
Carrara “Da mesi portiamo avanti un lavoro sui quartieri della nostra città. Abbiamo ribadito più volte che nessuna logica securitaria o repressiva può migliorare la loro vivibilità; così come non può farlo quella commerciale o turistica, legata esclusivamente al consumo. Bisogna lavorare affinché Carrara sia davvero una città di tutti, partendo dalla riapertura dei molti spazi pubblici abbandonati, dall’ascolto degli abitanti e dei loro bisogni, dal mettere in atto quelle politiche di riqualificazione reale aderenti alle esigenze di chi la città la vive tutti i giorni” – dichiara Carlo Perazzo, segretario di sinistra italiana. “Abbiamo scelto un quartiere del centro storico, da via Guelfa a piazza Beccheria, passando da via Carriona e dal Baluardo: abbiamo mappato le aree abbandonate, fatto una pulizia collettiva e lanciato una vertenza che ha già raccolto duecento firme: riaprire l’ex Mulino Forti e restituirlo alla cittadinanza, farne la casa del quartiere, uno spazio polivalente e intergenerazionale che restituisca socialità e luce alla zona”. E aggiunge: “Dopo diversi incontri in Comune, abbiamo riscontrato l’interesse dell’amministrazione sulla riapertura e pochi giorni fa, durante C’art, abbiamo finalmente e con gioia rivisto il Mulino aperto. Ma il vero lavoro comincia adesso. Non basta riaprire uno spazio: bisogna coinvolgere la cittadinanza e renderla partecipe alla discussione su cosa farne. Per questo facciamo un appello: il Comune convochi un’assemblea pubblica nel quartiere alla quale possano partecipare tutti i soggetti interessati, e si costruisca un percorso condiviso sul futuro dello spazio, che ne faccia una vera casa del quartiere. Mancano spazi per i giovani, per gli anziani, per le riunioni, per la socialità slegata dal consumo, spazi di comunità: si colga l’occasione allora per favorirne la nascita”.
“La nostra proposta per il quartiere, però, non si limita al solo Mulino. L’area verde degli ex bagni pubblici è da anni un mucchio di rovi che raccolgono spazzatura e spesso impediscono il passaggio sul marciapiede, ma con poco sforzo potrebbe diventare il rifugio climatico della zona: a ridosso del fresco del fiume, con la possibilità di piantare alberi, mettere panchine, sarebbe uno spazio verde pubblico per chi oggi vede solo abbandono e degrado. Ed infine la piccola piazzetta in via Beccheria a ridosso del ponte storico, oggi diroccata e inutilizzata, potrebbe diventare un piccolo giardino ombreggiato a disposizione degli abitanti, proprio di fronte al bellissimo murales nato dal progetto artistico e di mediazione sociale “incontrarti”, realizzato con la fondamentale partecipazione degli abitanti. Sono azioni come questa, di cura urbana, a dare un futuro ai quartieri.
Sarebbe un paradosso se la città che dedica il suo più importante festival culturale al tema dell’abitare e della vivibilità degli spazi pubblici, non si attivasse da subito per sostenere e attuare iniziative di questo tipo, che cercano di replicare a Carrara le buone prassi che un’urbanista di grande valore come Elena Granata racconta nel suo lavoro. Come AVS e come sinistra italiana ribadiamo che non c’è tempo da perdere: si cominci con questi piccoli ma significativi gesti concreti, in centro storico e su tutte le altre zone di Carrara, da Avenza ai paesi a monte. La città di tutti, la città ecologica, non può più attendere”.

Lascia un commento