
Carrara In molti stanno celebrando le 100 panchine di Antonio Calabro, in realtà le panchine di campionato sono 98, e101 se contiamo le tre partite di Coppa Italia (Catania e Cagliari la scorsa stagione, Udinese quest’anno). Nella stagione 2023-24, Antonio Calabro arrivò alla vigilia della trasferta di Pesaro (dopo la sconfitta interna con l’Arezzo), dopo la 21.a giornata, quindi 17 partite di regular season e 8 di playoff, totale 25. Nel 2024-2025 38 partite di campionato, questa stagione siamo a quota 35 gare di regular season. Quindi 98 gare di campionato, con questi numeri complessivi: 35 vittorie, 34 pareggi, 29 sconfitte.
In dettaglio, nella prima stagione, serie C 2023-2024, 14 vittorie (11 in campionato, 3 ai playoff), 9 pareggi (5 regular season, 4 ai playoff) e 2 sconfitte (a Recanati e la sconfitta indolore con il Perugia ai playoff).
Nella prima stagione in B, 11 vittorie, 12 pareggi, 15 sconfitte; quest’anno 2025-2026, 10 vittorie, 13 pareggi, 12 sconfitte.
In Coppa come detto una vittoria con il Catania, due sconfitte con Cagliari e Udinese.
Che dire? Ci riserviamo la conclusione del campionato, o per lo meno la salvezza matematica (anche se di fatto anche ora è acquisita) per una celebrazione più puntuale.
Fin da ora si può senz’altro dire che Calabro è l’allenatore più importante della storia azzurra, perché ci ha portato in serie B dopo 76 anni e perché ormai è di fatto assodato che la Carrarese per la prima volta nella storia giocherà almeno tre stagioni di fila nella cadetteria. Nel 46-47 come noto gli azzurri arrivarono in B (che era a tre gironi) per la prima volta, nell’ambito di una ristrutturazione dei campionati e come premio per aver vinto la serie C girone F del 42-43; nel 47-48, seconda stagione in cadetteria, era l’annata in cui la federazione aveva deciso di trasformare la B in girone unico, e quindi la prima classificata del girone B andava in A (il Padova), dal secondo al settimo posto restavano in B, le altre retrocesse in C. Il campionato della Carrarese fu condizionato dalla squalifica della Fossa dopo la gara con il Parma alla quinta giornata (1-1), con la nota gravissima aggressione all’arbitro Meniconi di Macerata, e poi terzultimo posto. Le presenze in cadetteria si fermarono a due stagioni.
Quindi, la Carrarese si appresta a disputare per la prima volta nella storia tre campionati di B di fila. Un risultato straordinario.
Antonio Calabro fa bene, anzi benissimo, come ha fatto domenica dopo la gara con il Pescara, a dividere il merito con la società e lo scouting. Perché se siamo in serie B, certamente, è grazie al presidente Manrico Gemignani, che ha fatto investimenti importantissimi, ma poi è Calabro che ha realizzato dei miracoli sportivi. Il primo, conquistare la B ai playoff, un’impresa titanica. Poi, il primo miracolo di conquistare la salvezza all’esordio in B nonostante i momenti difficilissimi (un vittoria e cinque sconfitte nelle prime sei giornate, cinque sconfitte di fila a inizio girone di ritorno), oltre ai noti problemi legati all’indisponibilità del Dei Marmi per le prime partite, una salvezza in anticipo, con tante imprese memorabili che tutti ricordiamo. Quest’anno, un miracolo ancora più complicato, perché confermarsi è sempre difficile, perché siamo partiti senza la Curva Nord (ad oggi con la Curva Nord solo due sconfitte e immeritate, con Monza e Palermo) perché ha dovuto riassemblare la squadra; è vero che c’è lo zoccolo duro, fondamentale e affiatato, ma rispetto all’anno precedente il mister è partito senza Coppolaro, Guarino, Giovane, Cherubini e Shpendi del gruppo dei titolari, per non parlare di Milanese (9 gol quest’anno all’Ascoli), Fontanarosa (titolare ad Avellino) e Cerri. La forza di Calabro e del suo staff è stata quella di integrare i nuovi arrivati in un gruppo fortissimo sul piano umano, e di farli crescere tecnicamente e tatticamente. I vari Calabrese, Ruggeri, Distefano, Parlanti, Abiuso, lo stesso Hasa, con il passare delle settimane e dei mesi hanno acquisito personalità, poi certo, si parla di giocatori tecnicamente strutturati, ma la valorizzazione è un’altra cosa, basti considerare per tutti le esplosioni di Abiuso e Hasa. Ha un po’ deluso Sekulov, rispetto alle potenzialità, ma chissà, ci sono ancora, minimo, tre partite (speriamo di più…).
Di sicuro c’è un lavoro di crescita collettiva che sta coinvolgendo anche Rouhi (e siamo curiosi di vedere meglio Lordkipanitze e di assistere al debutto di Guercio).
Insomma, ne riparleremo, ma come ho avuto modo di dirgli di persona, in futuro – ma accade già ora in realtà – si parlerà di una Carrarese prima di Calabro e dopo Calabro. Ha fatto meglio, visto che ha conquistato la serie B e due salvezze, la seconda con chance playoff, di Orrico, Baldini, Lippi, Simoni, e non era facile; è già nella storia della Carrarese.
L’auspicio è che possa fermarsi in azzurro ancora a lungo.
Massimo Braglia

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