi dichiarati, ma anche: chi li realizza, con quali competenze e con quali costi. Ma soprattutto con quali risultati attesi e verificabili”. A detta di Mirabella, “Gestire la malamovida, l’abuso di alcolici e le tensioni notturne nei fine settimana non è un gioco, né un compito che si può affidare se non a professionisti formati. La legge della Regione Toscana 11/2020 parla chiaro: Art. 21 “Collaborazione con associazioni di volontariato”, con la quale gli enti locali possono stipulare convenzioni per realizzare collaborazioni rivolte a favorire l’educazione alla convivenza, al senso civico e al rispetto della legalità e alla mediazione sociale. In ogni caso, la Giunta regionale prevede che i volontari impiegati in questi progetti ricevano una formazione specifica sui limiti del loro ruolo e sulle tecniche di comunicazione non violenta. I requisiti di natura psichica e fisica necessari allo svolgimento delle azioni devono essere adeguatamente assicurati, e gli enti locali inoltre definiscono specifiche tariffe per l’esecuzione di attività a favore di terzi, a condizione che riguardino comunque attività di pubblico interesse. La stessa legge prevede anche la “sicurezza partecipata”, riconoscendo la promozione di iniziative tramite i gruppi di vicinato o i gruppi di cittadinanza attiva, con l’obiettivo di promuovere il rispetto della legalità, la mediazione dei conflitti, l’integrazione e l’inclusione sociale. (Su questo tema l’amministrazione ha già espresso parere contrario bocciando una mozione della nostra lista). La sensazione – prosegue Mirabella – è che l’amministrazione stia privilegiando l’aspetto comunicativo dell’iniziativa, con modalità che rischiano di apparire più orientate alla ricerca di consenso politico che alla presentazione di un progetto dettagliato e verificabile. In conclusione al quarto anno di mandato si parla molto di sicurezza, di movida, di prevenzione e di vivibilità. Ma tra un annuncio e l’altro resta una sensazione diffusa: quella di iniziative calate dall’alto, raccontate bene, ma spiegate solo a metà”.

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