



Carrara Un grande successo per la 12.a Notte nazionale del Liceo classico al “Repetti”, una festa con tante iniziative coinvolgenti ed emozionanti, ma anche con un messaggio forte di pace e fratellanza. Il tema di quest’anno, “Homo sum”, è tratto dalla frase “Homo sum, humani nihil a me alienum puto”, di Terenzio, che significa “Sono un essere umano, niente di ciò ch’è umano ritengo estraneo a me”, e rimanda al concetto di humanitas dei latini. Humanitas che significa sostanzialmente il riconoscimento della dignità umana nell’altro, la promozione del rispetto reciproco, la benevolenza e la cultura come tratti distintivi dell’essere umano. Con queste premesse, si è alzato forte, negli interventi dei ragazzi e nella scelta delle canzoni, ma anche di uno dei balletti corali, il grido degli studenti affinché si fermino le armi.
In centinaia si sono dati appuntamenti al Liceo classico per quella che ormai è una bella tradizione, nata grazie all’intuizione del prof. Rocco Schembra, docente di Latino e Greco presso il Liceo Classico “Gulli e Pennisi” di Acireale. Come da programma, l’evento si apre in contemporanea (quest’anno in 380 Classici, dei quali 30 all’estero, compresa l’Ucraina) con il messaggio dei ministro della Pubblica Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara. Anch’egli ha ricordato l’ideale di humanitas come caposaldo della nostra civiltà, e ha sottolineato la “perenne attualità del Liceo Classico”.
Comune anche la canzone prescelta per illustrare la giornata, “La Fioritura” dl cantautore fiorentino Francesco Raineri.
Nella sede cittadina del Classico, a fianco della dirigente scolastica del Montessori-Repetti Ines Mussi (nella foto sopra durante il suo intervento), la sindaca Serena Arrighi, ex alunna del Repetti e alla sua quarta presenza; Carlotta Montefiori dell’Ufficio scolastico territoriale (Ust in sigla) in rappresentanza della presidente Marta Castagna, la consigliera provinciale e comunale Benedetta Muracchioli in rappresentanza del presidente della Provincia Roberto Valettini (entrambe ex alunne) e due personalità chiamate a rappresentare cosa avesse significato per loro il percorso al Repetti: il dottor Guido Bianchini, ex direttore medico al Noa, e Federico Giannini, giornalista culturale, cofondatore e direttore della fortunata rivista Finestre sull’Arte.
La dirigente scolastica Ines Mussi nel suo intervento ha rimarcato lo straordinario impegno collettivo e di squadra alla base della Notte Nazionale, ha parlato fra l’altro di “una scuola che diventa vita, viva”, per una “creatività condivisa”. E ha esortato: “Scegliamo sempre di essere umani”, aggiungendo che proprio gli studi classici forniscono “solide base per realizzarsi al meglio. Noi confidiamo molto in voi ragazzi”.
La sindaca Serena Arrighi ha aggiunto che questi studi le sono stati utilissimi nella vita, perché il Liceo Classico “ti dà un pensiero critico”, con solide basi, e insegna a “difendere i diritti di tutti” e “i capisaldi della democrazia”. Anche Carlotta Montefiori ha sottolineato di aver notato come gli studenti si sentano “a casa”, “si vede la passione che mettete in questa serata, sentite la scuola come vostra, ai miei tempi non mi era capitato”. E Benedetta Muracchioli ha osservato come l’Homo sum sia un tema “attualissimo e centralissimo”.
Straordinario l’excursus sulla proprio vita del dottor Guido Bianchini, già direttore di Medicina interna al Noa e che fra l’altro è anche il referente per il percorso biomedico del Repetti, un ruolo che, spiega, “mi dà tanta gratificazione, ma sono io che ringrazio la scuola”.

