
Carrara La Carrarese si avvicina a grandi passi alla trasferta di domani, sabato 17 gennaio ad Avellino. Sono stati diffusi i convocati: c’è anche Bleve, che ovviamente sarà valutato bene visto che fino a giovedì non si è potuto allenare, mancano Imperiale, Salamon e Accornero. Gli altri convocabili ci sono tutti. Salvo sorprese, anche se giovedì il mister ha detto che potrebbe avere spazio chi ha giocato meno, se Hasa è recuperabile si dovrebbe andare al classico 3-5-2: quindi, Bleve (Fiorillo); Calabrese, Oliana, Illanes; Zanon, Schiavi, Zuelli, Hasa, Belloni (Cicconi); Finotto, Abiuso.
L’Avellino, da neopromossa, sta facendo bene, ha due punti più degli azzurri e davanti oltre a Tutino e Biasci ha Patierno e Lescano, fra gli altri (Insigne non è stato convocato per infortunio)

Nel frattempo, è andata in onda su Radio Fiesta “La voce degli azzurri”, dove mister Antonio ha risposto alle domande del conduttore Fabrizio Bertelli e del sottoscritto Massimo Braglia. Ne riportiamo una sintesi.
Chi è Antonio Calabro? “Antonio Calabro è la stessa persona di sempre, ovviamente,
con i pregi e con i tanti difetti che uno ha. Non mi godo benissimo le vittorie perché ho sempre un equilibrio tale che mi fa stare sempre con i piedi per terra, anche quando le cose non vanno bene. Questa è una maturità, un equilibrio che ho raggiunto negli ultimi anni, ero molto più estremista agli inizi della mia carriera. E questa esperienza a Carrara mi ha riempito talmente di responsabilità che l’ho dovuta affrontare per forza in questa maniera con molto equilibrio. E questo mi sta dando dei risultati importanti”.
Due anni fa è arrivato alla Carrarese, ha ottenuto un risultato storico: la serie B dopo 76 anni.
“In merito ai risultati ottenuti sottolineo che mi avvalgo per quanto riguarda i nostri successi soprattutto di una società importante, con Manrico Gemignani che riesce a metterci in condizione di esprimerci al massimo, permette di lavorare quanto vuoi e come voi e questa è una cosa che non trovi da tutte le parti. Vero che ci sono stati altri allenatori che non sono riusciti a raggiungere questo obiettivo ma è anche vero che l’obiettivo non si raggiunge da un momento all’altro, ma le basi si mettono anticipatamente con una mentalità che questa società aveva quando io sono arrivato. E’ un dato di fatto”.
In merito all’andata: “23 punti, sui numeri non ci possiamo lamentare. Se c’è qualcosa di migliorare secondo me sono i numeri sui gol che si subiscono fuori di casa. È ovvio che ci sono tante situazioni da valutare, il fatto di giocare sul sintetico dà dei vantaggi in casa, essere abituati ad allenarsi sempre su un campo in erba sintetica, ti fa trovare delle difficoltà nell’adattamento in trasferta, si riequilibra sempre con quello che può succedere quando giochiamo in casa. Il nostro obiettivo è quello di finire questo campionato tenendo la Carrarese in Serie B. Posso assicurare che quest’anno potrebbe essere ancora più difficile rispetto all’anno scorso, proprio per quello che sta evidenziando il campionato, per le compagini che ci sono; e quindi la nostra forza e il nostro lavoro, la nostra concentrazione sarà quella di dire, se con altri 23 punti a 46 sei salvo, allora a quel punto vuol dire che è stato un grande girone d’andata anche per le difficoltà che abbiamo avuto. Essendo un professionista e lavorando soprattutto sui difetti, il fatto di aver preso troppi gol fuori casa mi induce a soffermarmi su questo aspetto e a lavorare ancora di più”.
