Carrara Ha superato quota 100 gol in carriera (101 per la precisione), ma i tre memorabili non sono entrati nelle statistiche. Stiamo parlando di Max Benfari, grande doppio ex della sfida di venerdì 23 gennaio tra Carrarese ed Empoli. A Empoli Massimiliano ha esordito in A a 18 anni, nell’87-88, 4 gettoni con Salvemini allenatore (contro il Torino) e in B l’anno successivo; poi anche in C1, 89-90, la prima stagione da quasi titolare (22 presenze e una rete). Poi in prestito in C2 a Prato (10 reti), Pistoia (ancora 10), Mantova (9 centri), il ritorno a Empoli in C1 nel 93-94 (4 reti), e poi il passaggio definitivo alla Carrarese, quattro stagioni e mezzo da protagonista in C1. 3 reti e 25 gettoni nel 94-95 (prima Lavezzini poi Orrico), poi l’esplosione con Baldini (le prime 4 partite in condominio con Orrico): 15 gol nel 95-96, 11 nel 96-97; l’anno di Braglia, Boldini, Vitali, ha un grave infortunio al ginocchio, 6 reti e 19 presenze nel 97-98, nel 98-99 reduce dall’infortunio, fatica a trovare spazio con Tazzioli, l’unica rete che segna è da cineteca, la storica rovesciata con l’Arezzo a 2′ dalla fine, sull’1-1 (sullo slancio, al 90′ Polidori farà il 3-1). C’è l’occasione della Fermana, ambiziosa: Benfari va e contribuisce alla promozione in B dei marchigiani con 4 reti, resta anche in B l’anno successivo ma gioca solo 9 gare, e allora va all’Arezzo ancora in C1, altri 15 gol in 29 gare nel 2000-2001 (ovviamente, doppietta dell’ex al ritorno ad Arezzo), meno bene nel 2001-2002, 2 gol e 19 gare, in campo anche nello storico e assurdo playout: 2-1 ad Arezzo per la Carrarese (subentrò al 77′), 3-0 per l’Arezzo al Dei Marmi (uscì al 64′ per Bricca, sul 2-0, e proprio Bricca realizzò il gol della sicurezza al 78′).

Poi due anni in C2 a Montevarchi e la chiusura in Eccellenza al Montemurlo. Adesso, ci racconta, allena gli allievi dell’Affrico e insegna pallone alla scuola calcio della stessa società.

Dicevamo dei tre gol più noti, la storica tripletta del 15 marzo 1996, quando la Carrarese di Baldini in rimonta, in amichevole al Dei Marmi sconfisse la Juve dell’ex azzurro Lippi, 3-2 (a Ferrara e Padovano, a segno nel primo tempo, rispose Benfari al 68′, 87′ e 89′); la Juve stava preparando la partita con il Real, ritorno dei quarti di finale, giocata 5 giorni dopo a Torino, i bianconeri vinsero 2-0; forse fu salutare quello stop con gli azzurri, in quell’anno la Juve vinse l’ultima Champions.

“Per me che sono un tifoso della Fiorentina, e frequentavo tifosi molto appassionati della Viola, fu sicuramente inaspettato ma fu una grande soddisfazione quella tripletta. E poi per almeno dieci giorni a Firenze parlavano dei miei gol, addirittura mi dedicarono un coro allo stadio”, racconta Max, 57 anni compiuti il 9 gennaio scorso, attaccante letale in area di rigore, intelligente, moderno. Assicura che si tiene ancora in forma, quando può va in bici, e allenare i giovani è sicuramente un toccasana per restare giovane.

Partiamo dall’Empoli, dove arrivò a tredici anni dall’Isolotto.

“Dell’Empoli – riprende Benfari – ho ricordi bellissimi, sono partito ragazzino, ho fatto tutta la trafila nelle giovanili fino ad arrivare alla prima squadra e al debutto in serie A. Devo tanto all’Empoli, poi dopo i vari prestiti sono arrivato definitivo alla Carrarese”.

Quattro stagioni e mezzo da protagonista e la doppietta dell’ex nell’ultimo precedente in campionato fra le due squadre, curiosamente anche in quell’occasione alla 21.a di campionato, il 4 febbraio 1996: a segno nella ripresa, al 67′ e 82′. Baldini sulla panchina azzurra, Pelagotti-Spalletti su quella dell’Empoli.

