
Reggio Emilia Mister Antonio Calabro analizza così la sfida di Reggio Emilia, con il rammarico di un primo tempo sotto tono e di non aver riaperto la partita pur avendo colpito due legni, e ribadisce: crediamo nei playoff e dobbiamo lottare per raggiungerli, altrimenti rischiamo di doverci guardare le spalle fino all’ultima partita.
Ecco le sue parole. “Un primo tempo in cui la Reggiana forse è stata sicuramente col baricentro un po’ più alto, secondo invece più basso, bene i primi 10 minuti la Carrarese, poi nella negli ultimi 16 metri cioè nella nostra area di rigore, più incisivi i giocatori della Reggiana perché con due occasioni hanno
fatto due gol molto ergonomici, molto concreti, molto
famelici nella ricerca di del gol e noi il primo tempo non siamo stati i soliti, anche se abbiamo m rischiato di riaprire la partita con un palo
sia il primo tempo che il secondo tempo con la traversa di Di Stefano.
Nel secondo tempo la Carrarese ha avuto il pallino del gioco in mano,
ovviamente dando anche il fianco a un paio di ripartenze pericolose, ma è normale che sia così. Ma i due gol del primo tempo hanno condizionato poi tutta la partita e gli episodi, il fatto di non averla riaperta, quella è una partita che anche a 10 minuti dalla fine se fai un gol non sappiamo come va a finire, anche perché meritavamo almeno di riaprirla per quello che sono stati il volume di gioco e per tutti i palloni che sono passati in area di
rigore e niente”.
Rispetto alla Reggiana?
“Io lo sapevo che non poteva mai riproporre quel sistema di gioco perché avevano fatto tanta fatica e sapevo che avrebbe messo un centrocampo a tre. Anche seguendo i vostri articoli durante la settimana che siete molto dettagliati su questo e sapevamo che avrebbe giocato con il 4-3-3 e a me meraviglia la posizione di classifica della Reggiana, con l’organico che ha la Reggiana non penso che meriti di stare ultima in classifica. Lo sapete anche voi che cosa ha a disposizione la Reggiana e questo però avvalora ancora di più i 42 punti a questo punto della Carrarese, avvalora il campionato che sta facendo la Cararese, perché se la Reggiana, se lo Spezia, se il Pescara, se il Bari hanno quella posizione di classifica, questo sta a dire che questo è un campionato difficilissimo, per salvarsi con tutte le squadre che ci sono dietro la Carrarese, vuol dire che la Carrarese sta facendo veramente un grande un grande lavoro come società, innanzitutto come società per la presenza e la vicinanza del presidente in ogni circostanza come direzione tecnica, nel senso come scouting, perché sono bravi a trovare giovani di potenzialità. Ecco i ragazzi che stanno mettendo in campo qualcosa di importante. Oggi tolto il primo tempo, ma anche in quella circostanza, nel non giocare non benissimo, se avessimo riaperto la partita nei due episodi chiave sui due legni che abbiamo colpito, secondo me, non so come perché sarebbe finita perché poi subentra un po’ di paura nella Reggiana e quindi non so come va a finire, però ci portiamo il secondo tempo a casa, purtroppo non siamo non siamo contenti del primo tempo, del secondo devo fare i complimenti ai ragazzi perché in altre circostanze con i giocatori che ha la Reggiana davanti e potevi prendere il terzo, il quarto, c’erano delle praterie, invece noi abbiamo giocato uomo contro uomo a tutto campo sapendo che c’erano dei pericoli”.
Crede ancora nei playoff?
“Sì, siamo a due punti, non posso non crederci, ovviamente però questo obiettivo dei playoff nella mia squadra deve essere visto allo stesso modo dell’obiettivo della non retrocessione. Mi spiego, se noi ci accontentiamo di avere questa classifica e pensiamo che bene e siamo a due punti dai playoff, se ci andiamo bene, se non ci andiamo non fa niente, rischiamo di doverci guardare dietro fino all’ultima partita ci guardiamo dietro. Se noi invece abbiamo la stessa fame e cattiveria nel voler perseguire quell’obiettivo, probabilmente ci andiamo.
E per una neopromossa il secondo anno è più difficile del primo. Se il primo anno noi siamo stati qualche giornata, soprattutto all’inizio in zona playout, quest’anno noi non siamo mai stati in zona playout e quindi lo scudetto della Carrarese è la salvezza. Poi c’è la Champions League”, ovvero i playoff.
E in merito agli oltre mille tifosi: “Io devo ringraziare i tifosi che sono arrivati da Carrara perché oggi 1100 tifosi è uno scenario bellissimo. L’entusiasmo che stanno alimentando ci condiziona, ci porta tanta felicità e poi è una tifoseria fatta da famiglie, da bambini, stiamo creando delle basi importanti per far aumentare il calore e l’attaccamento che la città e le persone hanno per la Carrarese, perché stiamo tirando su dei bambini che sono eccezionali nel seguirci. È una cosa bellissima quello che sta accadendo a Carrara e quindi siamo molto contenti”.
Rispetto a Bozhanaj? “L’ho visto a fine partita, è venuto a salutarmi, gli ho detto che sono contento per lui e di continuare così perché queste quattro partite per lui e per la Reggiana sono importanti. Mi piacerebbe che continuasse sotto questo punto di vista”.
Massimo Braglia

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