
Carrara Le ultime due gare della quarta giornata di serie B hanno visto il pareggio per 1-1 fra due delle favorite, Avellino e Palermo, e il successo per 2-0 del Mantova sulla Samp dell’ex Cicconi, ultimissima a un punto come la Carrarese ma con una peggiore differenza reti.
Risultati 4.a giornata: Empoli-Arezzo 0-1, Benevento-Verona 3-1, Pisa-Entella 1-4, Vicenza-Juve Stabia 1-1, Padova-Ascoli 1-0, Sudtirol-Modena 1-0; Catanzaro-Carrarese 1-0, Cesena-Cremonese 2-2, Avellino-Palermo 1-1, Mantova-Sampdoria 2-0
La classifica: Palermo e Mantova 10, Sudtirol 8, Modena, Ascoli, Padova, Avellino 7, Arezzo, Cesena, Pisa, Empoli 6, Vicenza 5, Benevento, Entella, Verona, Cremonese 4, Catanzaro 3, Juve Stabia ** 2, Carrarese e Sampdoria 1. ** due punti di penalizzazione.
La 5.a giornata: venerdì 18 settembre 2026 20,30: Juve Stabia-Cesena; sabato 19 ore 15: Carrarese-Benevento, Cremonese-Entella, Palermo-Padova; 17,15: Sampdoria-Catanzaro; 19,30: Ascoli-Avellino; domenica 20: ore 15 Arezzo-Sudtirol, Verona-Vicenza; 17,15 Mantova-Pisa; 19,30 Modena-Empoli.
Riavvolgendo il nastro a mente fredda, della partita di Catanzaro restano nitide alcune indicazioni. In ordine sparso (cit. La grande bellezza): troppa distanza tra i reparti, in particolare la difesa è troppo bassa, il centrocampo non ha ancora la gamba per accorciare e accompagnare, Abiuso è costretto a ripiegare sia per avere palloni giocabili, sia per dare una mano, Cissé sta deludendo quanto a qualità sotto porta. A Catanzaro, lo diciamo subito, ha ragione Cioffi, non avremmo meritato di perdere: il doppio palo sullo 0-0 è clamoroso, Abiuso ha avuto una grossa occasione, ma bisogna riflettere anche sul perché sia a Catanzaro che con l’Empoli il gol sia arrivato dopo i primi cambi. Chi entra deve dare di più, e chi resta deve raddoppiare l’attenzione nei momenti clou, troppi i punti gettati al vento nel finale: due ad Ascoli, uno con l’Empoli e uno a Catanzaro, da essere a quota 1 a essere a 5 ci sarebbe un mondo. Ma siamo a uno, e quindi quello meritiamo. Anche perché si prendono gol in fotocopia: ad Ascoli Rouhi si fa saltare, Oliana si fa aggirare troppo facilmente; con l’Empoli, nessuno accorcia sul giocatore che crossa, Popov si stacca dai centrali azzurri con una facilità disarmante, nessuno lo marca in modo asfissiante (come era accaduto con Ruocco con il Mantova, molto bravo ma anche un po’ troppo libero, tanto più nel primo tempo quando le squadre sono più fresche); a Catanzaro, Reale, fra i migliori e generosissimo fino a quel momento, finisce a terra su una finta di Pafundi, poi Oliana anticipa la scivolata su Iemmello e c’è il patatrac. Poco prima del gol, la Carrarese aveva avuto un paio di azioni d’attacco manovrate un po’ troppo farraginose, e un cross malamente calciato da Cudrig. Non dev’essere facile entrare a freddo, e sentire la pressione, ma questa è la B. Ci sarebbe anche da capire se davvero serviva mettere insieme un organico così vasto, alcuni giocatori inevitabilmente i meno esperti, finiscono per sentirsi sempre sotto esame e con il fiato sul collo.
Impressionante il passo indietro di Topalovic, in questo senso, e dello stesso Cudrig.
