
Massa-Carrara Non giungono buone notizie dal mondo del lavoro in provincia (la foto è generata dall’intelligenza artificiale). Lo sottolinea Michele Folloni, segretario generale della Cisl Toscana Nord, sulla base dei dati del 4° trimestre 2025 relativi alle assunzioni, a vario titolo, nella provincia di Massa-Carrara, registrati e diffusi da Arti, l’agenzia della Regione che si occupa dell’avviamento al lavoro. I dati, osserva innanzitutto, “sono negativi e scontano, relativamente alle assunzioni a vario titolo messe in campo dalle imprese e dalle amministrazioni, anche pubbliche, un –7,84%, passando da 6.751 a 6.222. Nel merito delle categorie e dei relativi codici, specificatamente, le assunzioni diminuiscono nel settore “alberghi e ristoranti” di circa 200 unità, rimangono stabili nell’industria, perdono una quarantina di unità nell’edilizia e circa un centinaio nel commercio. Sempre in calo, di una settantina di unità, le Pubbliche amministrazioni. Aumentano invece – aggiunge Folloni – i servizi alle imprese, con più di 200 unità, così come trasporti e magazzinaggio, con un +50. Con l’ultimo trimestre 2025 è possibile dare un’occhiata più ampia all’andamento del settore su tutto l’anno. Il dato che avevamo già notato confrontando il 3° trimestre 2024 con il 3° trimestre 2025 era negativo e registrava un –6,33%. L’andamento complessivo è pertanto negativo e, su base annua, si passa da 33.558 assunzioni nel 2024 a 31.434 nel 2025, pari a un –6,33%”.
Questo il dettaglio specifico, con il confronto tra il 2024 e il 2025: alberghi e ristoranti: –212; industria: –466; commercio: –425; edilizia: –24; PP.AA. e scuola: –99; servizi alle imprese: +943; trasporti e magazzini: –22; “altro”: –1.847.
Analizza ancora la Cisl: “In pratica, dopo il periodo Covid avevamo assistito a una buona ripresa generalizzata, distribuita nel 2023, con una coda di beneficio anche nel 2024. Questo calo sostenuto sull’annualità, ma purtroppo anche in tendenza nell’ultimo trimestre 2025, lascia intendere un inizio del 2026 non proprio ottimale (cosa che verificheremo alla luce dei dati disponibili) e delinea quindi un quadro non particolarmente confortante. Calano le assunzioni in alberghi e ristoranti in un periodo dell’anno che dovrebbe tenere, considerato il periodo delle festività; cala sensibilmente anche l’industria. In precedenza, invece, questo dato teneva, al punto da andare anche in controtendenza rispetto al benchmark toscano, che scendeva. Evidentemente sia nel cantiere navale sia nell’indotto BH si è registrato un qualche calo delle lavorazioni che ha anticipato la crisi del primo, ma anche un probabile depotenziamento dell’indotto qualificato e specializzato dell’altro, cosa di per sé non positiva. Occorre infatti consolidare anche l’artigianato di qualità locale già presente e fare in modo che si strutturi ulteriormente intercettando lavorazioni o fasi di esse che sono ‘esternalizzate’ ad aziende di fuori, pendolarismo produttivo. Scende in modo rilevante anche il numero degli assunti nel commercio, confermando una tendenza settoriale negativa. Tiene l’edilizia, mentre calano le amministrazioni pubbliche, anche a causa delle riorganizzazioni dei servizi in area vasta e di un calo sistematico legato alla dinamica demografica”.
E ancora: “Si registra invece un forte aumento dei “servizi alle imprese”: si tratta spesso di lavoro povero, servizi collaterali poco strutturali, talvolta episodici, che indicano una riorganizzazione di attività precedentemente affidate a personale strutturato, anche a tempo determinato. Tengono i trasporti e il magazzinaggio, che risultano in aumento tendenziale nel trimestre. Preoccupa il crollo del codice “altro”: già molto mutevole e variabile, questo settore rappresenta spesso lavoro povero o episodico, caratterizzato da contratti intermittenti e saltuari, legati a eventi o situazioni non continuative nel tempo. Non è una buona notizia, perché l’alternativa a queste forme di lavoro non strutturato resta il lavoro nero. Andando ad esaminare se il lavoro “buono”, a tempo indeterminato o anche determinato, ha tenuto nel 2025 rispetto al 2024, anche per dare un contesto migliore ai dati sopra riportati relativi alle assunzioni a vario titolo effettuate dalle imprese e dalle Pubbliche amministrazioni, si verifica purtroppo una conferma negativa: le assunzioni a tempo indeterminato, cioè le stabilizzazioni, sono scese da 3.481 nel 2024 a 3.373 nel 2025. Le assunzioni a tempo determinato scendono da 18.459 a 17.697”.
In conclusione: “Stiamo entrando in una tendenza negativa, dove il lavoro “buono” cala sia a tempo indeterminato sia a tempo determinato, con picchi negativi nei settori più strutturati e una turbolenza da verificare nel medio termine sul lavoro più precario. Anche la ‘grande’ grande esportazione di marmo e di prodotti manifatturieri pesanti, che produce lavoro non sempre di qualità elevata ma comunque consistente, non inverte la tendenza, lasciando peraltro ( e sempre più ) al territorio la gestione sociale di una presenza significativa di immigrazione spesso poco strutturata nel lavoro”. (B.C.)

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