
Carrara Il consigliere di opposizione Filippo Mirabella lancia un grido d’allarme rispetto alla tenuta dei conti pubblici comunali alla luce delle scadenze del Pnrr, con particolare riferimento alla scuola Buonarroti (nella foto, il cantiere), il cui cantiere, come ha spiegato in consiglio comunale la sindaca Arrighi, è al momento fermo in attesa di chiarimenti.
“Stupiti ed increduli – scrive Mirabella – apprendiamo dall’assessore del Pri Moreno Lorenzini che a 20 giorni circa dalla chiusura dei cantieri del Pnrr va tutto bene nonostante i conclamati ritardi. Infatti non è stata emessa alcuna proroga generalizzata della scadenza finale del Pnrr oltre il 31 marzo 2026. Tuttavia – aggiunge – esistono atti pubblici recenti dell’Europa (febbraio 2026) che hanno disposto proroghe specifiche per singole tipologie di progetti a livello nazionale (Pinqua, Pa digitale, Agricoltura, risorsa idrica)”. E aggiunge: “Nonostante le richieste di maggiore flessibilità da parte di diversi Paesi (tra cui Italia e Spagna) e del Parlamento Europeo, la Commissione Europea non ha modificato il regolamento RRF (dispositivo per la ripresa e la resilienza, ndr). Una proroga oltre il 2026 richiederebbe l’unanimità degli Stati membri e la ratifica dei parlamenti nazionali, opzione al momento esclusa dai principali partner europei. Inoltre il passaggio della Scuola Buonarroti dal PNRR al PNC (Piano Nazionale Complementare) non è ancora un “fatto compiuto” con decreto firmato, ma una procedura d’emergenza attivata dal Comune con una delibera “Paracadute” e solo l’8 marzo 2026 è stato riportato un ulteriore “appello” al Ministero per slegare definitivamente l’pera dal PNRR. Ma con la Mancanza di un Decreto in quanto ad oggi non esiste un decreto ministeriale firmato che confermi l’accettazione, la Arrighi – prosegue Mirabella – ha annunciato il passaggio come “prospettiva” per tranquillizzare l’opinione pubblica, ma formalmente la scuola resta sotto osservazione per inadempienza PNRR. Finché il Ministero non pubblica il decreto di rifinanziamento specifico, il progetto resta “appeso”. Se lo Stato non dovesse accettare il passaggio, il Comune si ritroverebbe con un cantiere aperto e senza la copertura dei fondi PNRR (che verrebbero revocati il 1° aprile 2026). Inoltre – prosegue Mirabella – c’è il rischio PNC perché anche se ha regole meno rigide dell’Europa, i fondi sono limitati. Molti comuni italiani stanno chiedendo la stessa cosa che ha chiesto il Sindaco Arrighi, creando una “lista d’attesa” ministeriale. Perché infatti Arrighi è stata stranamente cauta in Consiglio comunale? La sua prudenza è dovuta al fatto che, tecnicamente, il Comune sta operando in extratime. Se ammettesse che il passaggio è certo senza avere il decreto in mano, si esporrebbe a critiche politiche feroci in caso di diniego da Roma. Al momento, l’Amministrazione sta procedendo “come se” i fondi ci fossero, ma il termine del 31 marzo 2026 per i progetti PNRR rimane una spada di Damocle per tutti gli altri interventi, il rischio è che il Comune debba rifinanziare le opere con fondi propri o contrarre nuovi mutui per coprire la possibile scopertura finanziaria legata ai fondi PNRR.
Sì, il rischio finanziario per il Comune è esattamente questo: se i progetti non vengono completati o rendicontati correttamente entro i termini, il finanziamento europeo viene revocato (totalmente o parzialmente) e la spesa ricade interamente sulle casse comunali”.
Si chiede Mirabella: “La Strategia del Comune qual è? La giunta sta cercando affannosamente di spostare i progetti più critici su altri fondi, come il PNC, sperando che non venga chiesta la restituzione totale. Ma se per inadempienza riguardo al PNRR si arriva a un punto tale da essere considerati “conclusi” per gli standard europei, i milioni messi a bilancio non basteranno e potrebbe aprirsi uno scenario di grave squilibrio finanziario per il Comune”.
Da qui la richiesta di Filippo Mirabella all’amministrazione: massima trasparenza su come stanno davvero le cose. (B.C.)

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