Carrara Il digitale non è soltanto una questione di tecnologia. È sempre più una questione di cittadinanza. Saper riconoscere una fake news, proteggere le proprie credenziali, accedere a un servizio pubblico online o utilizzare SPID e CIE significa oggi poter esercitare con maggiore autonomia i propri diritti e partecipare pienamente alla vita sociale e amministrativa.

È questo il filo conduttore del percorso gratuito di facilitazione digitale promosso a Castelpoggio, che sta coinvolgendo cittadini del paese e provenienti da diverse zone del territorio comunale: Carrara, Stadio, Avenza e Marina di Carrara.

Un dato che racconta meglio di qualsiasi statistica quanto sia forte la domanda di formazione e accompagnamento nell’utilizzo delle nuove tecnologie. C’è infatti chi sceglie di raggiungere Castelpoggio proprio per non perdere un’opportunità concreta di imparare, fare domande e acquisire strumenti da utilizzare poi autonomamente nella vita quotidiana.

A guidare gli incontri è il facilitatore digitale Nicola Orlandi, con un approccio che punta non a insegnare semplicemente “come si usa” uno strumento, ma a costruire consapevolezza e sicurezza.

Nel corso degli appuntamenti si è partiti dalla navigazione sicura sul web e dal riconoscimento delle fake news, affrontando il problema della disinformazione attraverso esempi concreti ed esercitazioni. I partecipanti hanno imparato a verificare le fonti, riconoscere i segnali delle notizie false e sviluppare un atteggiamento più critico nei confronti dei contenuti che ogni giorno arrivano sugli schermi.

Tra gli argomenti affrontati anche e-mail e Posta Elettronica Certificata, strumenti sempre più importanti nel rapporto con la Pubblica Amministrazione e nella trasmissione di documenti con valore legale.

Il cuore dell’attività è però rappresentato dall’identità digitale, tema al centro del terzo appuntamento del percorso.

SPID, Carta d’Identità Elettronica (CIE) e Carta Nazionale dei Servizi (CNS) sono stati analizzati a partire da una domanda molto concreta: che cosa significa, oggi, dimostrare la propria identità attraverso uno strumento digitale?

La risposta passa dai numerosi servizi accessibili online: INPS, Agenzia delle Entrate, servizi sanitari, portali della Pubblica Amministrazione, ma anche una crescente quantità di servizi privati che utilizzano l’identità digitale per autenticare gli utenti.

L’obiettivo non è quindi soltanto conoscere SPID o CIE, ma capire quando utilizzarli, come funzionano, quali vantaggi offrono e come proteggere le proprie credenziali.

«Il digitale deve essere un’opportunità, non una barriera – sottolinea Nicola Orlandi –. Il nostro compito è accompagnare le persone nelle difficoltà, affinché possano acquisire fiducia e imparare a fare da sole. La soddisfazione più grande arriva quando il cittadino non ha più bisogno di essere accompagnato perché ha acquisito gli strumenti per procedere autonomamente».

Ed è proprio questo il punto centrale del progetto: la facilitazione digitale non vuole sostituire il cittadino, ma renderlo più autonomo.

Per questo, accanto a SPID, CIE e servizi online, grande attenzione viene riservata alla sicurezza. Password, dati personali, credenziali, phishing e truffe online sono diventati elementi imprescindibili di qualsiasi percorso di alfabetizzazione digitale.

Perché un cittadino può essere tecnicamente in grado di utilizzare uno smartphone o un computer, ma non per questo essere necessariamente autonomo nell’ambiente digitale.

La vera cittadinanza digitale passa dalla capacità di riconoscere un sito ufficiale, verificare una fonte, proteggere i propri dati, distinguere una comunicazione autentica da un tentativo di truffa e utilizzare consapevolmente i servizi disponibili.

Il percorso di Castelpoggio parte dunque da una convinzione semplice ma decisiva: digitalizzare un servizio non significa automaticamente renderlo accessibile. Un servizio diventa realmente accessibile quando una persona sa che esiste, comprende come utilizzarlo e riesce a farlo senza sentirsi esclusa.

L’iniziativa, realizzata grazie al contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara, rappresenta in questo senso un investimento sul capitale umano del territorio. Un investimento che non riguarda soltanto le competenze informatiche, ma la possibilità per i cittadini di essere più informati, consapevoli e indipendenti.

Il successo della partecipazione, con persone arrivate anche da Carrara, Stadio, Avenza e Marina di Carrara, conferma che il bisogno di formazione è concreto e trasversale.

A Castelpoggio, quindi, il digitale non viene raccontato come un futuro lontano, ma affrontato come una realtà già presente nella vita di tutti i giorni. E imparare a utilizzarlo significa, sempre di più, imparare a essere cittadini più autonomi e protagonisti.


