
Carrara Si è svolto oggi, 16 marzo 2026, nella Sala di rappresentanza della Camera di Commercio a Carrara, l’incontro dedicato a “I pilastri della candidatura di Massa a Capitale Italiana della Cultura 2028. Insieme con le imprese del territorio”, un momento di confronto tra istituzioni, associazioni di categoria e mondo economico per rafforzare il percorso di candidatura della città.
L’appuntamento, organizzato dal Comune di Massa e dall’ente camerale Toscana Nord-Ovest che come detto lo ha anche ospitato, come si spiega in una nota, ha rappresentato un’importante occasione per definire il ruolo strategico delle associazioni di categoria nella valorizzazione del patrimonio locale e dei servizi, nonché per individuare le modalità più efficaci di collaborazione a sostegno del dossier di candidatura.
Un dossier, come sottolineato un po’ da tutti, che ha avuto un leit motiv: avere messo insieme tutti i Comuni della Provincia, per la prima volta nella storia uniti verso un solo obiettivo, è già di per sé una vittoria. Il sindaco Persiani si è spinto a dire che “Massa e Carrara sono le due metà di una mela, quello che non ha Massa ce l’ha Carrara e viceversa, e in più c’è la Lunigiana”. E ha ammesso: “Massa da sola non avrebbe avuto la forza per competere, il valore aggiunto è stato quello di poter raccontare un unico territorio così ricco e variegato”. Oltre ad assicurare: “Ormai i giochi sono fatti, mercoledì 18 si conoscerà il nome della città vincitrice, ma comunque vada noi non ci fermeremo, porteremo avanti i progetti e questa sinergia”.
Un grande lavoro di squadra sottolineato anche dall’assessore Lara Benfatto, la quale ha ricordato come ormai da tempo insieme al Comune capofila Massa il territorio si presenti come unico quanto ad offerta turistica.
Ad aprire i lavori è stato il presidente della Camera di Commercio Toscana Nord-Ovest, Valter Tamburini, seguito dall’intervento del sindaco di Massa, Francesco Persiani, e, dopo i saluti dell’assessore al turismo del Comune di Carrara Lara Benfatto, dalla responsabile del dossier di candidatura, Irene Sanesi e dal Presidente IVC (istituto valorizzazione castelli) e coordinatore del Comitato promotore Emanuele Bertocchi. Presenti, oltre ai rappresentanti delle imprese e delle associazioni, anche l’on. Alessandro Amorese.
«Se Massa e la sua provincia diventassero Capitale Italiana della Cultura 2028 – ha dichiarato Walter Tamburini – il vantaggio per tutto il territorio sarebbe indiscutibile. È per questo che anche in questo progetto vale la regola che l’unione fa la forza. La cultura è un veicolo fondamentale per rendere il nostro territorio ancora più attrattivo dal punto di vista naturalistico, sociale e industriale. Lavorare insieme, istituzioni e imprese, significa dare più forza alla candidatura e costruire opportunità concrete di sviluppo per l’intera area».
Tamburini ha inoltre sottolineato come la scelta di coinvolgere un territorio ampio rappresenti un valore aggiunto: «Non limitarsi alla sola città di Massa è stata una scelta intelligente. La candidatura può generare ricadute positive per tutti i comuni coinvolti, a partire dal turismo, che rappresenta un volano importante anche dal punto di vista culturale, ambientale ed enogastronomico».
Nel suo intervento il sindaco Francesco Persiani ha ribadito il senso profondo della candidatura: “Ci siamo candidati perché eravamo e siamo pronti. Abbiamo atteso il momento giusto, e oggi questo progetto ha coerenza, maturità e alleanze solide. La cultura diventa uno strumento di rinascita e allo stesso tempo valorizza e rivela un’identità territoriale che esiste già e che merita di essere raccontata».
Il titolo della candidatura – “La luna come immaginazione e rigenerazione, la pietra come sostanza della nostra identità” – racchiude la visione culturale del progetto: da un lato la capacità di immaginare e innovare, dall’altro la forza di una storia materiale e identitaria legata alla pietra, al marmo e alle tradizioni del territorio. Massa 2028 non è soltanto un calendario di eventi, ma un’occasione per costruire infrastrutture culturali permanenti, rafforzare la rete tra i comuni e creare nuove professionalità. Vogliamo lasciare al territorio una vera e propria cassetta degli attrezzi fatta di competenze nella progettazione culturale, nella raccolta fondi e nella valutazione dell’impatto, capace di generare nel tempo nuove economie e opportunità di sviluppo legate alla cultura».
Particolare attenzione sarà dedicata anche ai giovani, con progetti come Marte e il gruppo dei “cosmonauti”, giovani comunicatori e creativi che potranno acquisire competenze digitali e professionali, contribuendo alla nascita di nuove forme di imprenditoria culturale.
