
Carrara Mister Gabriele Cioffi non ha dubbi, la partita con il Mantova (1-2) è stata condizionata dal gol annullato ad Abiuso a fine primo tempo a suo avviso assolutamente regolare.
E così, subito in premessa rispondendo alla prima domanda, relativa a cosa abbia funzionato e cosa no, sottolinea: “Onore al vincitore, però dico subito, almeno mi levo subito il dente: io non sono un piagnina, non sono una persona che si lamenta, si fa con quello che si ha, ma non esiste annullare un gol come quello che è stato annullato stasera. Una vergogna. Probabilmente l’avremmo persa ugualmente, probabilmente l’avremmo vinta, ma non esiste. Nel 2026, a un passo dal 2027, annullare un gol in questa maniera non esiste: Romani era fermo, fa un passo indietro per colpire la palla di testa che poi la prende Abiuso e il loro portiere viene travolto da Romani che è evidentemente spinto da un loro difensore, quindi non so cosa hanno visto. Ripeto, onore al vincitore, ma a noi ci girano i c…”.
E in merito ai due gol subiti, in particolare il secondo, nato da una punizione a nostro favore? C’è da lavorare?
Risponde Cioffi: “Ma certo, indubbiamente: ora non sto dicendo che è tutto legato a un episodio. Io credo che noi abbiamo fatto 25 minuti ottimi, intensi, il gol, ed è la stessa cosa che ho detto ai ragazzi pochi minuti fa, il gol ci ha fatto dubitare e abbiamo cominciato a giocare indietro e abbiamo fatto quello che il Mantova voleva che noi facessimo, cioè andare indietro. Nel secondo tempo siamo entrati più coraggiosi in termini di gioco, e paradossalmente però abbiamo concesso due occasioni grosse al Mantova, come la traversa che è nata da un da un’occasione nostra, una palla tagliata indietro di Rouhi. E’ normale che quando sei sotto poi qualcosa devi osare. E io devo dire bravi ai ragazzi, a tutti, a chi è entrato e chi ha giocato, perché a parte quei 20 minuti dove secondo me non
siamo stati noi, sono stati sul pezzo, sono stati attenti, hanno creduto fino alla fine di poter riagganciare la partita”.
Rispetto alla sorpresa di Filippo Reale da interno, al posto dell’infortunato Rubino?
“E’ stata una scelta, di solito i giocatori che arrivano con me non giocano, per rispetto di chi c’è. Abbiamo provato a fare un’uscita coraggiosa spingendo il quinto nostro sul terzo della loro difesa e di conseguenza la mezzala opposta doveva andare a fare l’esterno e di conseguenza ne segue che se la scelta logica era Pinelli secondo me l’avrei messo in difficoltà perché gli avrei chiesto delle corse che lui non ha dentro. In realtà Reale quelle corse ce l’ha naturali, un giocatore che ha nella gamba i 30 metri e tutto sommato calcolando che è arrivato da due giorni ha fatto una grande partita in un ruolo che non ha mai fatto. Quindi tutta questa differenza con il Mantova io non l’ho vista, anche se onestamente probabilmente sono innamorato dei miei. Certo, ho visto nel Mantova una squadra più matura in termini di gioco, più consapevole nella lettura delle situazioni di gioco, ma ripeto, sarei stato curioso di vedere col pareggio del primo tempo come finiva la partita”.
Anche nelle uscite e disimpegni visti i palloni persi e i rischi c’è da migliorare….
“E’ così – risponde Cioffi – Al di là di quella del secondo gol, che è un
errore vero, perché noi avevamo codificato che la palla verticale non andava data perché loro ovviamente ti vengono ad aggredire in più mettici che abbiamo dormito, mettici che al primo errore verticale ci hanno fatto gol, mettici un po’ di
tutto. Per quanto riguarda gli altri errori, e penso tu ti riferisca a Khafi in uscita, a certi disimpegni sbagliati, la carta d’identità, le partite sulle gambe pesano, cioè se uno c’ha 150 partite Serie B e uno no, devi accettare l’errore e quindi secondo me sta all’ambiente intero accettare quello che oggi è un’evidenza che non preoccupa perché sono situazioni da migliorare, cioè è ovvio che Khafi non si deve intestardire in dei dribbling che non hanno senso con una squadra che ti viene a pressione. Bisognava essere più veloci nella circolazione di palla, l’abbiamo fatto meglio il secondo tempo, ma potenzialmente lo possiamo fare ancora meglio e la reazione è frutto anche di esperienza.
C’è un ragazzo giovane, una squadra giovane che non deve essere un alibi, io so che son venuto qui per vincere le partite, non è un problema. Tante volte una convinzione la crei con l’episodio che te lo porta a favore e poi ti crea
entusiasmo. È per quello che batto su questo cacchio di gol, perché son sicuro che loro non avrebbero avuto quel blackout emotivo”.
Nota positiva, il gol di Pinelli.
Risponde il mister: “Ho la fortuna di allenare un gruppo vivo emotivamente.
Come dico sempre a loro, ci sono titolari in campo e titolari in panchina. Chi si sente titolare in panchina e entra fa bene. Cosa che ha fatto Pinelli, e hanno fatto gli altri. Guercio, a parte le prime due settimane di ritiro,
dove era in ferie pagate, è un ragazzo che ha un grande potenziale, no? Io credo in loro tanto, e chiedo a voi di non dubitare di loro perché io non lo faccio mai”.
In merito ai movimenti offensivi, cosa si può migliorare?
