Carrara La terza giornata consegna tre capoliste a 7 punti, Mantova, Sudtirol e la sorpresa Ascoli, in attesa del posticipo del Palermo che se la deve vedere con la Samp nel posticipo del lunedì di domani 7 settembre 2026 e che potenzialmente può salire a 9. L’Arezzo paga l’espulsione di Illanes avvenuta sullo 0-0, nella ripresa dilaga il Verona di Baroni 5-0; debutta con un successo Pecchia sulla panchina della Cremonese, subito 2-0 nei primi 5′ al Padova di Calabro, gli ospiti la riaprono a fine primo tempo, ma ancora Bonazzoli segna il 3-1, primo stop per Calabro che però ha già affrontato le tre retrocesse; bene il Pisa a Castellammare dopo la grande paura per Bozhinov colto da malore per il gran caldo, poi per fortuna si è ripreso bene: 0-3 di personalità; bene anche l’Avellino corsaro a Modena, primo punto per l’Entella con il Vicenza.

Risultati della terza giornata di serie B: Verona-Arezzo 5-0, Cesena-Mantova 1-1, Entella-Vicenza 2-2, Juve Stabia-Pisa 0-3, Modena-Avellino 0-1, Carrarese-Empoli 0-1, Ascoli-Benevento 1-0, Sudtirol-Catanzaro 2-0, Cremonese -Padova 3-1; domani lunedì 6 settembre 2026 ore 20,30 Palermo-Sampdoria.
La classifica: Mantova, Sudtirol, Ascoli 7, Avellino, Pisa, Palermo *, Empoli, Modena 6, Cesena 5, Verona, Padova, Vicenza 4, Cremonese e Arezzo 3, Juve Stabia **, Entella, Carrarese, Benevento, Sampdoria * 1, Catanzaro 0. *una partita in meno; ** 2 punti di penalizzazione
Prossimo turno: venerdì 11 settembre 2026 ore 19 Empoli-Arezzo; ore 21 Benevento-Verona, Pisa-Entella; sabato 12, ore 15 Vicenza-Juve Stabia, Padova-Ascoli, Sudtirol-Modena; 17,15 Catanzaro-Carrarese; 19,30 Cesena-Cremonese; domenica 13, ore 15 Avellino-Palermo, 17,15 Mantova-Sampdoria.

Tornando a mente fredda sulla partita della Carrarese, il primo aspetto da analizzare e da capire bene è perché una squadra che tutto sommato aveva retto anche alla distanza con Napoli, Torino e Mantova, abbia poi subito un calo ad Ascoli, e soprattutto con l’Empoli, che nella ripresa ha quasi sempre tenuto il pallino del gioco. Mister Cioffi in sede di presentazione aveva spiegato, in riferimento ad Ascoli, che si trattava di un problema temporaneo, legato ai pochi cambi. E invece la circostanza si è ripetuta, in una giornata resa complicata dal secondo legno di Abiuso, da un paio di occasioni non sfruttate (soprattutto quella di Cisse) e da un Empoli ordinato, che ha sfruttato al meglio l’unica vera occasione. Un gol nel quale il concorso degli azzurri è evidente, Magnino può crossare indisturbato – Belloni è a due metri – e soprattutto Popov si stacca troppo facilmente dalla marcatura, in un’area affollata di maglie della Carrarese; Pizzignacco la vede un attimo in ritardo, e la frittata è fatta, poi mancano le forze per riprendere il pareggio che sarebbe stato il risultato più giusto. Ma ancora prima del cross, c’erano state difficoltà enormi a liberare l’area, e questa è stata una costante, troppe volte il pallone liberato dall’area è stato preda degli avversari (tanto vale, qualche volta, dargli un calcione e spedirlo in fallo laterale per spezzare il ritmo e dare modo di ritrovare le marcature).

I sostituti non hanno reso per quanto ci si aspettava, a nostro avviso solo Cudrig e in parte Braunoder ha dato segnali di essere quasi pronto per dare una mano alla causa, Martini ci è parso ancora in ritardo, mentre Belloni, non al meglio, non ha inciso, e Finotto non ha avuto palloni giocabili.

La Carrarese, questo è il punto, è un cantiere in costruzione, ha cambiato tanto, ha voltato pagina, ma le giornate corrono e certe occasioni non ritornano, anche perché finora, a parte forse il Mantova (da verificare più in là) non abbiamo incontrato le corazzate, e quindi bisogna fare presto a trovare la quadratura. La prima domanda d’obbligo è: si può giocare per il contropiede in casa? Con Cissé, velocissimo, la tentazione è quella di arroccarsi e poi lanciare la freccia azzurra, il problema è che quando la mossa è riuscita meglio, Cissé ha calciato malamente, come già era accaduto ad Ascoli. Più comprensibile per la trasferta, meno in casa, sulla carta, anche se poi come sempre nel calcio sono gli episodi che spostano le valutazioni, perché se entra il palo di Abiuso, la partita cambia, l’Empoli deve un po’ scoprirsi e quindi Cissè diventa fondamentale.

Altro dubbio, dalla tribuna (da dove è facile fare gli allenatori e i bomber) se non sarebbe stato preferibile mettere subito Reale su Popov, o fare entrare Macchioni per uno dei centrali, in modo da avere centimetri e contrastare meglio il pericolo. Un brevilineo serviva per Distefano, ma ora non c’era più Shpendi, ugualmente non un gigante, ma un ragazzo alto e forte di testa. Sono considerazioni con il senno di poi, perché quell’azione è stata viziata da una serie di imprecisioni, ma le mettiamo comunque sul piatto.

La considerazione generale è che con così tanti giocatori arrivati negli ultimi giorni, e quasi tutti senza una vera preparazione nelle gambe, mister Cioffi deve fare i salti mortali. Fra l’altro con l’Empoli non c’era neppure Marconi, e Bonfanti non ha più granché minutaggio ad ora, si spera che già a Catanzaro possa avere un’autonomia di almeno una mezz’ora perché ovviamente è un valore aggiunto non da poco. Anche Martini per ora è indecifrabile, mentre Topalevic ha mostrato un grande talento e anche Cudrig, che è un giocatore con grande esperienza di C, e lo stesso Braunoder hanno fatto vedere di poter essere di grande aiuto alla causa. Quindi, bisogna stringere i denti, ritrovare fiducia nei propri mezzi, compattezza, ricordarsi che dalle situazioni difficili siamo sempre usciti in questi ultimi tre anni (nel primo anno di B, 3 punti nelle prime sei gare, prima del blitz provvidenziale a Frosinone). Pesa la mancanza di vittorie, un successo in campionato che manca dal 3-1 allo Spezia e anche questo è un aspetto psicologico sul quale lavorare, ad Ascoli è subentrata probabilmente anche un po’ di tensione. Deve essere bravo Cioffi a insistere sul lavoro e sulla testa dei giocatori, e soprattutto c’è bisogno di tutti, in fretta, da Macchioni a Bonfanti, Dagba, Esteves, Rubino, Vujevic, i sei giocatori di movimento che ancora non hanno debuttato e che possono alzare il livello complessivo e dare soluzioni alternative a Cioffi; e tanto ci si aspetta anche dalla crescita di Martini, Khafi e Pinelli, perché ci sarà bisogno di tutti per arrivare alla salvezza in una stagione complicata, ma restiamo convinti che ci siano tutte le condizioni, a partire da una curva ammirevole per risollevarci e che alla fine si troveranno almeno cinque squadre da lasciare sotto in graduatoria.

Massimo Braglia


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