
Carrara Sul suo profilo instagram, Marco Bleve ha scritto un commovente saluto alla città di Carrara e ai suoi tifosi. Eccolo
“Cara Carrara,
ci sono storie che non pensi mai di dover raccontare. La mia con te è una di quelle.
Tre anni fa sono arrivato con una valigia e tanti dubbi. Poi ho conosciuto la curva, lo spogliatoio, questa gente, e ho capito che qui non stavo solo giocando: stavo vivendo qualcosa di vero.
Ho messo piede in campo più di cento volte, e ogni volta era diversa. A volte ero forte, altre stanco, altre ancora non al 100%, ma ho stretto i denti sempre. Perché questa maglia non la indossi: la senti addosso come una seconda pelle.
Mi hai visto crescere, cadere, rialzarmi, sbagliare, migliorare. Mi hai visto diventare uomo. E adesso mi stavi vedendo diventare padre — forse è proprio questo che fa più male: pensavo che mio figlio sarebbe cresciuto vedendo suo padre difendere questi colori.
Invece oggi mi ritrovo a salutare, e non perché lo abbia scelto io. Lo faccio con rispetto, ma con un vuoto dentro che solo chi ama davvero qualcosa può capire.
Ho dato tutto, anche quando nessuno lo sapeva. Ho difeso questi colori come se fossero casa mia. Perché lo erano. E lo saranno sempre.
Grazie Carrara. Grazie alla gente, ai tifosi, ai bambini che mi hanno fatto sentire un gigante anche nei giorni più piccoli. Grazie per avermi fatto vivere una storia che non dimenticherò mai. Marco”, poi due cuori uno giallo e uno azzurro.
Che aggiungere? Sono passati solo due anni e poco più di due mesi dalla finale che ci ha riportato in B. Rileggiamo la formazione di quella Carrarese: Carrarese (3-4-2-1): Bleve; Illanes, Di Gennaro, Imperiale; Zanon (32′ st Belloni), Schiavi, Capezzi (1′ st Della Latta), Cicconi; Palmieri (12′ st Zuelli), Panico (32′ st Giannetti); Finotto (43′ st Morosini). In panchina: Tampucci, Mazzini, Cerretelli, Grassini, Coppolaro, Capello, Boli, Di Matteo. Allenatore: Calabro.
Con il quasi certo passaggio di Imperiale al Catanzaro, di quella squadra fantastica restano solo Schiavi, Belloni e Finotto. E’ un ciclo che si è chiuso. Aveva iniziato Di Gennaro a scegliere il Catania, poi via via le altre cessioni, alcune per scelta tecnica, altre per scelta personale. I giocatori e gli allenatori passano, resta la Carrarese. Non è la prima volta che le bandiere cambiano maglia, nell’83-84 Orrico portò al Brescia dagli azzurri Aliboni, Lombardi e Bressani (e riprese Chiodini, dal Genoa), insomma, non proprio tre giocatori di secondo piano… eppure la Carrarese è andata avanti, era reduce da un terzo posto e con un redivivo Cacciatori arrivò quarta, a pari punti proprio del Brescia a quota 39, ma avanti negli scontri diretti: 1-0 al Dei Marmi, 0-0 al Rigamonti, e dopo quel pari Orrico fu sostituito da Settembrino…
Insomma, è lo sport. Corsi e ricorsi storici. Bisogna avere fiducia in una società che dopo 76 anni ci ha regalato la B, in un tecnico che ha fatto la A, in giocatori giovani ma di qualità. Un investimento come quello su Vujevic significa che la B vuole essere consolidata, non certo abbandonata. E siamo certi che da qui all’1 settembre avremo diverse sorprese in positivo. La gara con il Toro ha dato prova che la squadra c’è.
Detto questo, di Bleve, come di Zanon, Zuelli, Illanes, Imperiale e ancora prima Di Gennaro, Coppolaro, Capezzi, Giannetti, Cicconi ecc, dispiace, ma è inevitabile che ci sia un ricambio, che arrivino giocatori con nuovi stimoli. Testa al Mantova…
Massimo Braglia

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