E aggiunge: “La forza della Carrarese è che si costruisce la squadra con come minimo due pedine per ruolo, funzionali a quello, non ci si inventa niente, non ci si inventa strategie particolari che non siano state predisposte a inizio stagione. Non ci sono mai stravolgimenti per i quali i giocatori vanno in confusione sia sul sistema di gioco che sugli allenamenti, e questo secondo me porta sempre qualcosa di buono se si mantiene la tranquillità nei momenti di difficoltà. Questo mi consente di fare delle scelte su quella che io posso pensare sia la formazione migliore. Abbiamo fatto tanti gol quest’anno rispetto all’anno scorso, quindi c’è stato proprio un miglioramento sotto quel punto di vista che ci ha portato innanzitutto ad avere tanti giocatori ad essere andati in gol e poi ad aver fatto forse 10 gol in più rispetto al girone d’andata dallo scorso anno, quindi c’è stata una crescita della squadra, una crescita della mentalità. E il fatto di avere una rosa ampia, mi permette di valutare la settimana e di fare la miglior formazione possibile”.
Ad Avellino troveremo tre ex: il difensore Fontanarosa, e gli attaccanti Biasci e Tutino. Come gioca l’Avellino rispetto all’andata?
Risponde Calabro: “L’Avellino gioca alla stessa maniera. Sono una squadra forte nei singoli e in casa si fanno trascinare molto dall’ambiente, un ambiente molto caldo, una curva molto calorosa, hanno delle buone potenzialità singole sul dinamico e sullo statico, perché hanno sui calci piazzati dei giocatori strutturati. Quindi questo ci fa capire, ma come qualsiasi altra partita da affrontare, ci fa capire le difficoltà della gara”. In riferimento anche alla partita dell’andata, finita 4-3 per gli irpini anche se in inferiorità numerica, ricorda l’errore che fu fatto “di aver spento la lampadina nel momento in cui pensavamo di avere la partita in mano. Una gara a sé, forse la più anomala da quando sono qui. Non ci possiamo permettere di abbassare mai quello che io chiamo l’istinto dell’essere killer e quindi quando questo succede, può succedere di tutto, è stata una grande lezione mentale. L’Avellino fu bravo a mantenere i ranghi serrati e sfruttare le ripartenze con i loro giocatori di gamba. Abbiamo meritato di perdere non per la prestazione, perché abbiamo fatto forse 25 tiri in porta, ma proprio per l’errore di aver spento la lampadina quando pensavamo di avere la partita in mano”. In trasferta, ricorda, “Non è solo la Carrarese che fa fatica, perché è un campionato in cui il fattore casa incide tantissimo, ma noi sappiamo che dobbiamo fare quei punti che permettano alla Carrarese e al popolo di Carrara di mantenere questi palcoscenici, garantire un futuro di calcio di serie B a questi tifosi, io penserei a ottenere questo come grande obiettivo, se rifacciamo gli stessi 23 punti anche nel ritorno molto probabilmente sei salvo, non cambierei né stravolgerei tantissimo, l’importante è fare minimo gli stessi punti, prima si fanno meglio è, poi eventualmente si continuerà a spingere, ora c’è questa partita sapendo che ha da poco battuto la Samp e in casa fa le proprie fortune, con un sintetico un po’ diverso dal nostro, ma noi portiamo sensazioni diverse rispetto alle trasferte con Palermo e Monza, mentre a Genova secondo me abbiamo fatto una grande prestazione”.
Mister Calabro ha inoltre ricordato che lui ai suoi ragazzi dice: “Dobbiamo fare la Carrarese, e ognuno di noi sa cosa vuol dire. Una squadra che nei momenti di difficoltà, sa reagire e tirarsi fuori, è un grosso pregio, si evidenzia sia nei periodi che nell’arco di una partita, i giocatori hanno sempre stretto i denti, moltiplicato le energie, dato l’anima e gettato il cuore oltre l’ostacolo, e questo rende unica la Carrarese”. (M.B.)

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