Marina di Carrara In tanti hanno partecipato all’evento nella sala conferenza dell’Autorità portuale di Marina di Carrara (g.c.) “L’amico geniale” promosso da alcuni amici in ricordo del marinello speciale Paolo Cucurnia, scrittore, poeta, appassionato di storia e cultura marinara e carrarina, per alcuni anni collaboratore del Tirreno. In particolare ha scritto pezzi memorabili sulla marineria innanzitutto, sulla storia del Club Nautico, e una serie di ritratti d’artista da collezione, da Ciulla a Campus, e altri ancora. Molto proficua la collaborazione con il ristoratore-mecenate Mario Guelfi Ciccio, per i quale ha organizzato mostre ed eventi, scritto libri, preparato etichette per vini e oli. Il sunto della serata: Paolone manca a tutti, soprattutto a chi veniva più o meno regolarmente rimbrottato se non “bastonato”; tanti vanno a risentire i suoi vocali, a rivedere le vignette “impubblicabili”, a rileggersi le sue poesie, i suoi studi. Manca perché come ha ricordato fra l’altro l’ex assessore Lara Benfatto, era una voce libera, vera, senza filtri. E allora chissà che l’evento non abbia un seguito e che come invita a fare don Marino, un giorno non si possa pubblicare una raccolta di scritti, disegni, idee. Vedremo.

Nell’introduzione, chi scrive ha spiegato quale fosse il motivo principale di una simile iniziativa, ovvero “non far cadere nell’oblìo la figura di una persona così ricca di talento, capace di scrivere poesie, in italiano e in dialetto, di tradurre Shakespeare, di disegnare vignette e quadri, e ancora di studiare il Duomo, la meridiana del Duomo stesso, parlare con gli artisti, fare il critico
d’arte, organizzare eventi e altro ancora. Il tutto – ha aggiunto – con la massima
professionalità ma senza mai prendersi sul serio, sullo sfondo di un amore viscerale per Marina di Carrara, la sua storia, le sue eccellenze, e l’indignazione vera, espressa a volte in maniera urticante, per il declino, le storture, se non i disastri in un territorio dalle enormi potenzialità. La battaglia per il campo dei Pini ne è solo un esempio”.
E ha ricordato di averlo conosciuto nel 2014, ovviamente per motivi legati al
lavoro di giornalista e in particolare per la vicenda della sua mancata presidenza della sezione di Marina di Carrara dell’Associazione nazionale Medaglie d’oro di Lunga Navigazione. Paolo Cucurnia era stato designato presidente dalla sede nazionale di Genova, ma riuscì nell’impresa di “dimettersi” prima ancora di insediarsi. Infatti sul Tirreno avevamo titolato “dimissioni da guinness”, intendendo da guinness dei primati.
Rinuncia definitiva? «Ad oggi, sì – commentava Paolo Cucurnia –
dopo la rinuncia del comandante Luigi Vatteroni, da Genova avevano
pensato a me, avevo grande entusiasmo, ma dopo l’opposizione di
alcuni ad oggi non c’è la serenità necessaria. E quindi, sono
dimissionario, prima di iniziare”. Tipico di Paolone.

A fianco del relatore Massimo Braglia, uno dei nipoti, Martino Cucurnia, che attualmente vive a Basilea; in sala anche le altre nipoti Maria Elisa e Alessandra e gli altri congiunti.

L’ingegner Piero Vatteroni


Vari gli interventi, a partire dall’ammiraglio Piero Vatteroni, che è stato fra l’altro Assistente Militare del Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi per la Marina; ha ricordato il rapporto speciale con Paolone Cucurnia, lo sprone che aveva ricevuto affinché lo stesso presidente nella sua visita istituzionale a Massa del 2004 potesse fare tappa anche a Carrara. Ne ha ricordato la grande cultura, le capacità narrative ed espresso il desiderio, come hanno fatto altri, che questo evento non resti un episodio isolato.


