
Carrara “Il caldo di questi mesi sta angosciando tutti, ma non si riconosce abbastanza il fatto che le politiche locali possono fare moltissimo per migliorare la vita della cittadinanza” – interviene Carlo Perazzo, segretario di Sinistra Italiana.
“Il caldo estremo, alla faccia dei negazionisti, è una delle principali emergenze sanitarie, sociali ed economiche che le amministrazioni comunali sono chiamate ad affrontare. Sanitaria, perché gli anziani e le persone fragili sono i primi a subirne le conseguenze. Sociale, perché non tutti possono permettersi case ben isolate o climatizzate. Economica, perché la crisi climatica ha un costo altissimo che paghiamo già oggi ma che pagheranno soprattutto le future generazioni.
La nostra città, nonostante la fortuna di essere abbracciata tra il mare e le Apuane, ha un tessuto urbano dominato da asfalto, cemento e marmo (seconda in Toscana per consumo di suolo pubblico). Materiali che accumulano enormi quantità di calore durante il giorno e lo rilasciano durante la notte, impedendo alla città di raffreddarsi. È ciò che gli urbanisti chiamano “isola di calore urbana”.
A questo si aggiunge un altro problema sempre più evidente: l’impermeabilizzazione del suolo che aumenta il rischio di allagamenti durante gli eventi meteorologici estremi sempre più frequenti”.
E aggiungono: “Come Sinistra Italiana e AVS ribadiamo che le soluzioni esistono e molte sono persino semplici. Basta avere la volontà politica di adottarle. Perciò avanziamo pochi semplici proposte, già attive in molte città del mondo
Restituire spazio alle persone.
Molte aree verdi presenti in città non sono davvero fruibili: il parco della Padula, la zona umida di Avenza, Villa Ceci, i meravigliosi boschi che circondano i paesi a monte. Spazi che devono essere valorizzati e rimessi a disposizione della cittadinanza, anche attraverso patti di collaborazione che rendano gli abitanti attori protagonisti della cura urbana.
Noi siamo convinti che giustizia ambientale e sociale siano profondamente intrecciate: una città più verde e vivibile è una città più giusta e più sana, in cui anche chi non può permettersi il “fresco privato” può stare bene. Questa è la città che vogliamo costruire.
Ripensare le pavimentazioni urbane: ogni volta che una strada, una piazza o un parcheggio vengono rifatti, il Comune dovrebbe abbandonare l’asfalto tradizionale e implementare pavimentazioni ad alta riflettanza solare, capaci di abbassare la temperatura superficiale di diversi gradi, e pavimentazioni drenanti, che favoriscono la ricarica delle falde e limitano gli allagamenti. Mesi fa abbiamo proposto che parte dell’avanzo di bilancio venisse destinato a questi interventi, visti i molti cantieri aperti in città. I prossimi lavori di via Verdi sono l’ennesima occasione per cambiare passo e adottare un nuovo modello di città.
Fare dell’ombra una vera infrastruttura pubblica.
Ogni nuovo albero non è un elemento decorativo: è un presidio sanitario. Occorre aumentare la copertura arborea da subito, e soprattutto nei quartieri più densamente edificati e nelle aree scolastiche. Ogni angolo verde può diventare un rifugio climatico, in ogni quartiere.
La famosa regola del 3-30-300 deve essere un obiettivo concreto: tre alberi visibili da ogni abitazione, almeno il 30% di copertura arborea nei quartieri e un parco raggiungibile a piedi in meno di 300 metri.
Rendere Carrara una città spugna.
Un piano di aiuole drenanti, piazze permeabili e bacini temporanei di raccolta dell’acqua piovana sono interventi ormai adottati in molte città e consentono di ridurre contemporaneamente il rischio idraulico e la temperatura urbana.

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