
Carrara Mister Antonio Calabro, tecnico della Carrarese, parla all’antivigilia della trasferta di domenica 22 a Bari, 13.a di ritorno.
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Partiamo dall’analisi della difesa, tornata un punto di forza.
“Sicuramente nei numeri qualcosa è successo. è successo anche nella nella strategia, a volte anche non nel sistema di gioco,
ma nella scelta degli uomini, che interpretano determinati ruoli; ovviamente è un dato che io preferisco che sia confermato fino alla fine, sapendo che ogni gara è diversa da un’altra e sapendo che bisogna poi sempre fare bene e confermarli”.
Basteranno sette punti da qui alla fine, nelle restanti sette giornate?
“Non lo so. Io voglio andare a Bari a cercare di di vincere la partita come è giusto fare e poi dopo Bari pensare alla successiva. Ogni campionato ha una storia a sé, ogni girone ha una storia a sé. A me interessa che la Carrarese arrivi alla fine del campionato con l’obiettivo raggiunto e farlo nel miglior modo possibile”.

Un passo indietro, dopo il successo con la Samp com’è stato il rientro al lavoro?
“E’ ovvio, è inutile negarlo che il periodo senza vittoria ci stava pesando e gli ho fatto i complimenti, soprattutto perché lo hanno fatto mettendo alla base una prestazione importante in linea con quelle che erano state le precedenti perché avevo detto che pur facendo delle buone prestazioni avevamo raccolto poco e a volte quando succede una cosa del genere a volte viene meno anche la convinzione su quello che fa. Invece il fatto di continuare a persuadere sul progetto e tecnico tattico mi ha soddisfatto molto, quindi e quindi è inutile negare che al rientro il giorno dopo dalla partita fatta contro la Sampdoria ho trovato una squadra sicuramente non rilassata, non nel senso non concentrata. ma comunque determinata e sul pezzo”.
La prestazione c’è sempre stata. “Ma noi non possiamo fare altrimenti, non abbiamo un piano B e perché ripeto, c’è un lavoro
dietro che dura da tanto tempo e e quindi andare avanti su questa strada è l’unica cosa da fare. È ovvio che poi quando non ci riesce è anche perché ci sono degli avversari bravi, ci sono delle
difficoltà e nella stessa partita ci sono degli alti e bassi che devono essere anche saputi gestire e dalla squadra con la maturità che ho riscontrato mercoledì nella gara contro la Sampdoria, perché non era, ripeto, semplice dopo un periodo negativo a livello di risultati, anche a livello a livello di fortuna e delle decisioni arbitrali, con la testa giusta e con la mentalità adatta, dopo l’episodio magari del gol annullato e quindi quella è la cosa che mi ha ha fatto più piacere”.