“Ricordo bene il secondo gol, Campioli mise una palla in mezzo, anticipai un difensore e segnai. Se non sbaglio pioveva”.

Benfari e la Carrarese: “Sono stati cinque anni belli, intensi, sono stato bene con i dirigenti, con il presidente, con Walter Devoti, con tutti. Eravamo una squadra di amici, ci aiutavamo tutti. Poi a gennaio del 99 ci fu l’occasione sia per la Carrarese che per me, perché mi fecero un contratto veramente importante e anche la Carrarese prese diversi soldini, però se era per me io rimanevo a vita lì a Carrara. Fu un dispiacere sul piano umano, ricordo che un anno firmai anche un contratto in bianco pur di rimanere, a Luni ci si allenava benissimo, ripeto eravamo amici veri, ho avuto tante soddisfazioni personali”.

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Ad Arezzo hai giocato nella partita più incredibile mai vista al Dei Marmi, lo 0-3 nel playout di ritorno 2001-2002…

“Ci furono tante polemiche, tanti discorsi, tante chiacchiere intorno a quella partita, però io personalmente non ho assistito a niente di particolare in campo e nemmeno all’esterno, te lo dico sinceramente, anche se in effetti fu una gara strana. Sicuramente fu una partita particolare per me, a Carrara ero stato bene e anche ora la prima cosa che faccio è andare a vedere il risultato della Carrarese, quella maglia me la sento ancora addosso”.

Che effetto ti fa vedere la Carrarese in Serie B?

“Sono contento, sono proprio contento. E’ un premio anche per i tifosi, che avevano bisogno di assistere a certi campionati importanti, c’è entusiasmo ed è bello che la città abbia questa soddisfazione. Mister Calabro ha davvero fatto un lavorone. La B è un campionato difficilissimo, anche se io l’ho giocato non molto e tanti anni fa, ma è sempre stato così, con giocatori molto importanti, è un campionato imprevedibile”.

Arriviamo al derby di venerdì 23 gennaio alle 20,30, che partita ti aspetti?

“La Carrarese affronterà un osso duro, l’Empoli è reduce da una sconfitta interna, una partita non giocata bene, si vorrà rifare e in trasferta ha già vinto. Però la Carrarese è in salute e a Carrara non è facile per nessuno fare risultato”.

Insomma, per Max Benfari sarà un derby sul filo dell’equilibrio.

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Nell’ultimo derby di 30 anni fa fra Carrares ed Empoli come detto per la Carrarese in panchina c’era Silvio Baldini. E le migliori stagioni in azzurro per Max Benfari sono state proprio con Baldini: 15 e 11 gol (oltre alla tripletta con la Juve): “Silvio Baldini oltre che un bravissimo allenatore è anche un uomo vero, uno che ti dice le cose in faccia; sono queste le persone che piacciono a me, e si merita tutto quello che ha ottenuto e che sta ottenendo; sono proprio contento che ora sia l’allenatore della Nazionale Under 21, personalmente mi ha insegnato tanto, in campo e fuori dal campo, lo stimavo e l’ho sempre preso ad esempio. Ho ottimi ricordi di lui e gli auguro il meglio”. (M.B.)


3 risposte a “Max Benfari, doppio ex di Carrarese e Empoli: “A Carrara sarei rimasto a vita”. Una sua doppietta decise l’ultimo derby al Dei Marmi, 95-96 (ed era la 21.a giornata anche quella volta). L’intervista”

  1. Avatar Fabrizio Bertelli
    Fabrizio Bertelli

    Spettacolo

  2. Avatar Marco Brancaccio
    Marco Brancaccio

    Carissimo amico fin dall’infanzia, scuola e calcio e amicizia !
    Massi ha vissuto per il calcio e avrebbe meritato ancora di più di ciò che ha avuto, perché al calcio ha dato proprio tanto, se non tutto !
    Ma al di fuori dello sport Massi è una persona semplice e di forti valori…cosa che in un mondo dorato come quello del calcio, non deve essere scontato rimanere puri !
    Ti voglio bene amico mio, un abbraccione fortissimo !!

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