
Carrara Le parole sono azioni (Wittgenstein) e quindi ha fatto bene la Carrarese Calcio a puntualizzare con una nota ufficiale quanto accaduto al termine di Carrarese-Catanzaro di mercoledì 4 marzo 2026. Scrive infatti la società azzurra: “In relazione alle varie notizie circolanti sul web relative a quanto accaduto verso il designatore Aia Gianluca Rocchi al termine della gara odierna allo Stadio dei Marmi di Carrara, Carrarese Calcio 1908 desidera precisare che la contestazione da parte del pubblico locale è avvenuta senza alcun minimo episodio di violenza o aggressione come invece da più fonti paventato. Al termine della partita, pur nel contesto del malcontento dei tifosi, si è registrato un ordinato deflusso in sicurezza verso l’esterno dell’ impianto sportivo anche grazie ai tempestivi presidi di sicurezza presenti.Ad ogni modo, la Dirigenza di Carrarese Calcio 1908 ha immediatamente espresso personalmente – e qui intende ribadire pubblicamente – la propria vicinanza e stima al Designatore arbitrale Rocchi, cogliendo l’occasione per ribadire la propria totale contrarietà ad ogni fenomeno che superi i limiti della educata discussione e della civica tolleranza”.
Bene, quindi la parola chiave è contestazione; non c’è stata aggressione, è fondamentale ribadirlo. Parole grosse sicuramente, qualcuno ha sventolato delle banconote, ma corretto parlare di contestazione.
Semmai, la classe arbitrale dovrebbe riflettere sul perché a Carrara si sia arrivati a questa esasperazione. La gara con il Catanzaro è stata la classica goccia, ma in precedenza ci sono stati, oltre ai rigori non dati, anche falli non fischiati, sicuramente un paio su Zanon, in azioni strategiche.
Detto questo, come hanno invitato a fare in molti tifosi sui social e come ha ribadito anche mister Calabro nelle sue parole, la soluzione non è prendersela con gli arbitri. O meglio: bisogna procedere con le vie ufficiali, attraverso la società. L’ideale sarebbe avere anche in B, come adesso in C in via sperimentale, il “Var a chiamata”, non si capisce perché su episodi dubbi, come quelli con il Sudtirol o anche mercoledì sera all’ultimo tuffo, con fallo di mano evidente in area del Catanzaro, l’arbitro non sia stato richiamato. Finché non ci sarà il Var a chiamata, non possiamo che sensibilizzare e protestare civilmente, e chiedere con forza un po’ di attenzione.
I tifosi da parte loro possono avere un peso specifico altissimo incitando in modo esemplare, come hanno sempre fatto, la loro squadra; e la squadra deve reagire esprimendo un calcio ad alto livello come quello visto contro il Catanzaro.
Poi c’è il mister. La ricetta di mister Calabro è racchiusa in tre parole: lavoro, lavoro e lavoro. Ha avuto pazienza e ha restituito fiducia a Melegoni, speriamo che in questo finale di stagione possa tornare ai suoi livelli anche Sekulov e magari scoprire che Lordkipanidze e Guercio (quando sarà guarito), possono essere dei valori aggiunti nel rush finale; anche Bouah quando sarà a posto servirà eccome.
Mancano dieci partite, cinque in casa e cinque fuori, per la matematica servono 13 punti, meglio 14. Sotto con il Palermo, che è fortissimo ma, come tutte le squadre di questa categoria, non imbattibile. Vamos azzurri.
Massimo Braglia

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