In generale, ci aspettiamo già dalla partita con il Benevento di tenere il buono visto con il Catanzaro, ovvero più personalità, meno errori di impostazione, un discreto numero di occasioni considerando il contesto anche psicologico, ma anche e soprattutto di vedere molto di diverso quanto all’impostazione generale, il 3-5-2 non deve essere, pena il rinchiudersi e rischiare troppo, un 5-3-1-1 mascherato, con Cissè terminale offensivo. Quindi, ci aspettiamo che la Carrarese domini di più il gioco, aggredisca meglio l’avversario, e porti il baricentro almeno 10-15 metri più avanti, e che tuteli Abiuso, che ha i colpi per segnare ma a patto che non si sfianchi. Abbiamo visto bene anche Marconi, che sente la porta, non così Cissè, per il quale lo specchio della porta, salvo il lampo illusorio dopo 30 secondi contro il Mantova, sembra un tabù. Gestire cinque attaccanti non è semplice, in attesa del miglior Bonfanti, soprattutto in casa ci chiediamo se non sia il caso di pensare a Marconi o Finotto per affiancare Abiuso dall’inizio.
Nota positiva, il rientro di Rubino: la classe e la ricerca delle azioni offensive sono intatte, non sappiamo se negli equilibri di squadra sarà possibile fin da subito vederlo insieme a Topalovic, di sicuro sono loro che possono dare il valore aggiunto, insieme, se saprà tornare ai livelli del Psg, a Colin Dagba.
Perché al tirar delle somme, fra i tanti che sono andati via, certamente sono tutti giocatori che avrebbero fatto molto comodo, e con la squadra della passata stagione adesso probabilmente saremmo a punteggio pieno, ma in definitiva, quelli che sono più difficili da sostituire strutturalmente sono Zanon (e in parte Bouah) e Hasa, ovvero uno dei migliori esterni della B e probabilmente anche della A, difficilissimo da tenere quando in forma; e un eccezionale fantasista con il vizio del gol e dell’assist come Hasa. Perché possiamo raccontarcela anche diversamente, ma se al posto di Hasa e Zanon ci fossero stati giocatori medi, gli azzurri sarebbero retrocessi o quanto meno andati ai playout, lo dicono i numeri dei gol e degli assist di Zanon e Hasa e i punti che hanno portato. Per Zanon, difficile pensare che Cudrig e Esteves possano fare meglio, magari un gioco diverso, ma che siano così decisivi, oggi, sarebbe un azzardo dirlo; si spera in Dagba, fermo restando che Cudrig e Esteves sapranno essere utilissimi alla causa e incisivi. Quanto al dopo Hasa, i candidati sono Rubino e Topalovic, e qui diciamo che le carte in regola ci sono per entrambi. Gli altri confronti, è presto per dirlo: Bleve con Pizzignacco e Garofani? Il Bleve dei primi due anni è stato fantastico, l’anno scorso è stato prezioso ma meno brillante; Illanes, Calabrese, Salamon e Imperiale con Macchioni, Vujevic, Romani e Reale? Sulla carta, ci siamo, anche se l’esperienza di Illanes manca eccome; Zuelli e Melegoni con Braunoder, Martini, Khafi, Pinelli? Per ora, non ci siamo, in prospettiva dovranno dimostrarlo, soprattutto Braunoder e Martini, i più esperti. In attacco siamo migliorati rispetto all’anno scorso, Marconi, Cissé, Bonfanti valgono sicuramente Distefano, Torregrossa (il Torregrossa della scorsa stagione, è chiaro), Sekulov, Accornero.
I confronti comunque è assolutamente sterile farli, la rosa è questa, è profonda, ha le qualità per salvarsi almeno a giudicare da quanto visto finora, e con questi dobbiamo salvarci
E Cioffi? Non è in una situazione semplice, soprattutto sul piano psicologico: quando mancano i risultati, è tutto più complicato. Ci ricorda, quanto ai pali colpiti, la Carrarese 2000-2001, all’inizio gli azzurri di Filippi colpirono almeno tre legni clamorosi, la prima vittoria arrivò solo alla settima giornata con l’Arezzo, e poi dopo due sconfitte (la seconda in casa contro il Lecco in cui giocava Calabro terzino, 1-2), la sostituzione con Discepoli.
Cioffi, da uomo di calcio, sa che tutto dipende dai risultati. Il tempo stringe, bisogna fare punti per evitare che subentri ancor di più la paura in un gruppo molto giovane. L’auspicio di tutti è che già con il Benevento possa finalmente arrivare la svolta, e sarebbe un’impresa visto che la neopromossa dell’ex Cherubini (ma nell’ultimo turno è rimasto in panchina) ha appena dato una lezione al Verona dell’altro ex mister Baroni.
Massimo Braglia

Lascia un commento