E ora a Bari…
“A livello di numeri, cosa che io guardo molto negli avversari, meno nella mia squadra, nelle ultime 10 partite e da quando c’è
Longo hanno fatto 14 punti, quindi è una media di 1.4, è una media sicuramente importante. Le ultime due partite in casa le ha vinte contro Reggiana ed Empoli e ha fatto l’ultima partita dando delle sensazioni positive per quel che riguarda la prestazione, perché andare al Frosinone e rendere la vita difficile
al Frosinone non è semplice. In questo momento ci stanno riuscendo in pochi, il Bari c’è riuscito. Noi sappiamo soltanto che per avere la meglio dobbiamo andare a fare la Carrarese, quindi sotto tutti i punti di vista una prestazione al top, sapendo che magari potremmo trovare delle difficoltà, ma sapendo
anche che possiamo dare delle difficoltà alla squadra avversaria. Questa è la cosa che mi interessa di più”.
Ipotesi 3-5-2 o 3-5-1-1?
“Il punto non sono i due attaccanti o meno. Allora, ci stanno le due fasi, no? Allora, partiamo dal presupposto che Rubino è un attaccante. È un attaccante con caratteristiche diverse dagli altri, ovviamente. E anche quando giochi con due punte ci sono determinati spazi che vanno ricoperti, che vanno garantiti in fase
di possesso e anche quando non hai la palla, cioè andare sui riferimenti o andare di reparto. Questo me lo possono garantire tutti gli attaccanti che io ho a disposizione. È ovvio che analizzando le varie partite io vado a vedere, noi come staff andiamo a vedere quali sono gli spazi che la squadra avversaria
lascia di più e quindi puoi scegliere l’attaccante o i due attaccanti in base a quali spazi tu vuoi andare a essere più pericoloso a seconda delle caratteristiche del giocatore che ho a disposizione. Quindi non è Rubino, Torregrossa o Finotto, ma ripeto, tanto dipende dallo spazio che vuoi andare ad attaccare per fargli male e a seconda poi di quelle che sono le caratteristiche della squadra
avversaria. Il Bari ha sicuramente delle grosse potenzialità e che però, come tutte le squadre di questo girone lasciano degli spazi perché ne preferiscono occuparne degli altri, non perché non sanno occuparli, ma perché preferiscono occuparne altri. Quindi lì noi dobbiamo andare a incidere in maniera offensiva sapendo che poi, come ho detto prima, nella sulla fase di non possesso dobbiamo avere dei concetti ben stabili ie ben precisi per non dare a loro la possibilità di metterci in difficoltà perché hanno, ripeto, dei giocatori che possono tirare fuori il colpo e il numero da un momento all’altro”.
La terza partita in otto giorni non preoccupa il mister, perché ha visto tutta la squadra molto carica, che sta bene, a parte qualche acciacco da valutare.
Un approfondimento su Hasa, molto cresciuto.
“Innanzitutto vorrei parlare della crescita di tutti i giovani che ho a disposizione e di questo mi fa enormemente piacere. Hasa è cresciuto sicuramente a livello di condizione perché dall’ultima partita fatta contro di noi nei play-off di Serie C lui di fatto non aveva più giocato, quindi sapete benissimo che forse era passato un anno e mezzo e riprendere il ritmo per giocare tante partite in un campionato così fisico e logorante come la Serie B non era semplice. Mi piace il fatto che lui abbia messo dei numeri in fase realizzativa, perché era quella una lacuna che lui manifestava appena l’ho conosciuto. E’ un giocatore che può aspirare ad arrivare ad alti livelli. Approfitto per parlare anche di altri giovani così come Calabrese, Ruggeri, Dachi che avete ultimamente anche visto, anche se per piccoli spezzoni ma vi posso assicurare che ci darà delle soddisfazioni, così come così come Parlanti che è stato una conferma importante, così come Rouhi, Rubino, Distefano, c abbiamo dei giovani molto interessanti, non riteniamo oppure non lo menzioniamo come giovane, però Abiuso è un 2003 e quindi questa crescita così esponenziale è grazie a loro, ma grazie anche ai loro compagni, come Torregrossa, Fiorillo, Finotto, che gli fanno da chioccia e anche nei momenti di difficoltà hanno il consiglio giusto da dargli perché l’hanno già passato in precedenza loro”.
Dopo Bari, la sosta.
“La sosta consentirà di recuperare appieno Schiavi, che per la verità voleva mettersi già a disposizione per Bari, ma lo teniamo per dopo la sosta. A me le soste non piacciono tantissimo. Mi piacciono le partite fatte una dietro l’altra, anche le infrasettimanali, soprattutto quando la squadra sta bene. È ovvio che questa sosta ci consentirà di recuperare le energie,
qualche acciaccato dopo un trittico di tante partite nell’ultimo mese”.
In chiusura mister Calabro ha ribadito il massimo rispetto per un Bari che ha fatto 14 punti nelle ultime dieci partite, una media importante, “sappiamo che è una squadra in salute”; e ha insistito sulla necessità di pensare partita dopo partita. (B.C.)

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