
Carrara Come noto, la proclamazione della città vincitrice del titolo di Capitale italiana della Cultura 2028 è stata anticipata al 18 marzo 2026. In attesa di questo momento, il percorso di Massa2028 continua. Domani, lunedì 16 marzo, presso la sede della Camera di Commercio di Carrara, si terrà l’evento dal titolo “I pilastri della candidatura di Massa 2028; alle 15, i saluti istituzionali, con introduzione di Valter Tamburini, presidente dell’ente camerale; Francesco Persiani, sindaco di Massa, Irene Sanesi, partner di BBS-pro, studio di commercialisti di Prato specializzato fra l’altro in economia della cultura. A seguire, tavola rotonda con le associazioni di categoria e imprese del territorio, con l’obiettivo, come spiegano i promotori, di “condividere i pilastri del dossier e la visione di futuro che questa candidatura propone: una crescita culturale capace di generare sviluppo, opportunità e valore per tutta la comunità”. E si fa notare: “Qualunque sarà l’esito, il cammino intrapreso non si fermerà qui. L’energia, le idee e le collaborazioni nate in questi mesi rappresentano una base solida su cui continuare a costruire il futuro culturale del nostro territorio. Noi continuiamo a crederci. Perché … Vogliamo la luna. E insieme possiamo raggiungerla”.
In particolare, anche Carrara è impegnata nel sostegno corale a “Massa Capitale della Cultura 2028”. La giunta comunale nelle scorse settimane ha infatti approvato un Protocollo d’Intesa finalizzato a sostenere la candidatura di Massa come Capitale Italiana della Cultura per l’anno 2028. L’atto era stato approvato in vista dell’audizione pubblica a Roma (lo scorso 27 febbraio 2026).
I punti chiave. Il Protocollo non coinvolge solo il Comune di Massa, ma unisce la Provincia di Massa-Carrara, il Comune di Carrara e gli altri comuni del territorio. L’obiettivo è dimostrare che la candidatura non è isolata, ma rappresenta un intero sistema culturale e paesaggistico.
Visione Strategica: la delibera sottolinea come il titolo di Capitale della Cultura sia un’opportunità di crescita economica e sociale per tutta la zona, capace di generare ricadute positive sulla qualità della vita e sull’attrattività turistica.
Aspetti Economici: Viene precisato che la firma di questo accordo non comporta spese immediate per l’Ente. Eventuali sostegni finanziari futuri, in caso di vittoria, saranno oggetto di accordi separati.
Nel testo del Protocollo d’Intesa si precisa che oltre ai 17 Comuni della Provincia (e l’ente Provincia di Massa-Carrara) vi è coinvolto nel progetto anche il Comune di Luni (SP). Questa coalizione istituzionale, vi si afferma fra l’altro, nasce dalla consapevolezza che il patrimonio culturale e paesaggistico del territorio — dalla costa apuana alle valli della Lunigiana — costituisce un sistema unitario e interconnesso che supera i confini amministrativi.
Gli impegni concreti dei firmatari: L’accordo stabilisce ruoli chiari per garantire che il dossier di candidatura non resti un semplice documento, ma diventi un piano d’azione condiviso. Il Comune di Massa assume la regia del progetto, con il compito di coordinare le attività e rappresentare l’intero territorio di fronte al Ministero della Cultura durante l’audizione del 27 febbraio.
Tutti i firmatari si impegnano a mettere in rete i propri eventi, i luoghi della cultura (castelli, musei, biblioteche) e le proprie competenze tecniche per creare un palinsesto coerente e di alto profilo.
Per rendere operativa la collaborazione, il Protocollo prevede l’istituzione di un Tavolo di coordinamento e di gruppi di lavoro tematici per gestire la comunicazione e il coinvolgimento del tessuto sociale e produttivo locale.
Un aspetto fondamentale dell’intesa è la sua visione temporale. Sebbene il Protocollo scada formalmente con la fine della selezione ministeriale, l’Articolo 6 introduce il concetto di “legacy” (eredità): l’impegno istituzionale è orientato a proseguire la collaborazione anche dopo il 2028, per garantire che i progetti avviati continuino a generare valore nel tempo. Sotto il profilo economico, viene ribadito che l’accordo non genera debiti immediati, ma i firmatari manifestano la volontà politica di concorrere attivamente al finanziamento dei progetti in caso di vittoria, sancendo un patto di solidarietà territoriale senza precedenti. (B.C.)

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