La Dott.ssa Sanesi ha presentato invece i tre pilastri trasversali su cui è stata costruito l’impianto strategico del dossier e della candidatura:il welfare culturale, i C+ESG (indicatori culturali, ambientali, sociali e di governance) e le nuove economie, ovvero strumenti volti a creare competenze di progettazione, valutazione, raccolta fondi e filantropia strategica, consolidando metodologie di impatto intersettoriale e partnership istituzionali di alto profilo. “I pilastri, allineati agli Obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030, sono stati declinati come segue – ha dichiarato Sanesi -I progetti presentati nel dossier sono stati suddivisi in Cantieri, con interventi di recupero e risignificazione delle “pietre angolari” della città, e Progetti, che raccontano la programmazione culturale concreta, in cui la cultura diventa infrastruttura essenziale per il futuro di Massa. Le trasformazioni recenti, le sfide ambientali, la crescente instabilità e l’abbandono giovanile hanno reso la candidatura un bivio tra sopravvivere o rinascere, trasformando l’intera visione in un’opportunità strategica di rigenerazione territoriale”.
Dopo un curioso e simpatico siparietto con il presidente Tamburini, il quale ha assicurato che secondo il presidente Ivc Bertocchi i castelli della Lunigiana da 100 sono diventati 200, ha preso la parola lo stesso Bertocchi, spiegando che 201 per la precisione sono i siti fortificati della provincia e che è pronto per le stampe uno studio che li ha censiti uno per uno. Ha anche aggiunto che quando ha lanciato il marchio “La Terra dei 100 Castelli”, subito la Valle d’Aosta si è risentita, sostenendo di essere già lei titolare di quella definizione, “ma io ho ribattuto: no, voi siete La Valle dei 100 Castelli, noi la Terra””.
“Oggi desidero ringraziare – ha aggiunto Emanuele Bertocchi – il Presidente della Camera di Commercio Valter Tamburini, il Sindaco di Massa, Francesco Persiani, Irene Sanesi che costituisce lei stessa uno dei pilastri su cui rendere permanenti i nostri progetti. Ringrazio inoltre tutte le imprese, le loro rappresentanze, tutti gli attori economici che sono riuniti attorno a questo tavolo, che con la loro azione rendono sostenibile la presenza umana nel nostro territorio. Oggi auspichiamo di potere affermare con forza una cultura d’impresa in grado di aiutare lo sviluppo non solo economica ma anche culturale di questa terra. Nella consapevolezza che non esiste sviluppo economico senza una parallela crescita culturale, che ne costituisce la base solida, la cultura è elemento fondante di uno sviluppo sostenibile, indispensabile per creare valore aggiunto e benessere collettivo e duraturo. La cultura di impresa che aiuta lo sviluppo lo considero un gesto d’amore per questa terra”.
L’incontro ha confermato la volontà condivisa di fare sistema tra istituzioni, imprese e comunità locali, nella convinzione che la cultura possa rappresentare un motore concreto di sviluppo economico, innovazione e coesione sociale per tutto il territorio.
Lo ha sottolineato anche Enrico Sostegni, di Lega Coop Toscana, secondo il quale “Il territorio ha già vinto, perché è riuscito a mettere a sistema un’offerta di questa dimensione”. E l’on. Amorese: “E’ stato fatto un lavoro strepitoso. Da anni sento parlare di “sistema”, più o meno dai tempi della Variante Aurelia, e ora davvero vedo concretizzato un risultato incredibile. Ci sono le premesse per attirare un turista culturale, le premesse perché questa candidatura diventi un volano produttivo ed economico”, e questo a prescindere dall’auspicata vittoria.
Una sinergia, ha chiosato il presidente Tamburini, che “ho sempre ricercato fin da quando sono arrivato anche qui, presentarsi uniti è una marcia in più, e coinvolgere le imprese è essenziale, perché le imprese sono la spina dorsale della nostra nazione”. Imprese che fra l’altro, è stato ricordato, grazie al doppio Art Bonus (nazionale più regionale) potrebbero vedersi riconosciuto in credito fiscale l’85% di quanto investito.
A proposito di Art Bonus, Emanuele Bertocchi – dopo aver ribadito la bella sorpresa di aver finalmente scoperto una comunità coesa – ha spiegato la ratio per la quale, a corollario del dossier della candidatura, c’è anche il passaggio dell’Istituto Valorizzazione dei Castelli a “Fondazione Istituto Valorizzazione dei Castelli”, proprio per poter accedere ai benefici dell’Art Bonus.
E ora, ovviamente, riflettori sul responso di mercoledì 18 ma in ogni caso, l’aver messo insieme un territorio storicamente così diviso in campanili, è già una grande vittoria.
Massimo Braglia

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