3 risposte a “Castelpoggio, il digitale diventa cittadinanza: da Spid e Cie alla sicurezza online, prosegue il percorso di facilitazione. Dalla lotta alle fake news all’identità digitale, un progetto gratuito per acquisire autonomia nell’uso dei servizi digitali”

  1. Avatar Angelo Magnani
    Angelo Magnani

    Desidero esprimere la mia soddisfazione e la mia gratitudine per il percorso che Nicola Orlandi ha saputo costruire a Castelpoggio, un’esperienza concreta che dimostra come la facilitazione digitale possa diventare un vero strumento di cittadinanza e di inclusione.

    Trovo particolarmente significativo che il modello sperimentato in Val di Magra possa essere applicato anche a Carrara. Qui, infatti, il tema della formazione digitale e dell’accompagnamento dei cittadini è ancora troppo poco ascoltato e considerato dalle amministrazioni, nonostante esista una domanda reale e trasversale da parte della popolazione.

    Il fatto che cittadini provenienti da Carrara, Stadio, Avenza e Marina di Carrara abbiano scelto di raggiungere Castelpoggio per partecipare agli incontri rappresenta un segnale molto chiaro: il bisogno c’è, ed è forte.

    L’esperienza di Nicola dimostra che non basta digitalizzare i servizi: bisogna mettere le persone nelle condizioni di utilizzarli, comprenderli e farlo in sicurezza. SPID, CIE, servizi della Pubblica Amministrazione, sicurezza online e riconoscimento delle fake news sono oggi strumenti fondamentali per esercitare pienamente i propri diritti.

    Sono quindi particolarmente soddisfatto che questo modello possa essere portato anche a Carrara. Una città che merita maggiore attenzione su questi temi e che ha bisogno di iniziative capaci di ascoltare concretamente i cittadini e accompagnarli verso una maggiore autonomia.

    Ringrazio Nicola per il lavoro svolto e per aver dimostrato, con i fatti, che investire sulle competenze delle persone significa investire sulla comunità e sulla qualità della cittadinanza.

  2. Avatar Grazia Lo Cicero
    Grazia Lo Cicero

    Esprimo con grande piacere la mia soddisfazione per il percorso di facilitazione digitale avviato da Nicola Orlandi a Castelpoggio e, soprattutto, per la possibilità che questo modello possa essere valorizzato e applicato anche a Carrara.

    Questa esperienza dimostra quanto sia importante mettere i cittadini nelle condizioni di utilizzare il digitale con consapevolezza, sicurezza e autonomia. Non si tratta soltanto di imparare a usare uno smartphone o un computer, ma di acquisire strumenti concreti per accedere ai servizi pubblici, proteggere i propri dati, riconoscere le truffe e partecipare pienamente alla vita amministrativa e sociale.

    Il fatto che agli incontri di Castelpoggio siano arrivati cittadini da Carrara, Stadio, Avenza e Marina di Carrara è un segnale molto significativo. Dimostra che esiste una richiesta concreta di ascolto, formazione e accompagnamento che non può essere ignorata.

    Per questo ritengo importante che il modello sperimentato da Nicola possa essere portato anche sul territorio di Carrara, dove questi temi, nonostante la loro importanza, sono ancora troppo poco ascoltati dalle amministrazioni.

    La facilitazione digitale può rappresentare un’opportunità concreta per ridurre le distanze e le disuguaglianze, aiutando soprattutto le persone che incontrano maggiori difficoltà nell’affrontare un mondo sempre più digitale.

    Ringrazio quindi Nicola per il lavoro che sta portando avanti e per aver dimostrato che, quando si parte dai bisogni reali delle persone, anche la tecnologia può diventare uno strumento di inclusione, autonomia e partecipazione.

  3. Avatar Nicola Orlandi

    Voglio rivolgere un grazie sincero a tutti i cittadini che hanno scelto di partecipare, di confrontarsi, di fare domande e di condividere questo percorso di facilitazione digitale.

    Le parole che stanno arrivando in questi giorni sono per me motivo di grande soddisfazione, ma soprattutto confermano una cosa importante: il bisogno di essere accompagnati nel mondo digitale è reale e riguarda tante persone, di ogni età e provenienza.

    Castelpoggio ci ha dimostrato che, quando si crea uno spazio semplice, gratuito e accessibile, le persone rispondono. E il fatto che agli incontri siano arrivati cittadini anche da Carrara, Stadio, Avenza e Marina di Carrara rappresenta un segnale che non possiamo ignorare.

    Per me la facilitazione digitale non significa semplicemente insegnare a utilizzare uno smartphone, una CIE o uno SPID. Significa aiutare una persona a sentirsi più autonoma, più sicura e più libera nell’affrontare una società che cambia velocemente.

    Per questo voglio ringraziare tutti coloro che hanno partecipato, sostenuto, incoraggiato e anche semplicemente seguito questo progetto. Ogni domanda, ogni difficoltà raccontata e ogni piccolo passo avanti hanno dato valore a questo percorso.

    E se oggi possiamo pensare di portare questa esperienza anche a Carrara, è soprattutto grazie alla forza di questa domanda che arriva dai cittadini.

    Il digitale ha senso solo quando è al servizio delle persone. E questa esperienza ci sta dimostrando che, insieme, possiamo fare davvero la differenza.

    Grazie a tutti, di cuore.

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