Carrara Forti riferimenti alla pace, e un no alla violenza e alla guerra, nelle celebrazioni di stamattina, venerdì 10 aprile, dell’81° anniversario della Liberazione di Carrara, città decorata con la Medaglia d’Oro al Valore Civile. La Liberazione fu l’11 aprile del 1945.

La manifestazione si è aperta con la deposizione di una corona al cippo commemorativo della Medaglia d’Oro al Merito Civile della Città di Carrara in piazza 2 Giugno. A seguire il Consiglio Comunale in adunanza straordinaria e in forma solenne nella sala consiliare del Comune, con le parole del presidente del Consiglio Cristiano Bottici e della sindaca Serena Arrighi, e di Almarella Binelli presidente dell’Anpi di Carrara; il professor Daniele Canali ha tenuto una apprezzata relazione storica ripercorrendo gli avvenimenti. Presenti anche gli alunni delle classi 3B indirizzo Chimica e Materiali e 3C indirizzo Telecomunicazione dell’Itis Galilei di Avenza.

La sindaca ha spiegato fra l’altro che l’11 aprile è “la festa di Francesca Rolla, Cesarina Tosi e di tutte le donne del 7 Luglio, del ‘Memo’, di Renzo Venturini, Giorgio Dazzi e di tutti i partigiani combattenti. L’11 aprile è la festa di Giorgio Mori e Nando Sanguinetti che con straordinaria lucidità hanno dedicato la propria lunga vita a tenere vivo il ricordo del sacrificio di chi ha combattuto il nazifascismo sui nostri monti, nei nostri paesi e nelle nostre città”. E ancora, “l’11 aprile è la festa del popolo carrarino che di fronte all’avanzata della barbarie fascista non si è mai arreso e non è mai indietreggiato pur pagando un prezzo altissimo”. Citando Antonio Gramsci, la prima cittadina ha sottolineato che “Spetta a noi oggi non essere indifferenti rispetto a un mondo che ogni giorno sembra aver sempre più imboccato una spirale fatta di violenza e paura, un mondo dove i
forti e i potenti si sentono autorizzati a dire e fare qualsiasi
cosa passi loro per la testa. Noi non dobbiamo rassegnarci a tutto ciò e per questo in un giorno tanto importante per la nostra comunità mi piace chiudere citando un uomo che nella vita non ha mai avuto paura di prendere
posizione, un partigiano e un presidente della Repubblica: Sandro
Pertini. «L’Italia – diceva Pertini il 9 luglio 1978 nel suo discorso di insediamento al Quirinale – a mio avviso, deve essere nel mondo portatrice di pace: si svuotino gli arsenali di guerra, sorgente di morte, si colmino i granai, sorgente di vita per milioni di creature umane che lottano contro la fame. Il nostro popolo
generoso si è sempre sentito fratello a tutti i popoli della
terra. Questa è la strada, la strada della pace che noi dobbiamo
seguire», ha concluso la sindaca Serena Arrighi. (B.C.)


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