Carrara Dopo Lorenzo Pasciuti, interpellato da Brand Carrara nei giorni scorsi, anche un altro ex azzurro ed ex compagno di squadra eccellente di Gabriele Cioffi ci descrive il mister come dedito al lavoro, molto attento ai particolari. Stiamo parlando di Marco Cellini, bomber di razza, in azzurro nel 2013-2014 e nel 2014-2015, unico insieme a Marco Cacciatori almeno nell’era moderna a realizzare quattro reti in una partita, contro la Pro Piacenza (seppure ridotta nella ripresa in nove). Immarcabile nell’area di rigore, tatticamente eccezionale, sempre al posto giusto al momento giusto, oggi Cellini è allenatore da quattro anni al Grassina in Eccellenza: “Sono reduce dalla finale nazionale d’Eccellenza in Abruzzo, contro la Santegidiese, domenica scorsa, non è andata bene. Abbiamo fatto molto più del previsto, ma certo non è mai bello perdere una finale che aveva in palio la serie D”. Tanto più che dopo il 2-1 dell’andata, il risultato era in equilibrio, fino a quando il Grassina è rimasto in dieci e ai supplementari – la gara si è disputata a Giulianova – la Santegidiese ha allungato fino al 3-0 finale.

https://www.brandcarrara.it/carrarese-da-mister-cioffi-aspettatevi-lavoro-lavoro-e-ancora-lavoro-parola-di-lorenzo-pasciuti-ex-azzurro-che-lo-ha-avuto-come-compagno-di-squadra-e-capitano-e-poi-come-allenatore-in-secon/

Parliamo di Gabriele Cioffi, che nel 2009-2010 era all’Albinoleffe oltre che con Cellini, futuro azzurro, con un ex, Simon Laner, e altri due futuri azzurri, Enrico Geroni e Donato Disabato. Cosa ricordi di Cioffi? “E’ fiorentino come me, e quindi quando c’era la possibilità di tornare in Toscana facevamo il viaggio in macchina insieme, e quindi si era in amicizia. Come giocatore senz’altro un difensore arcigno, molto, molto concentrato, molto applicato sul lavoro, forte di testa, pochi fronzoli”.

Ti aspettavi che avrebbe fatto l’allenatore? “Direi di sì, quell’anno era un po’ uno dei più grandi d’età e ci faceva da chiocciola, veniva da piazze importanti, e non sono sorpreso che sia diventato allenatore perché teneva molto al lavoro, ripeto, e credo che gli sia venuto naturale proseguire su questa strada”.

Vi siete risentiti? “L’ho rivisto a Coverciano quando facevo il corso da allenatori, ci siamo salutati. All’apparenza può dare l’idea di uno poco socievole, ma in realtà è anche uno pronto alla battuta”.

E la Carrarese in serie B che effetto ti fa? “Ho piacere, è stata una bella gioia per me la promozione, si vedeva che era una piazza che sprigionava passione, che ci teneva alla squadra in modo sano”.

La segui? “A me il calcio piace, però da quando alleno dedico tanto tempo all’eccellenza alla mia categoria. Qui a Grassina ci tengono a fare bene le cose, in modo oculato”.

Che tipo di calcio proponi? “A questi livelli, preferisco trasmettere delle idee e puntare molto sul ritmo, se tieni un ritmo alto sei avvantaggiato”.

Ce l’hai un Cellini in squadra? “Purtroppo no… glielo dico sempre ai ragazzi”.

Anche perché aggiungiamo noi, se ci fosse un Cellini la squadra non sarebbe in Eccellenza…

Sono tante le partite, soprattutto nel secondo anno, in cui Cellini ha fatto la differenza, ma anche nel primo anno difficile, nel quale – voluto da Sandro Turotti che l’aveva avuto all’Albinoleffe (dov’è stato capocannoniere della B con 23 gol…) – era partito con un po’ di problemi fisici (e magari con lui al top anche per Maurizio Braghin le cose sarebbero andate diversamente, chissà) per poi uscire alla distanza. Chi scrive ricorda in particolare una partita in casa proprio dell’Albinoleffe, giocata a Bergamo, il 13 aprile 2014, con gli azzurri in 10: vittoria per 1-0 della Carrarese con un suo gol di testa, tre difensori costantemente tenuti sotto scacco dalle sue giocate. Fenomeno. Quando è tornato da ex con l’Arezzo, ovviamente, ha segnato il gol vittoria degli aretini.

Hai segnato 8 gol nella prima stagione e ben 18 nella seconda in azzurra, quale ricordi meglio? “Li ricordo tutti, ma sicuramente sono più legato alle quattro reti in una sola partita con la Pro Piacenza, una giornata che rimane nella storia e nelle statistiche. Una di quelle giornate in cui come tocchi il pallone, fai gol…”. Non male peraltro anche la tripletta contro il Tuttocuoio di mister Alvini a gennaio 2015, 5-1.

Intanto, tornando alla Carrarese, sul fronte del mercato, appare sempre più vicino l’ingaggio del promettente 2006 Yanis Khafi, centrocampista cresciuto nel Psg. Per lui anche sei presenze e un gol nella Youth League.

Per l’attacco, fra gli altri, piace Matteo Spinaccé dell’Inter, anch’egli 2006 che ha già esordito in prima squadra.

Sul fronte allenatori, la Carrarese ritroverà da avversario Marco Baroni, che è tornato ad allenare il Verona.

Massimo Braglia


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