
Carrara “Lavoro, lavoro e ancora lavoro: ecco cosa dovete aspettarvi da mister Gabriele Cioffi”: parola di Lorenzo Pasciuti, carrarino doc, ex azzurro, ma passato alla storia del calcio italiano soprattutto per la sua straordinaria impresa con la maglia del Carpi, primo giocatore italiano ad aver segnato almeno un gol in tutte le serie dalla D alla A con la stessa squadra (e ai suoi tempi c’era ancora la distinzione fra C2 e C1, come sappiamo bene). Pasciuti ha avuto Cioffi come compagno di squadra e capitano nel 2010-2011 e 2011-2012, ovvero nella stagione della promozione dalla C2 alla C1 insieme alla Carrarese e poi, compagno di squadra dell’altro ex azzurro Fabio Concas, nella stagione della finale playoff persa contro la Pro Vercelli per salire in B. Nel 2012-2013, ancora in C1, Cioffi passa a fare l’allenatore in seconda di mister Daniele Tacchini, a fine girone d’andata la squadra è prima in classifica, poi un solo punto nelle prime sei del ritorno, arriva l’esonero, la panchina passa a mister Brini che questa volta porta il Carpi in B, in finale playoff contro il favoritissimo Lecce. Poi come sappiamo Pasciuti arriva anche in A, e sempre al Carpi ha avuto anche mister Antonio Calabro, in B, nel 2017-2018. Alla Carrarese arriva nel 2019-2020, l’anno della semifinale playoff a Bari con Baldini; poi 2020-2021, con le ultime tre giornate in panchina Di Natale e salvezza; 2021-2022, ancora Di Natale, playoff con gol a Pescara (2-2, con azzurri sotto, poi avanti con Pasciuti e D’Auria, e infine raggiunti sul 2-2 e quindi eliminati) e infine dopo i primi mesi con Dal Canto, 2022-2023, pochissimo utilizzato, il passaggio in D al Grosseto e poi la chiusura di carriera alla San Marco.
Ma riprendiamo a parlare di Gabriele Cioffi con Lorenzo Pasciuti.
Domanda d’obbligo: com’era Gabriele Cioffi da giocatore e da allenatore? “Uguale: un grande lavoratore. Da giocatore, arrivava al campo a mezzogiorno, se ci allenavamo al pomeriggio, e restava fino alle sei, non mollava mai un centimetro, correva più di tutti. E da allenatore, voleva dai calciatori quello che faceva lui quando giocava, quindi tantissimo lavoro. E non trascurava niente, era attentissimo ai particolari. Insomma, tosto in campo, tosto in panchina”.
Secondo te, può far bene a Carrara? “Premesso che dopo due anni e mezzo così eccezionali con Calabro in panchina, non sarà facile ripartire per nessuno, però sono convinto che se i giocatori seguono Cioffi, sicuramente avranno dei buoni risultati”.

Con voi come giocava (ricordiamo che era il secondo di Tacchini, però): “Il nostro modulo era il 4-4-2, io facevo l’esterno destro. Ora non saprei se ha cambiato impostazione”.
Vi siete sentiti?
“A dir la verità, l’ho saputo oggi che allenerà la Carrarese, e mi riprometto di sentirlo per fargli un in bocca al lupo. Ho invece salutato Calabro, con cui sono rimasto in ottimi rapporti”.
Ma non si sbilancia sul fatto che Calabro gli abbia o meno detto che andrà a Padova o altrove: “Non abbiamo parlato solo di calcio”.
Aggiungiamo noi, tra parentesi, che il Padova è praticamente certo, e secondo Gianluca Di Marzio i primi rinforzi chiesti sono l’azzurro Simone Zanon e l’ex Stiven Shpendi.
Dopo le parole di Lorenzo Pasciuti, 37 anni, grandissima esperienza, l’auspicio di chi scrive è che possa dare anche nel futuro ancora una mano alla Carrarese, magari già nello staff di Cioffi, ce lo auguriamo. Un carrarino che capisce di calcio, e tifoso della Carrarese, fa sempre comodo.
Tornando a Cioffi, che dire? Chi ama le statistiche, come il fratello di chi scrive (Giuseppe, storico cronista della Carrarese), ricordava che Gabriele Cioffi è il secondo allenatore nella storia azzurra che arriva dall’Udinese, il precedente ovviamente è Corrado Orrico, che nel 79-80 guidò i friulani (dove aveva voluto i compianti Angelo Cupini e Silvio Francesconi, oltre a Beppe Bressani); fu esonerato dopo ventidue giornate. Nell’80-81 aveva iniziato a Vicenza, poi però venne via in polemica con l’allora società vicentina e tornò alla Carrarese (per la terza volta), quindi nelle statistiche non c’è traccia del passaggio a Vicenza, e in azzurro aprì il ciclo super di un terzo posto in C2, primo posto in C2, terzo posto in C1 dietro Padova e Triestina con vittoria della Coppa Italia.
Che dire? Tutti gli sportivi azzurri ovviamente sperano che Gabriele Cioffi ripercorra le orme di Orrico, aprendo in B un ciclo d’oro. Non sarà semplice sostituire Calabro, ma la cultura del lavoro è sicuramente il miglior viatico per partire con il piede giusto.
Massimo Braglia
Articolo aggiornato alle 8.45 del 13 giugno 2026

Lascia un commento