“Allora, noi abbiamo fatto dei movimenti in apertura, ma sono stati poco produttivi perché il tempo in cui arrivava la palla a Cissè era ritardato e quindi quelle che sono le sue caratteristiche non sono state valorizzate. Indubbiamente il rapporto e l’affinità tra Cissé e Abiuso, e tutte le combinazioni possibili e immaginabili fra attaccanti vanno migliorate. Ma fa parte fa parte del lavoro, è compito mio farlo. Se guardi ogni ragazzo che ha giocato oggi vedi qualcosa, cioè non dici “chi è stato messo in campo o chi ha comprato la società”. Per questo parto elogiando nella difficoltà un giocatore (Belloni, ndr) cui ho fatto fare il quinto a destra, la mezzala destra, la mezzala sinistra, il terzino sinistro e non ha battuto ciglio. Cosa vuol dire? Che la squadra sa cosa deve fare, ma non perché sono bravo io, perché loro sono partecipi e vivi. Abbiamo cambiato due moduli, l’atteggiamento loro è stato grandioso”.
Cosa resta di questa partita?
“Resta che ci sono tanti margini di miglioramento, tantissimi come singoli, come reparto, come squadra e su quelli dobbiamo lavorare a testa bassa, senza pensare troppo, senza ricercare gli alibi. E direte il calcio d’angolo è un alibi? No, il calcio d’angolo non è un alibi, è un’evidenza che è diverso”.
I cronisti di Mantova gli ricordano i suoi trascorsi con i virgiliani, con cui ha conquistato la promozione in B e poi l’anno successivo sfiorato la A, persa nella finale playoff con il Torino. “Per me è stata un’emozione per me perché se pensi le prime tre partite che faccio in Serie B sono Torino, Mantova e Ascoli (tre sue ex piazze ndr). Ora la terza non deve andare come le altre due, però va bene dai. Qui è stata una bella emozione. Fa tutto parte del gioco, anche i cori folcloristici ne fanno parte. Penso che a Mantova abbiamo fatto un pezzo di storia, poi ognuno si ricorda quello che si vuole ricordare.
Io son molto legato alla piazza, se penso alle stagioni mie più belle calcistiche, probabilmente Mantova è in testa a tutto perché c’era un’atmosfera particolare, speciale, un’energia in città e la maggior parte di quei componenti lavorano ancora nel calcio ad alti livelli, quindi vuol dire che c’era qualcosa in più di due piedi e una testa”.
E prosegue: “Per il resto, come ho visto il Mantova, ho visto una squadra
che ha messo le ciliegine sulla torta, ha fatto gli acquisti mirati e giusti, ha speso quello che ha speso andando a ritoccare un meccanismo che aveva già funzionato l’anno scorso, quindi l’esatto opposto di chi siamo noi oggi, però potrei sembrare poco obiettivo, ma io tutta tutta
sta differenza, riconoscendo dei vantaggi al Mantova superiore a noi, io sinceramente grande differenze non l’ho vista, cioè se finiva 2-2 sì, forse si
era pareggiato un pochino così così…”
E in merito all’organico, se non crede che serva dell’esperienza per ricreare la spina dorsale, ribatte: “L’esperienza è un falso amico, detto che io sono in totale sintonia con la società e questo è un dato di fatto che ho detto e ridico e ribadisco, il giocatore esperto è un falso amico, perché è vero che ti può dare, ma ti può togliere tanto; e se è solo una questione di partite, io sono disposto a aspettare e a credere in chi ho a disposizione adesso. Poi è compito mio perché sennò che ci sto a fare qua, a evitare che degli errori si ripetano”.
Il quadro dei risultati, tre i blitz esterni, oltre al Mantova, vincono anche la neopromossa Arezzo di Illanes e Arena, in rimonta ad Avellino, e il Modena di Galloppa a Benevento, anch’esso in rimonta.
Avellino-Arezzo 1-2, Benevento-Modena 1-2, Empoli-Cremonese 1-0, Carrarese-Mantova 1-2, Sudtirol-Entella 1-0, Vicenza-Catanzaro 3-2. Domenica 23 agosto: ore 19 Pisa-Padova, Verona-Ascoli; ore 21 Cesena-Sampdoria, Palermo-Juve Stabia.
L’infortunio di Rubino (non è stato comunicato per quanto resterà assente), anche se la soluzione Reale ha dato buoni frutti (ma toglie una pedina dietro, vista anche l’indisponibilità di Vujevic), impone ancor di più di accelerare sul mercato per poter dare a mister Cioffi la possibilità di scegliere su una rosa più ampia. Detto questo, chi ha giocato con il Mantova si è dimostrato all’altezza, ma occorre migliorare sui tempi di gioco, sulla precisione dei passaggi, sulle scelte, sulle preventive. I due gol sono frutto di errori: a parte il fallo evitabile da cui nasce la punizione, sulla carambola di testa fra Gliozzi e Oliana, Ruocco è troppo solo; sul raddoppio, addirittura, la Carrarese batte una punizione a sinistra, perde palla con la squadra in ripartenza, e arriva il raddoppio che ha pesato tantissimo; anche sulla traversa, c’è stato un rinvio mancato. Corsa, grinta, qualità di gioco ci sono, serve migliorare in fretta su quegli errori che possono determinare le partite e che rischiano di vanificare il tanto di buono che si è visto. Anche le punte dovrebbero essere coinvolte maggiormente. Bisogna fare tesoro in fretta di quanto accaduto e ripartire subito ad Ascoli con convinzione, in cerca di punti.
Massimo Braglia

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