Il professor Gaetano Malandrino, docente di Didattica dell’Arte all’Accademia di Belle Arti, ha ricordato la bella collaborazione instaurata con Cucurnia, definito un amico ed un grande sostenitore della Scuola di Didattica dell’Arte. Collegato da remoto, attraverso alcune slide, ha spiegato il contenuto di alcune lezioni da lui tenute, come quella dal titolo “Dalle cave al mare”. Ha sottolineato come dalle parole di Paolo emergesse il suo profondo amore per la città e ha aggiunto, commosso, che la sua scomparsa rappresenta una mancanza “molto, molto forte”, per lui e i suoi studenti, consapevoli “del grande dono, che ci aveva fatto della sua conoscenza in questi anni”.

Don Marino Navalesi


Don Marino Navalesi, parroco di Avenza e vicario del Vescovo, al quale era molto legato, ne ha sintetizzato le caratteristiche, ovvero le grandi conoscenze, ma anche , “un peso eccessivo perché non si poteva reggere, forse siamo andati d’accordo proprio perché gli dicevo le cose chiaramente”. E ha lanciato la proposta di realizzare una pubblicazione con i suoi scritti.

Wendy Stanford, moglie di Mario Guelfi “Ciccio”


Wendy Stanford, moglie di Mario Guelfi “Ciccio”, ha ricordato la bella collaborazione nel realizzare il libro con la traduzione dei 18 sonetti di Shakespeare. Divertimento alternato a litigi, ma poi “la sua intelligenza” aiutava a superare tutto.


Come accennato Lara Benfatto, presidente di ChiAma Marina, ne ha rimarcato la generosità e ricordato come la invitasse “ a non mollare”. Una persona che era “senza maschere, si poteva essere più o meno d’accordo con lui, ma non si poteva assolutamente dubitare nella sua autenticità. Grazie Paolo. Ne parlo al presente”.

Lara Benfatto, presidente di ChiAma Marina


L’ingegner Maurizio Caleo ha raccontato che forse deve proprio a Paolo Cucurnia, più grande di lui di nove anni – che vedeva arrivare con l’Alfa Romeo bianca quando lavorava alla Olivetti – la decisione di studiare ingegneria elettronica. Ha raccontato anche quando insieme hanno messo su una pionieristica antenna, usando anche una po’ di rete del pollaio. Ed era anche un bravo cuoco, come tutti i marinai, ha aggiunto, e uno straordinario affabulatore, sapeva narrare. “Tutti noi – ha detto ancora – abbiamo un ricordo di Paolo”.
Michele Gataletta, amico personale e vicino di casa, ha messo in luce il saper fare, la manualità di Cucurnia, che aveva aiutato a rimettere in funzione un laboratorio di falegnameria sul retro della casa, con il quale hanno realizzato varie cose. “Quando passo a fianco del cimitero, suono il clacson, è il modo di salutarlo, so che mi sente e mi saluta anche lui”.
Pietro Di Pierro, anch’egli appassionato ed esperto di storia, ha ricordato il particolare rapporto a volte anche acceso che lo legava a Paolone, e ha rivelato che probabilmente l’amore per il Duomo glielo ha instillato lui. Ha anche ricordato il comune amore per gli organi delle chiese di Marina e di Avenza – ha scritto sul Tirreno le cronache del Festival Internazionale organistico della chiesa di San Pietro – , e anche per il destino della chiesa di San Giuseppe a Marina. Proprio in ricordo di Paolone, ha concluso, sarebbe importante riportare l’attenzione su questi beni artistici e architettonici.
A corredo della serata, la lettura di alcune sue poesie doc, con il grande finale dell’impareggiabile parodia “La pioggia sul bagnato”, scritta sulla falsariga della Pioggia nel Pineto di D’Annunzio. Da leggere assolutamente.
Poi, la degna conclusione al Garden di Mario Guelfi.

Massimo Braglia


2 risposte a ““L’amico geniale”, in tanti all’evento in ricordo di Paolo Cucurnia. La proposta: raccogliere i suoi scritti, i suoi disegni, i suoi studi. Numerosi aneddoti e ricordi”

  1. Avatar Paolo Pratali
    Paolo Pratali

    Uno dei tanti signori di Carrara

  2. Avatar Daniela Tommasini
    Daniela Tommasini

    Splendide e ironiche le sue vignette politiche. Sapeva cogliere l’essenza peggiore, ma con stile.

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