Per la sua formazione ha ricordato il ruolo chiave di tre insegnanti, Alfonso Crudeli di storia e filosofia, l’ex sindaco Leo Gestri per latino e greco, Mariangela Petrucci per italiano: “Sono entrato qui nell’immediato post ’68, ricordo perfettamente come la professoressa, facendo leggere e commentare Sillabario n.1 di Goffredo Parise, sia riuscita a darci un segnale forte, e cioè che c’erano anche i sentimenti oltre alle ideologie”. “E a me – ha ricordato – piaceva il dubbio e non la certezza dell’ideologia”. Dalla laurea all’Università Cattolica del Sacro Cuore a Roma, al servizio militare, al precariato in Università, al primo impiego alla Recordati, nota impresa farmaceutica dove ha contribuito allo sviluppo della Lercadipina, il dottor Bianchini ha spiegato poi come invece abbia preferito passare dalla “Milano da bere” alla “trincea” del reparto di Medicina, prima al Monoblocco poi al Noa, un ospedale di moderna concezione che è contento di aver proposto. Emozionante la ricostruzione dell’emergenza Covid, vissuta da responsabile clinico, dalle grandi e drammatiche difficoltà iniziali, fino alla sospirata chiusura del reparto Covid, in mezzo sofferenze, lutti, ma anche tanti risultati, grazie fra l’altro anche al fatto di essere stati all’avanguardia nella ventilazione non invasiva. Lui è stato il primo vaccinato in provincia (vaccinato dalla moglie), per il Covid ha perso quattro colleghi, e ha dedicato il suo intervento a uno di questi in particolare, il dottor Marco Morale, “ottimo medico ma anche grande sassofonista”. Altra dedica speciale e commossa alla sua ex compagna di classica Daniela Donnini, per anni professoressa di educazione fisica anche al Repetti. Tornando al Covid, ha ricordato amaramente che lo slogan era: “Niente sarà come prima”, e invece purtroppo “Tutto è come prima”, fra le guerre, la tragedia di Gaza e, per la sanità, ha affermato come l’Italia investa il 50% in meno di Germania e Francia e che in Medicina al Noa oggi ci sono “meno medici rispetto all’aprile 2020”.

E una certezza, in conclusione: che in tutta la sua traiettoria umana e professionale, è stato fondamentale aver studiato al classico. In particolare, a suo avviso l’Humanitas in Medicina si sintetizza così: lo sprone a un continuo aggiornamento scientifico e professionale; capacità di comunicazione; empatia con il paziente/persona; disponibilità a mettersi in discussione, “senso clinico”; ricordarsi che l’obiettivo è curare al meglio.
Ricordiamo che Guido Bianchini è impegnato anche in politica (capogruppo consiliare della lista Serena Arrighi sindaca).
Anche Federico Giannini ha sottolineato quanto l’aver studiato al Classico gli serva nella vita professionale ma anche in quella di tutti i giorni. “Sono il direttore di Finestre sull’Arte, c’è una gerarchia e c’è chi decide, ma è fondamentale la disponibilità e la capacità d’ascolto, anche nei confronti del collaboratore ultimo arrivato. Per raggiungere il traguardo di essere la più letta rivista d’arte d’Italia, fondamentale è stata proprio l’humanitas”. E ancora: “Oggi noi giornalisti dell’arte abbiamo l’impressione di essere una specie in via d’estinzione, oggi è l’era della disintermediazione informativa, l’unica possibilità è quella di aggiornarsi sempre, puntare sulla qualità, dare il massimo impegno tutti i giorni”.

Applausi per gli intermezzi musicali, bravi i conduttori Eleonora Figaia e Francesco Fusani. Sorprendente per la folgorante bellezza e armonia il nuovo murale delle gemelle Mei, dedicato a Diogene, il filosofo del “Cerco l’uomo”.
Tante le attività svolte con successo, numerosi i laboratori, coinvolgenti gli spettacoli fra recitazione, musica, teatro. Una citazione per le attività sportive svolte in palestra e che hanno visto coinvolti diversi alunni.
La finale del torneo di Pallavolo memorial Prof.ssa Daniela Donnini fra le classi del biennio ha visto vincitrice la classe 1B: Viola Ciancianaini, Sofia Lenzetti, Francesco Pezzana, Giovanni Pieri, Aurora Sassetti, Camilla Servi, Elena Ussi, Matilde Volpi, Emma Tognini
La finale del torneo di pallavolo memorial Daniela Donnini fra le classi del triennio ha visto vincitrice la classe 4B: Tommaso Pesce, Chiara Macchiarini, Giulia Bianchini, Filippo Rolandi, Francesco Fusani, Viola Ragaglini
Inoltre, un nutrito gruppo di alunni si è esibito in una coreografia sul tema della notte nazionale “Humanitas” articolato in tre momenti: il primo con alunne esperte nella danza che hanno rappresentato gli orrori della guerra, il secondo con una coreografia di ginnastica artistica e ritmica che hanno interpretato l’alienazione che deriva dall’uso improprio degli strumenti tecnologici e dell’intelligenza artificiale, infine un ballo di gruppo eseguito da 160 alunni che si sono mossi contemporaneamente a ritmo di musica esprimendo la gioia della condivisione e dell’amicizia. Il tutto organizzato e diretto dalla Prof.ssa Valeria Del Medico.
Massimo Braglia

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